Le appaRenzi ingannano

Renzi(e):”nel 2018 PD al 40% e disoccupazione al 10%”.
Flex:”Poi si è accorto che il foglio era sottosopra”.

Renzi(e):”La disoccupazione giovanile grida vendetta“.
Flex:”A quelli che hanno il posto di lavoro”.

Renzi(e):”Con le riforme avremo 3000 politici a casa”.
Flex:”L’obiettivo di lungo periodo è di lasciarla fare solo a lui”.

“Il gioco non è tuttavia senza difetto perché, mentre la periferia (PIGS) si deindustrializza per l’invasione delle merci straniere, il centro (Germania) si fa partecipe della sua progressiva instabilità finanziaria per quell’indebitamento crescente di cui è creditore. E così quando, e ai primi casi d’insolvibilità periferica (in Grecia, ma soprattutto a Cipro), il centro ha temuto che i propri crediti potessero venire “ripudiati”, è corso ai ripari richiedendone alla periferia il rientro, almeno in parte, coatto. Sta in questo il senso del Trattato per la stabilità, il coordinamento e la governance, sinteticamente noto come “Fiscal Compact”, approvato il 23 luglio 2012 dal Parlamento italiano. Con esso si sono a tal punto irrigiditi i vincoli di bilancio pubblico e di debito sovrano da poter essere giudicato, dopo il Trattato di Maastricht (1991) ed il Trattato di Lisbona (1999), come «il terzo atto della storia dell’euro che radicalizza in maniera inedita i principi neoliberisti che hanno caratterizzato fin dall’inizio la costruzione della moneta unica», anche a rischio di realizzare una forma di austerità perpetua che potrebbe fare esplodere l’Unione Monetaria Europea”. (Giorgio Gattei, professore di Storia del Pensiero Economico Università di Bologna)

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