Mercati, l’involuzione dell’umanità

Unire tutte le forze contro il capitale“. (Gramsci, La tesi di Lione 1921)

Flex:”Unire la cultura dell’amor patrio, frenata dell’eccesso nazionalismo e la cultura della socialità, frenata dell’eccesso moralismo. Unire le forze produttive regolate dell’eccesso di egoismo menefreghista e avidità speculativa accumulativa e le forze sociali lavorative, regolate dell’impeto vendicativo, moralistico e profuso di antitalianità. Uniti per la sempre eterna lotta di classe: quella contro le elite finanziarie capitaliste globali che pianificano, governano e dominano le nostre vite. Per una società di popoli pienamente eguali liberi e sovrani.

Oggi, pertanto, l’unica dicotomia valida nello scenario post moderno è tra chi è favorevole all’euro e al processo di globalizzazione capitalistica e chi rifiuta il fanatismo del mercato e dell’Ecoonomia, chi rifiuta il ‘cretinismo economico’, ridando vita alle parole di Gramsci. I politici di oggi non si dividono più per ideali, ma per cretinismo economico, variamente modulato: cifre diverse, ma sempre identica la visione delle cose: totale accettazione e sudditanza assoluta alla finanza e all’economia. Bisognerà, pertanto, unire tutte le forze contro l’euro, non per tornare ai nazionalismi del passato, ma per perseguire l’ideale, il sogno desto, di un’altra Europa. Un’Europa fatta di popoli eguali, liberi, fraterni e sovrani, in cui ci sia il primato della Politica, cioè della vera politica popolare e non quella odierna della centralità del Mercato. USCIRE DALL’EURO, quindi, per riconquistare la nostra sovranità, tesi fra l’altro già espressa in passato dallo stesso Gramsci, il quale aveva intuito, pur non esistendo ai suoi tempi l’eurocrazia, la via del nazional popolare come rimedio di uscita daii nessi di forza capitalistici.

In conclusione cito Eraclito: ‘Più dell’incendio bisogna spegnere la dismisura.“. (Diego Fusaro, filosofo)

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