I “Blef” del Def.

L’Unione Europea e la Troika promuovono il Def.
Flex:”Quale dei due?”

Renzi:”Una 14esima mensilità coi sacrifici di banche e manager”.

Flex:”…che immoleranno clienti e sottoposti. Per il credit brunch! Il resto coperto con riforme strutturali, le austerità, le privatizzazioni e la soppressione degli enti inutili, la Repubblica Italiana.”

LA GUERRA DI CLASSE SU SCALA GLOBALE
“Come abbiamo visto, tutte le insurrezioni ed i complotti messi in atto per cambiare i regimi sgraditi [sia con i tradizionali mezzi militari che con quelli tipici del “soft-power”], rappresentano essenzialmente una sola cosa: una dissimulata guerra di classe attuata a livello mondiale, un’implacabile guerra economica che l’1% della popolazione mondiale [ovvero l’oligarchia finanziaria ed economica] ha dichiarato al resto dell’umanità.

La lotta di classe in una società di tipo piramidale non è ovviamente un fatto nuovo. Quello che invece c’è, di relativamente nuovo, è l’aumento esponenziale che è stato impresso al suo ritmo, la sua diffusione ed orchestrazione a livello globale.

Mentre gli attacchi dell’austerità neoliberista alle condizioni di vita dei cittadini dei paesi “centrali” sono formalmente cominciati più di tre decenni fa – con l’economia supply-side [sul fronte dell’offerta, ndt] orchestrata dal Presidente Ronald Reagan e dal Primo Ministro britannico Margaret Thatcher – la brutalità di questi attacchi è diventata molto più dirompente nel corso dell’attuale crisi finanziaria ed economica, iniziata con il crollo del 2008 negli Stati Uniti d’America.
Approfittando del collasso economico [la “terapia dello shock”, come l’ha definita Naomi Klein], l’oligarchia finanziaria globale, con i suoi delegati posti nei governi dei singoli paesi capitalisti “centrali”, hanno portato avanti un sistematico “colpo di stato” economico contro le popolazioni, le cui devastazioni comprendono:

• Trasferimento di decine di migliaia di miliardi di dollari dal settore pubblico alle oligarchie finanziarie, attraverso gli spietati tagli dell’austerity;

• Ampia privatizzazione dei beni e dei servizi pubblici, tra cui gli insostituibili monumenti storici, i luoghi di inestimabile interesse culturale, e gli essenziali servizi sociali quali la sanità, l’istruzione e le forniture d’acqua;

• Sostituzione del welfare statale con quello di tipo aziendale/finanziario;

• Assegnazione della maggior parte dell’emissione monetaria governativa [e della creazione di credito in generale] agli investimenti speculativi, invece che agli investimenti nell’economia reale;

• Sistematico indebolimento delle garanzie pensionistiche per milioni di lavoratori [sia i colletti blu che quelli bianchi] e funzionari pubblici;

• controllo sempre più pressante delle politiche economiche e finanziarie, effettuato dai rappresentanti dell’oligarchia finanziaria.(Ismael Hossein-Zadeh è professore emerito di Economia alla Drake University di Des Moines, Iowa)

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