il Pelopannesso

Atene in crisi vende il paradiso in terra.
Flex:”Il Dio Mercato chiede sacrifici, ha separato la terra dal paradiso. Ora gli serviva un posto per riporre l’umido greco”.

Elafonisos, svenduta l’isola con le spiagge più belle del Mediterraneo…
Flex:”Pelopannesso e connessi, il Dio Capitale ottiene il Condono Universale”.

Questo osceno piano di lacrime e sangue, in un paese già martoriato dalla disoccupazione, dalla miseria e dagli altri splendori che la moneta unica ha portato, non è stato minimamente scalfito dagli scioperi di massa e dalle proteste dei Greci. Il popolo del Partenone e di Platone, di Socrate e di Pericle, è oggi reso schiavo dallo spread e dalla finanza, dalla barbarie organizzata del mercato e della cosiddetta Europa, il nobile nome attribuito all’eurocrazia, versione aggiornata del totalitarismo indebitamente ritenuto morto e sepolto nel 1945 e nel 1989.Occorre guardare alla Grecia con solidarietà e preoccupazione: con solidarietà, per gli osceni supplizi che sta patendo nel silenzio generale; con preoccupazione, perché de nobis fabula narratur. La stessa sorte presto potrebbe travolgere il popolo italiano. Occorre mobilitarsi, anzitutto con le teste, per far valere lo spirito di scissione, come lo chiamava Gramsci, e il gran rifiuto, come lo qualificava Marcuse: ossia per avere il coraggio e la forza di dire di no (il primo gesto irrinunciabile della critica), ossia per rigettare anzitutto nel pensiero la follia organizzata chiamata Europa. Occorre uscirne il prima possibile, recuperando la sovranità nazionale e decidendo sul nostro destino di italiani“.

(Diego Fusaro, l’Antidiplomatico)

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