Sinistra Emorragia e Liberismo

Flex:”Il lavoro è di sinistra, il lavoro manca”.

Dietro la nuova dottrina vi è l’idea che l’intera eurozona si salva solo se i paesi periferici, a colpi di precarizzazione del lavoro, riescono ad abbattere i salari, i costi e i prezzi. In questo modo si dovrebbe colmare il divario di competitività rispetto alla Germania e si dovrebbero quindi riequilibrare i rapporti di credito e debito all’interno dell’Unione. La Storia tuttavia ci insegna che in genere questo meccanismo non funziona. Esso infatti impone ai soli paesi debitori il peso del riequilibrio. In questo modo l’intera Unione viene trascinata in una corsa salariale al ribasso che può determinare una deflazione generalizzata e una nuova crisi del debito. E’ la vecchia lezione di Keynes, ma ieri a Berlino sembravano averla dimenticata“.

(Emiliano Brancaccio, economista)

I tentativi di sottomissione delle nazioni in corso nell’UE rappresentano una forma di oppressione di classe che viene esercitata sui lavoratori e i popoli, oltre che un inquietante e pericoloso attacco alla democrazia. Chi, pur dicendosi di sinistra, non lo percepisce, o non lo vuole percepire, non comprenderà un elemento decisivo per intervenire sulla realtà del nostro tempo, trasformandola nel senso del progresso sociale. Se l’evoluzione del capitalismo ha portato le classi dominanti a sacrificare gli interessi nazionali ai propri interessi di classe, allora, al contrario, ciò conduce all’identificazione crescente degli interessi dei lavoratori e del popolo con gli interessi nazionali

(João Ferreira, capolista alla elezioni europee per la CDU (verdi+comunisti) in Portogallo, vicepresidente uscente del gruppo Gue/NGL al parlamento europeo

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(Logo by Loredana Signorile)

Non sono di SEL, partito tra quelli che peraltro ritengo tra i peggiori oggi esistenti: SEL e Vendola pensano che il massimo di emancipazione possibile sia il matrimonio gay. Il comunismo, per costoro, non è più Marx, ma Vladimir Luxuria. Si tratta, ovviamente, dell’ennesima presa in giro ai danni dei giovani precari, disoccupati e senza diritti sociali: al danno della miseria cui sono costretti dalla struttura capitalistica si aggiunge la beffa della sovrastruttura della sinistra, che ripete loro che l’emancipazione non è la lotta per il lavoro e per i diritti sociali, ma il matrimonio gay, l’eutanasia e magari anche la possibilità di cambiare chirurgicamente sesso. Ad ogni modo, precisato il mio disgusto per SEL (momento culminante del serpentone metamorfico PCI-PDS-DS-PD), do la mia piena solidarietà a Marco Furfaro, volgarmente preso in giro da Barbara Spinelli e dall’orrenda generazione dei Sessantottini, la più sciagurata dal tempo dei Sumeri ad oggi. E’ l’orribile generazione passata dall’universalismo proletario all’universalismo imperialistico con bombardamento etico incorporato. Sto esagerando? Non credo. Si consideri la biografia di Massimo D’Alema e se ne avrà una triste conferma: sì, la biografia di colui che nel 1968 si agitava scompostamente per il proletariato e che nel 1999, altrettanto scompostamente, si agitava in nome del bombardamento del Kossovo. Si tratta di una generazione di falliti e di ‘ultimi uomini’ (Nietzsche) che, non di meno, continua a ipotecare – chissà per quanto tempo ancora – il futuro delle nuove generazioni. L’odierna sinistra sta a Marx e al suo progetto di emancipazione come il banchiere Marcinkus sta al ‘discorso alla montagna’ di Cristo“.

(Diego Fusaro)

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