BCE (Banca Catastrofe Eurozona)

La BCE taglia i tassi.
Flex:”E ci fa tanti bei pellicciotti”.

E acquista gli “ABS
Flex:”così la frenata dei PIGS è sicura”.

Draghi richiama tutti i governi a dare una parte nella crescita.
Flex:”Ai PIIGS è toccato il culo”.

“Le politiche monetarie di Draghi non sortiscono effetto per questo motivi:

a) se l’economia reale è in crisi, le banche sono costrette a frenare i prestiti alle imprese e alle famiglie non in grado di fornire le opportune garanzie rispetto alla richiesta di un prestito. Una impresa coi conti in rosso o una famiglia che è già indebitata (nel periodo dell’euro i risparmi sono crollati mentre l’indebitamento è salito del 140%) non possono usufruire dei prestiti bancari qualunque sia il tasso applicato. Contrariamente, la diminuzione dei tassi in una economia in fase espansiva ovviamente agevola la richiesta di prestiti (è quanto avvenuto in Europa nei primi anni dell’euro, provocando una bolla finanziaria esplosa gravemente in Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia).

b) la diminuzione dei tassi si ripercuote anche sulla diminuzione dei rendimenti attesi da parte di chi possiede un risparmio. Dunque una riduzione del reddito e dunque minore capacità di consumo.

Non vi è alcuna politica monetaria in grado di modificare il collasso storico europeo. L’unica politica è di natura fiscale: riduzione delle tasse e aumento investimento pubblici con aumento dei deficit di bilancio garantiti dalla banca centrale e quindi non attraverso il sistema dell’indebitamento degli Stati con le grandi corporation bancarie mondiali.

(Pier Paolo Flammini)

Storicamente, l’Europa esiste come arcipelago di differenze, e dunque in quella ricchezza irriducibile delle tradizioni, delle lingue e delle culture in virtù della quale gli italiani e i francesi, i tedeschi e gli spagnoli, i portoghesi e i greci sono europei senza dover rinunciare alle proprie specificità. È l’esatto contrario della tendenza oggi imperante nell’Unione Europea, nella sua aspirazione all’annichilimento di ogni differenza e nell’imposizione dell’unico modello del cittadino apolide e precario, anglofono e senza cultura, incapace di parlare una lingua che non sia quella dell’economia. L’ideale di un’Europa di Stati nazionali democratizzati, liberi e uguali, in cui siano rispettate le culture e le tradizioni nazionali, le comunità etniche e religiose, è reso impossibile dalla finanziarizzazione del vecchio continente, dall’imposizione della sola cultura anglofona del mercato e dalla sottomissione dei popoli sovrani alla giunta militare di tipo economico propria della dittatura finanziaria“.

[Diego Fusaro, “Il futuro è nostro”, capitolo 6]

FacebookTwitterGoogle+Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *