I mille e uno giorni…

Renzi presenta il programma dei 1000 giorni.
Flex:”Ogni sera. E ogni sera sono sempre 1000 giorni.
Scartate le ipotesi di ‘uno da leone’, ‘cento da pecora’ e ‘cinquanta da orsacchiotto'”.

“Non si esce con il passo della tartaruga da venti anni di stagnazione”.
Flex:”Ma a pecora”.

“La globalizzazione è una grande opportunità che abbiamo. […] Le multinazionali sono le benvenute in Italia”.
Flex:”Capito piddiota?”

“Io sto con chi si alza presto la mattina e si spacca la schiena”.
Flex:”Ma è dietro”.

“Occorre superare l’art. 18″.
Flex:”A destra”.

“Ridurremo gli ammortizzatori sociali per aumentare le chance di lavoro”.
Flex:”Che è un pò come togliere l’ossigeno a chi sta in apnea a 100 mt sotto acqua”.

“I consumi aumenteranno nel lungo periodo”.
Flex:”Impossibile, siamo già consumati… soprattutto se per abbattere il costo del lavoro si aumenta l’IVA sui generi di prima necessità. “Nel lungo periodo siamo tutti morti”. (cit. Keynes)

Padoan:”Pil ancora negativo nel 2014, risale nel 2015“.
Flex:”Sarà tre volte natale e festa tutto il giorno….”

“Le regole sul lavoro vanno ridotte, ma devono essere chiare”.
Flex:”La semplificazione del lavoratore: lavorare gratis appaga. E in qualsiasi condizione temporale”.

“Il mondo del lavoro è basato sull’apartheid”.
Flex:”Ma questa volta si preferisce il nero”.

“Per creare lavoro serve politica industriale”.
Flex:”E loro hanno Marchionne”.

“sul tema del lavoro non possiamo perdere un minuto in più”.
Flex:”C’è ancora gente che guadagna qualcosa”.

“Per come la vedo io, la sinistra è combattere le ingiustizie, non difenderle”.
Flex:”Per quello si è alleato con Alfano”.

“Non abbiamo paura del voto”.
Flex:”Si è estinto”.

Quanta insistenza sul passato è necessaria per non vedere il presente? Quanto occorre insistere sugli orrori fortunatamente estinti per far sì che la gente non si accorga nemmeno più di quelli oggi dominanti? Quanta foga nel denunciare tutte le violenze che non siano quelle silenziose dell’economia e del mercato! La violenza oggi ha cambiato forma, ma si fa ugualmente sentire: si chiama violenza economica, taglio delle spesa pubblica, precariato, rimozione dei diritti sociali, selvagge politiche neoliberali all’insegna dello “Stato minimo”.

(Diego Fusaro, filosofo)

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