Crozza e vongole

I dipendenti pubblici vanno in malattia quattro volte di più dei privati. Che negli uffici pubblici ci sono più spifferi?” (Maurizio Crozza)

Flex:”Crozza lo “spifferatore”, il peccato prima del peccatore.
Il giullare di corte ben pagato per alimentare liberamente con le risate il conflitto pubblico (fannullone e parassita) – privato (bello, laborioso, sfruttato) e l’odio profondo per il Politico (inetto e affarista a prescindere) da sostituire sempre con Più Mercato e Più Tecnocrazia (antipolitica) e Più Dittatura Finanziaria, tra i principali mali del nostro secolo, modello economico su cui politica, informazione, intellettuali, vip dello spettacolo, pubblico e privato sono in maggioranza assoluta servilmente allineati e corrotti”.

Il peccato, ben prima del peccatore. Cercherò di conseguenza di non cadere nell’inganno e dirò per prima cosa che Maurizio Crozza possiede un robusto talento ed è animato dalle migliori intenzioni. Roberto Benigni possiede un grande talento ed è animato da buone intenzioni. Vauro possedeva un discreto talento, a volte riesce a riacciuffarlo per i capelli, è molto permaloso (simile a certi uomini di potere ha la querela facile verso chi, attaccato con vigore in una sua vignetta, rimanda l’accusa al mittente) e sembra animato dalle buone intenzioni di una tradizione che fatica a riportare viva sulla carta da disegno. Dario Fo possedeva grandi intuizioni e ora prova in modo forse ancor più faticoso (e nebuloso) a declinarle contro un re (e un vescovo, un sacrista, un sciur) i quali – negli ultimi trent’anni – hanno prestato una parte del loro immaginario proprio ai giullari che avrebbero dovuto smutandarli. Tutti animati da capacità non comuni e buone intenzioni, e tuttavia nessuno (Crozza, Fo, Benigni, Vauro e così via) davvero in grado di turbare il potere oltre la singola persona che occasionalmente lo incarna, e questo perché il loro linguaggio non lascia immaginare mondi altri da quello che il potere stesso fabbrica proprio sotto i nostri piedi per perpetuarsi“.

(Nicola La Gioia)

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