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‘A livella (referendaria)

‘A LIVELLA REFERENDARIA

Quest’anno, il 4 dicembre,
ci sarà l’usanza, per gli italiani
di votare il referendum.
Ognuno l’adda fà chesta crianza,
ognuno adda tené chist’ penziero.

Quest’anno puntualmente in questo giorno,
di importanza e Resistenza,
anch’io ci andrò, per sbarrare il NO
con impavida veemenza.

Certo ‘sto vot é diventato ‘n’avventura.
Madonna! Si ce penzo, e che bruttura!
Ma pò facett’ anem’ e curaggio,
‘a faccia ‘e chi add’ dicere ‘sto tragico presagio.
‘O fatto è chisto, statemi a sentire.
Guardavo tomo tomo ‘o televisore,
buttando un occhio a qualche trasmissione.

Qui si rischia l’involuzione e di buttar per
l’aria i veri cambiamenti
“,

gridava ‘o Presidente,
bello spaparanzat, ’ncopp a ‘na poltrona,
su tutte le reti preminenti.

Che assurdità! ‘Ncap’ a mme penzaie.
Chissà si all’atu munno,
chi av’ scritt ‘a Costituzione,
se sta turcenn a panz’ ed ogni articolazione.

Mentre fantasticavo ‘sto penziero,
s’era ggià fatta quase mezanotte,
e pront me cuccaie, ca sveglia ncopp e l’otte.
Tutto a ‘nu tratto, che veco ‘a dint o scur?
Doje ombre avvicenarse ‘a parte mia.
Penzaje: stu fatto a me mme pare strano,
stongo scetato, dormo, o è fantasia?
At’ ca fantasia, eran due padri e
l’Assemblea Costituente, Piero e Benedetto.
Int ‘a stu fatto i’ nun ce veco chiaro,
cu tanta governant,
venen addu me ca nun cont neint.

Putevano sta’ ‘a me quase ‘nu palmo,
quanno Calamandrei me sussurraie:

Giovanotto non ti meravigliare della
nostra presenza, se siamo qua e perché
si é passata l’indecenza
“.

E’ vero – proseguí Benedetto Croce,
quello che é stato fatto?
E’ chi l’avrebbe detto
.

Ma o vulit capí co’ problema ‘e stu paese
nun é a Costituzione,
ma all’Europa di’ Mercati ‘a devozione.
Trasenn’ sti canciell’ at’ perz’ tutto
‘a vita e puro ‘o nomme
non ve l’avit’ fatt’ ancora chist’ cunto!”

‘A Costituzione é ‘tutta n’ata storia.
Perciò, sentit a nuie, nun facit assaie ‘e restiv’
‘a schiform, nun é chell ca cè vò,
‘sti pagliacciate ‘e fanno i neoliberisti do’ SI,
nuie simm’ seri apparteninn’ a’ o NO!

(Totò Flex)

si e no 2

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‘a trivella…

Trentatrè trivelle entrarono in Tremiti, trapanando…

Liberiamo Mari e Terre dalle trivelle. (Flex)

La critica radicale al capitalesimo assoluto non risuona così forte come dovrebbe, perché il conseguente individualismo che ne scaturisce finisce per attutirlo sia per i conflitti della competizione sociale, sia per l’interiorizzazione del conflitto in cui il “nemico” finisce col confondersi con una parte di sé (illusione di percepirsi comunque essere sovrano nelle scelte). La tendenza è allora quella di rivolgere prioritariamente la denuncia contro se stessi e/o gli altri “relativi”, anziché contro i “reali” rapporti di forza e potere. Da qui la colpevolizzazione, la cattiva coscienza, la solitudine, il risentimento, l’alienazione, la depressione, l’apatia e l’impotenza ad agire con mobilitazione sociale trasformatrice dell’odierno mondo della notte dei tempi. (Flex filosofante)

MARE

…e renne va plùs

Ambo e terno se li ruba il governo
quaterna e cinquina alla cappella sistina
tombole e tombolini li daremo a gli strozzini
. (Flex)

La colpevolizzazione aristocratica-snobistica delle masse rappresenta una facile via di fuga per i cosiddetti “colti” , la cui cultura non gli permette però di capire che il consumismo non è un prodotto spontaneo che viene “dal basso” ma una forma di integrazione artificiale integralmente gestita dai dominanti sui dominati“. (Costanzo Preve)

L’ISIS: “Vedrete cosa faremo per Natale”. Filetti di baccallah. (Flex)

Buoni del Tesoro a tutti e… buone feste a km 0.

BUON NATALE

i 10 comandamenti (degli euroinomani)

Ama il prossimo tuo creditore come te stesso
La tua libertà finisce dove inzia quella degli speculatori

1. Non avrai altro Dio all’infuori dell’Eurozona
2. Non nominare il nome Troika invano
3. Ricordati di santificare l’Euro
4. Onora il debito pubblico
5. Non uccidere la fiducia dei mercati
6. Non commettere atti impuri di evasione
7. Non rubare il Quantitative Easing
8. Non dire falsari delle finanze
9. Non desiderare lo spread altrui
10. Non desiderare la Spesa Pubblica a Deficit

(Fiore Ranauro in arte Flex)

la chiamavano Leopolda

Alla Leopolda c’erano tutti,
dal finanziere all’impresario
Alla Leopolda c’erano tutti 
con gli occhi rossi e il cappello in mano
A idolatrare chi per un poco
con tante pretese, tante pretese
ad idolatrare chi per un poco
rottamò (troikamente) tutto il Paese
“.
(Fiore Ranauro, in arte Flex)

Renzi:”Il posto fisso non c’è più”.
Flex:”Sono tutti pieghevoli, in avanti”.

Serra:”Lo sciopero crea disoccupati”.
Flex:”Ma il primato resta del Governo”.

Renzi:”La sinistra non deve essere il museo delle cere”.
Flex:”E neanche quello della vaselina”.

Difatti il meccanismo è proprio quello di incorniciare le banalità del tempo come genialate. In modo che quanti se le bevono abbiano essi stessi l’impressione di essere geniali. In altri tempi si sarebbe parlato di “irridente paternalismo demagogico”, oggi di straordinarie “strategie d’ascolto”. Questa la Leopolda (on light) per le vaste platee di pellegrini alla ricerca di una speranza purchessia. Poi c’è l’operazione in penombra (Leopolda darkness), che ricalca i modelli messi a punto dall’Internazionale del privilegio; con i suoi periodici meeting per pochi intimi, che si danno appuntamento in località amene. Il modello classico è quello di Davos, in cui si consolidano alleanze, si mettono a punto strategie e si scambiano favori. Il tutto in un clima di riservatezza molto più funzionale allo scopo (compattare cordate) dell’infelice sede del Nazareno, dove le ombre dell’accordo tra il giovane rampante venuto da Rignano e il vecchio pregiudicato della Brianza apparvero in tutta la loro imbarazzante evidenza“.

(Pierfranco Pellizzetti)

“Lo sciopero crea disoccupati, va limitato perché è un costo”. (Davide Serra, 26 ottobre 2014)
“Per creare nuovo lavoro va abolito il diritto di sciopero”. (Benito Mussolini 3 aprile 1926)
Flex:”Locomotiva Europa. Destinazione Euscwitz! In ogni epoca nazista i diritti diventano costi economici”.

La società dei cravattari

BCE, asta Ltro sotto le aspettative legato a scarsa domanda di credito. (Sole 24 ore)

“Il Pentagono valuta gli scenari di rivolta in Europa”.
E la BCE è pronta con i bazooka finanziari. (Flex)

Fatece largo che passamo noi
speculatori co’ la Borsa a tracolla
semo bankieri titolati in doppio petto
e le democrazie stamo ‘a pignorà
e i poveracci stamo ad affamà

Ma che ce frega
ma che ce ‘mporta
se oltre al lavoro
mercificamo l’acqua
e noi gliè dimo, e noi gliè famo
“er Sub-Prime va remunerato!”
E perciò noi semo quelli
che ve “quotiamo in toto”
Portatece er vino a li castelli
politicanti semo in società.

Ce piacemo che so’ polli
che sò abbacchi e sò galline
perchè sò senza spine
com’è lesso un baccalà!

La società dè li cravattari
la società dello Spread in Bund!
A noi ce piace stà a Piazza Affari
E poi ce piace dè borseggià!

Asta!
Portace ‘n’artro derivato
che noi ve l’affibbiamo
e poi l’ariscuotemo
embè, embè, BCE!

E quanno er debito mbè
è parametrato dall’UE
l’euro ar gozzo mbè
ve fà da strozzo con la BCE
Per un titolo tossico e un BTP breve
miei Cari Allocchi dovete morì dè sete,
dè sete, dè sete. Olè!

(Fiore Ranauro, in arte Flex)

La società dei cravattari in video.

Inciucio che viene…

Quei giorni perduti a rincorrer consenso
a chiedere primarie e due euro di provento
fra un mese fra un anno
scordati li avrai
piddino che vieni… piddiota che vai.

E tu che con gli occhi così pieni d’ardore
ripeti gli stessi “vaffanculo di cuore”
fra un mese fra un anno
trombati li avrai
nickname che vieni… senza password resterai.

Ardente passione è la Costituzionale
nei divaghi d’agosto o proprio sotto Natale
ci si finge più buoni,
si giura fedeltà
inciucio che vieni… democrazia che va.

(Fiore Ranauro, in arte Flex)

Domine Noster

ingsocbce

Flex:”In nomine Domine Et Filii Et Corporations Sancti…

Domine Noster
che sei nei Mercati
sia fatta la Tua Bolla Speculativa
e reso libero il Tuo Mercato,
affinchè il prezzo non sia concordato
ma frutto della Tua Volontà.

Dacci oggi il Nostro Finanziatore quotidiano
che rimetta a Noi i Suoi Debiti
in modo che Noi li rimettiamo agli altri Debitori.
E non indurci in moneta fiat
ma liberaci dai gufi eterodossi.

Amen.

Il capitalismo è una grande illusione, un’illusione inquietante, un trucco di magia finanziaria giocato sulle masse.” (J.M. Keynes)

Voglio cominciare con una citazione del responsabile del ministero delle finanze francese, che tra l’ altro, appartiene all’ ordine dei benedettini ed è anche capo dell’ Opus Dei francese. […] Cosa vogliamo?

Vogliamo distruggere la gente, creando una nuova tipologia di cittadini europei disposti ad accettare la sofferenza, la povertà, una popolazione disposta ad accettare salari inferiori a quelli cinesi“. (Alain Parguez, economista)

La ballata dei tartagliati

“Risparmieremo su tutto. Ma gli obiettivi dei tagli di spesa terranno conto anche del quadro economico peggiorato. Nella ricerca dell’efficienza si possono mettere in discussione anche diritti acquisiti o presunti tali”. (Pier Carlo Padoan)

“Perché oggi la Germania è di gran lunga il Paese più potente e più forte dell’Europa grazie all’euro”. (Romano Prodi, ottobre 2011)
Flex:”E noi PIGS, grazie a Prodi”.

“Un uomo fesso, un uomo Prodi
tralalalalla tralallallero
s’ innamorò perdutamente
di un’UE che non lo amava niente!

Gli disse portami domani
Tralalalalla tralallallero
Gli disse portami domani
Il cuore degli italiani
Per i miei affari.

Dagli italiani andò e pretese accise
Tralalalalla tralallallero
La spesa a deficit fermò
E dalla Troika ritornò.

La UE disse se mi vuoi bene
Tralalalalla tralallallero
La UE disse se mi vuoi bene
tagliali welfare costituzione e vene.
Welfare e vene lui ci tagliò
tralalalalla tralallallero
Costituzione e sangue ne sgorgò
E dalla Troika si ritornò.

La Troika disse ridendo forte
tralalalalla tralallallero
La Troika disse ridendo forte
l’ultima prova sarà la Morte”

(Fiore Ranauro, in arte Flex)

Flex:”Si sta come d’autunno nell’eurozona i tagli”.

Aumento della spesa pubblica, l’unica cura che può dare un futuro ai nostri giovani. Lo stato ha come priorità il benessere dei cittadini, non i conti pubblici. Lo stato non è una famiglia, ne è un’azienda“.

(Simone Bernacchia, attivista mmt)

Se lo Stato fa meno spesa di quanto tassa è il privato che fa più spesa di quanto incassa”.

(Paolo Barnard)