Archivi categoria: Viaggi di versi

Il cielo è di tutti

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo.
È del vecchio, del bambino,
del re, dell’ortolano,
del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.

(Gianni Rodari)

“Il neoliberal pretende ogni cosa
compete a mirar il ciel da vincente:
e l’ultimo che ha occhi sol per l’infinito
per costui è un misero perdente”.

(Flex)

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Nessuno o tutti – O tutto o niente

Schiavo, chi ti libererà?
Chi sotto a tutti, in fondo a tutto sta.
Compagno, ti vedranno
e udranno le tue grida:
schiavi ti libereranno.

Nessuno o tutti – o tutto o niente.
Non si può salvarsi da sè.
O i fucili – o le catene.
Nessuno o tutti – o tutto o niente.

Affamato, chi ti sfamerà?
Se vuoi pane, te ne darà
chi non ne ha per sé. Vieni con noi,
il cammino ti mostreremo,
affamati ti sfameremo.

Nessuno o tutti – o tutto o niente.
Non si può salvarsi da sè.
O i fucili – o le catene.
Nessuno o tutti – o tutto o niente.

Vinto, chi ti vendicherà?
Tu, se ti hanno colpito,
cammina con chi è ferito.
C’è in noi deboli, compagno,
quel che ti vendicherà.

Nessuno o tutti – o tutto o niente.
Non si può salvarsi da sè.
O i fucili – o le catene.
Nessuno o tutti – o tutto o niente.

Perduto, chi oserà?
Chi la miseria non sa
più sopportare stia
con chi vuole che questo il giorno sia,
non quello che verrà

Nessuno o tutti – o tutto o niente.
Non si può salvarsi da sè.
O i fucili – o le catene.
Nessuno o tutti – o tutto o niente.

(Berthold Brecht)

Squola, stress test

Riforma della scuola
Flex:”Le conseguenze di tagli e risparmi sono devastanti, manca perfino l’olio di ricino”.

E così la mazzata alla scuola arriva dal governo Renzi
Flex:”Quello votato dalle insegnanti”.

E oggi mi sento dire che “non faccio abbastanza”, che rispetto all’Europa “gli insegnanti italiani lavorano meno”. Ma con quale faccia!!! Ognuno di voi, è mai stato un’ora, dico una sola, in cattedra? Avete mai avuto a che fare con un ragazzino autistico che si autolesiona? Conoscete le teorie comportamentiste, l’approccio psicanalitico, le neuroscienze in rapporto all’autismo? Se vi chiedessi quale ritenete più consona sapreste rispondere? No, che non sapreste rispondere. Perché di scuola sapete poco o nulla.

A voi interessa risparmiare.

Ed è per questo che avete montato ad arte una campagna pubblica contro gli “insegnanti fancazzari”, è per questo che volete raddoppiarci l’orario di lavoro, a parità di stipendio, si badi bene, in modo da non dover pagare supplenti e non assumere i precari, è per questo che propagandate una scuola che sia al contempo succursale dell’ASL, degli assistenti sociali, dei campi estivi.

SOLO PER RISPARMIARE. Sulla nostra pelle, si intende.

(Annachiara Piffari, insegnante)

La Riforma Nera.

Nun se capisce ‘e vote
che succede
ma chello cà se vere
nun se crede nun se crede!

E’ nata ‘na riforma
è nata nera
‘o Governo dice: “è bbona”
Nossignore nun è vera!

Se ‘na riforma se!
Se ‘na riforma se!

Và truann ‘mo chi è stato
ca’ tirato bbuon’ o tiro
chill’o fatto è niro niro
niro niro cumm’a che!

Chi tene ‘mpast’e mmane
‘a riforma aspetta
riesce o non riesce
sta’ riforma’ a nui ce resta!

A vote basta sulo ‘na guardata
‘e un ‘nciucio ‘eurocratico
pass’ liscio e indisturbato

Se n’emendamento se
se ‘na guardata se

va truann’ mò chi è stato
Matteo, Silvio o Grullino
ma chill’ o fatto è niro niro
niro niro cumm’a che!

Dicett’ o Parolaio:
“nuie v’aiutamm!
Ghe pensi tutto mi
‘e tasse ve calammo”

A vote basta sulo
‘n’ammiscata
‘e a munnezz’ inda discarica
è scortata e profumata”

Se lev’e tasse se!
Se lev’a munnezza se!

‘O sapimm’ mò chi è stato
ca’ pensato bbuon ‘o tiro
e chill’ o fatto è niro niro
niro niro cumm’a che!

‘O ministro de l’economia
sap’ bbuon fà carestia
asciug’e sacche ro’ sgobbone
‘ngrass’a panza do’ mbrosatone

‘o ministro della scola
c’a mmenat’ n’ata sòla
‘a riforma è sulo taglio
‘o studente stent ‘e raglia

‘o lavoro va in trasferta
pò ministro a porta è aperta
‘a precaria è retroattiva
pure si è partita IVA

‘e signorine do’ governo
sann’ bbuon’ fà ‘o mestiere
mentre arrapano ‘o popolano
mezz’Italia sa’ fà mmano!

‘a pensione zac zac
l’istruzione hiha hiha!
P2, P3 e ballerine
‘e quote rosa so veline

Pigmalione bah bah
ce cala ‘e brache mamma!!
‘o nanetto bunga bunga
e matteo bung’t bung’t bung’t

Se ricicla l’emergenza
‘o paese è n’ambulanza
Pur’ ‘o lavoro è sulo merce
bunga bunga ca’ te percio

‘a minorenne è senza tanga
ma si ‘a viri: “Mamma che stanga!”
pigmei nani e curti
‘o presidente ‘e chi te muorto!
Chitemmuò chitemmuò chitemmuò!

(Fiore Ranauro, in arte Flex)

(s)Fracelli d’Ita(g)lia

Flex:”Pensavamo di aver toccato il fondo, invece è il Fondo Monetario che tocca noi. Il gioco si chiama “Bolla a Prigionieri”.

Sfracelli d’Ita(g)lia
L’Ita(g)lia s’è destra
Nel regno di Maastricht
s’è cinta la testa.

Dov’è la Sovranità
Le porgiam la Svendita
Chè Schiava dell’€uro
La UE si creò!

Stringiamoci a corte
Siam pronti alla morte
Siam pronti alla morte
L’UE chiamò.

Stringiamoci a corte
Siam pronti alla morte
Siam pronti alla morte
la Troikà chiamò.

(Fiore Ranauro, in arte Flex)

Performance dal vivo “Sfracelli d’Itaglia e La Società dei Cravattari”.

Il Deficit dell’UE
In questo nuovo ordine non ci saranno più stati sovrani. Lo stato deve svanire, per lo meno lo stato che trova radice nella democrazia, nel parlamento, nella repubblica. Nel nuovo ordine, il potere deve essere interamente trasferito a coloro che lo meritano, questo significa, a un’élite capitalista di tecnocrati, ai quali piace il controllo del potere assoluto“.

(Alain Parguez)

giornata di v(u)oto

Flex:”Stanno già arrivando uh mammà,
si recano al seggio elettorale pensando di cambiare.
E scrivono una X con la matita uh mammà,
son tanto contenti di legittimare il sangue blu.
Tien’ a mente sempe, sò fratelli a noi, sò fratelli a noi, sò fratelli a noi ci vengono a pignorar”.

Si vota per le europee
Flex:”Gli italiani sono pazzi delle svedesi”.

La democrazia in Italia è scomparsa quando è andato al governo Mario Monti, designato dai burocrati seduti a Bruxelles, non dagli elettori. Tutte le democrazie europee sono al collasso totale, indipendentemente dal colore politico dei governi che si succedono al potere, perché sono decise da burocrati e dirigenti non eletti che stanno seduti a Bruxelles. Questa rotta porta alla distruzione delle democrazie in Europa e le conseguenze sono dittature“.

(Noam Chomsky)

(Testo rivisitato e liberamente tratto da canzoni contro la guerra “Uh mammà” di Mimmo Cavallo)

E che sò Pasquale io?

Pasqua, mi sento felice come un uovo, un pò meno come agnellino.

E che so Pasquale io?” dice l’Agnellino.

Si, mio caro, tu sei Pasquale” replica il macellaio, assieme al macello e a tutta la macelleria pasquale che sta alla tosatura.

Sacrifici, i sacrifici mica sono finiti, bisogna sacrificarsi sempre per i propri figli, per le generazioni future”, precisano i tecnici della macelleria pasquale.

Beeeh, ma io sono il futuro, anzi, non l’ho ancora visto il futuro! Cosa c’entro io, sono un povero Agnellino Pasquale, mica sono un Agnelli?”.

Oh quante storie, diciamoci la verità voi giovani non volete né sacrificarvi, né lavorare, volete vivere beeeati nell’uovo di Pasqua” replicano con autorità gli agnelli santificatori.

Ah, io quanto belano gli Agnelli mi viene una tale indignazione che, dimenticando il perdono, mi viene quasi il desiderio di smetterla di fare il cristiano, il buon Agnellino posato e tosato!

Eh no, cari Agnellini, non possiamo essere cristiani part-time” replica santificando le feste il parroco del paese, Don Pasquale.

E neppure saltuariamente? Vi prego, datemi un pò di flessibilità, perché qui il cristiano Agnellino Pasquale viene tosato bene bene per le feste!

Eh, facile essere cristiano solo a Natale e Pasqua” lo ammonisce il parroco. “Sai quanti cristiani della domenica ci sono in giro?

Ah, mi scusi signor Parroco, ma è la domenica delle palme o delle salme?

Certo, delle Palme, figliolo, è la domenica delle Palme!”, risponde stizzito il parroco.

Io ci credo poco. Oggi, se fosse vivo Gesù Cristo userebbe internet senza limiti, al posto della Domenica delle Palme avrebbe festeggiato la Domenica dei Palmari, ammonendo, però, tutti coloro che credono di avere il “mondo” tra i palmari. E da costoro riceverebbe solo tanti epiteti:

Gesù, What’s up! What’s up!
e lui risponderebbe: “What’s up tu!

Farebbe il programma delle 5Stelle e a Pasqua sarebbe espulso come un MastroPasqua qualsiasi. Pardòn Maestro Pasqua, messo in croce con la scritta INPS. Anzi, INRI. È che con tutti questi sacrifici che ho per la testa, mi confondo sempre con le siglature.

Ma il sacro al profano non ci sta e rimbrotta ancora:“Internet è un dono di Dio!

Certo – gli replica Agnellino – serve a pescare i fedeli nella rete. Dio vede e provider! La Sindonemania dimostra due cose: l’esistenza di Gesù e l’assenza di detersivo. Per i forti tagli alla spesa!

Ma le parole di Agnellino sono fraintese e per nulla ascoltate, tutti impegnati nella metafisica della de-materializzazione virtuale, anzi viene deriso: il sacrificio Pasquale “si deve fare”, è un principio sacro che va al di là del perdono.“Sennò che diavolo di sacro officio è”, cantano all’unisono ed in litania tutti i fedeli della parrocchia: “Beeeh, beeeh, – replicano zelanti – sei un eretico! Che vuoi mettere in discussione i sacri offici? Qua ci si sacrifica e si muore!

Eh, beati i poveri di perdono, perché credono di stare da un’altra parte!

Siamo allo sbandolo della matassa! C’è talmente tanto sacrificio in giro che anche il Presidente della Repubblica l’abbiamo ri-preso usato. E per favorire le Export e le “vuote rosa” autocelebriamo lo yankee Renzierello. C’è talmente tanto sacrificio che le donne si sposano per amore. E poi si lasciano “inginocchianti” per il maxi job!. C’è talmente tanto sacrificio che pagheremo la TASI anche sui prati delle scampagnate. Che le formiche sulla tovaglia quest’anno si mangiano, rovistando nelle discariche delle terremortine. C’è talmente tanto sacrificio che rinunciamo alle partenze, perché siamo già arrivati da un pezzo. Ci godremo il semplice e austero pic-nic, a piedi, fuori casa: ci mangeremo il fegato all’aperto. Ma peserà, come sempre, l’incognita maltempo. Piove, govern… ah, vero.

Una volta ho pregato Dio di regalarmi un ombrello, ma poi ho capito che non è così che lavora. Allora ne ho rubato uno e gli ho chiesto di perdonarmi.

Alla fine ho chiesto all’Agnellino dove ha intenzione di trascorrere la Pasqua e la Pasquetta. Mi ha risposto: “Preferibilmente lontano dai barbecue e dalle patate!

C’è un futuro dopo l’Ultima Cena… la scelta è tra il fegato e l’Agnellino! Auguri Pasquale a tutti. E che so’ Pasquale io?

Sulle rotte di Don Chisciotte

Flex:”Viaggiando accarezzati da un vento avventuriero. Ai macinatori di sogni, agli idealisti, ai fantasiosi, agli indisciplinati, agli eterodossi, ai cercatori di verità, ai puri di spirito, ai valorosi. Anche i ‘macinatori a vento’ nel loro piccolo soffiano aliti di libertà”.

A tutti gli illusi, 
a quelli che parlano al vento.
Ai pazzi per amore, ai visionari,
a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno.
Ai reietti, ai respinti, agli esclusi. 
Ai folli veri o presunti.
Agli uomini di cuore, 
a coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro.
A tutti quelli che ancora si commuovono.
Un omaggio ai grandi slanci,
alle idee e ai sogni.
A chi non si arrende mai, 
a chi viene deriso e giudicato.
Ai poeti del quotidiano.
Ai “vincibili” dunque,
e anche agli sconfitti che sono pronti a risorgere
e a combattere di nuovo.
Agli eroi dimenticati e ai vagabondi.
A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali, 
ancora si sente invincibile.
A chi non ha paura di dire quello che pensa.
A chi ha fatto il giro del mondo
e a chi un giorno lo farà.
A chi non vuol distinguere tra realtà e finzione.
A tutti i cavalieri erranti.
In qualche modo, forse è giusto e ci sta bene…
a tutti i teatranti.

(Miguel de Ivan Cervantes – Don Chisciotte)

La leva nuovista del ‘75

Matteo campeggia coi bla bla in televisione,
al PD “Cambia verso“, ma è sempre voce del Padrone
Gira la ruota comprando vocali,
E’ il Bomba, le spara sui giornali.

Matteo s’atteggia che sembra un uomo,
la mano in tasca e postura dura,
è il nuovo che avanza dalla nomenklatura…

Ma Matteo non aver paura di stracciare la Costituzione,
non è mica da questi particolari che si giudica un ‘rottamatore’,
un ‘rottamatore’ lo vedi dall’arrivismo, dalla retorica e dall’ipocrisia.

E chissà quanti ne hai postati e quanti ne posterai
di tweet inutili con cui ti esalterai
appendendo la falce a qualche tipo di muro
te la ridi dentro a un bar,

Bimbominkia dei Mercati
che non bisogna fare arrabbiare mai!
Chissà quanti ne hai serviti,
chissà quanti ne servirai.

Matteo capì fin dal primo momento,
che la Troika lo faceva contento
decreti legge e riforma strutturale
per svendere d’urgenza lo Stivale.

Prese un partito che sembrava sfigato,
dal predellino lui lo aveva annunciato,
Disse a Bersani: “Son qui a rottamare,
Il servo dei Mercati si può fare!”

Matteo non aver paura di adottare misure di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un rottamatore,
un rottamatore lo vedi dall’arrivismo, dalla retorica e dall’ipocrisia.

Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
come il nano apparirà tra vuote rosa culi e tette.

(Fiore Ranauro, in arte Flex)

Occorreva attuare la cosiddetta “rivoluzione liberista”, ossia la privatizzazione neoliberale dell’intera società, con aziendalizzazione del sociale, rimozione del diritti sociali (sostituiti dai diritti civili innalzati a soli diritti esistenti), distruzione della politica, sostituzione dei politici con maggiordomi della finanza e del vecchio capitalismo europeo dotato di welfare state con il capitalismo selvaggio americano senza diritti e garanzie.

Questo fece Mani Pulite, con buona pace delle grandi narrazioni ripetute urbi et orbi dalla propaganda ufficiale. Mani Pulite fu un colpo di Stato giudiziario ed extraparlamentare con cui, in coerenza con la nuova politica globale, si era precocemente iniziato a distruggere il lascito di uno Stato sociale di stampo keynesiano, sia pure in preda alla corruzione. (Diego Fusaro)

Avanti Troika

Avanti Troika alla riscossa
ai lavoratori spacchiam le ossa.
Avanti Troika alla riscossa
il sangue blu la trionferà.

Il sangue blu la trionferà
il sangue blu la trionferà
il sangue blu la trionferààà
Evviva il capitalismo e la libertà!

Sarete felici, sarete contenti
di paghe da fame e salari da stenti.
Il sindacato l’è cooptato
Chi ha avut’ avut’, chi è Stato è Stato!

La precarietà la trionferà
la precarietà la trionferà
la precarietà la trionferààà
Evviva i commissari multi nazional!

Avanti Troika, tuona il Loggione
devastazione, devastazione.
Avanti Troika canta il Dragone
depredazione vogliamo far.

Deregulation noi vogliamo far
Delocalization noi vogliamo far
Depredazione noi vogliamo far
evviva Monsieur Le Capital!

Dai campi al mare senza frontiere
Oh che mal di schiene, che mal di schiene.
Dai campi al mare senza frontiere
Il mal di schiena v’artrosizzerà.

Il mal di schiena v’artrosizzerà
il mal di schiena v’artrosizzerà
il mal di schiena v’artrosizzerà
Evviva Tirocinia e la DeutchGermà.

Mai più confini, non più barriere
il nostro forziere senza bandiere.
oh flexibilizzato alla percossa
il Laissez Faire la trionferà
il Laissez Faire la trionferà
il Laissez Faire la trionferà
il Laissez Faire la trionferààà.
Evviva i Mercati delle Libertà.

Avanti Troika tuona il Dragone
devastazione, devastazione.
avanti Troika tuona il Loggione
devastazione vogliamo far.

(Fiore Ranauro, in arte Flex)