Flex, l’uomo flessibile

E’ morto, è morto, è morto! Il Lavoro è morto. Niente fiori per cortesia, solo stage stage stage!
Sono ancora nella fase di elaborazione del lutto. Mio nonno quando mi vedeva si toccava!

Siete una generazione di merda. Io ho lavorato per tutta la vita nella stessa azienda e ora mi godo meritatamente la pensione.”

“Nonno, è colpa della società fluida!”

E allora, nipote mio caro, prenditi un IMODIUM!

… (poi canticchiando) “‘O lavoro va in trasferta pò ministro a porta è aperta, ‘a precaria è retroattiva pure si è partita IVA.”

Scusate, avete un lavoro? Me lo date un lavoro? Niente eh?
E poi dicono che non c’è più spazio per la ricerca in Italia. Non è vero niente! Io sono da più di vent’anni che ricerco. Si, ricerco il lavoro. Sono un “ricercatore di lavoro” nato. Pensate che l’inserzionista di Portaportese prima di inserire l’annuncio mi telefona:

Mi scusi, va bene a 1 punto 50 all’ora?

Eh si, sono una scommessa per il futuro. Win For Life! Grattatio e Vinci!

Cara signora, forse ha un lavoro per me? Mi sa proprio di no, con quella faccia da assistente sociale. Al massimo mi potrà dare una “borsa” lavoro! Facciamo un accordo. A me dia la borsa e lei si tenga pure il “lavoretto” di sei mesi.
Mi potrà, forse, aiutare lei che ha davvero una bella faccia da imprenditore? Ah, a trovarne in Italia di imprenditori, ora sono tutti esterofili, in fuga all’estero, oppure col cravattaro al collo! Una volta il ‘mPrenditore andava là dove lo porta il lucro, ora è il lucro che lo chiama direttamente al cimit€uro. Datori di lavoro li chiamavano una volta. Oggi bisognerebbe chiamarli datori di stage. Io di stage ne ho fatti 30. Come faccio le fotocopie io! L’altro giorno mi hanno chiamato per un colloquio di lavoro. Ci sono andato:

Mi offrite un lavoro vero?

Macchè, mi fa quello, si tratta solo di uno stage: lei ne ha fatti 30, faccia 31 e chi s’è visto s’è visto!

Stage, stage. stage, mi sento maturo per ogni stagione, stageonato! Stage, stage, stage, prima o poi faccio ‘na strage!

A proposito, sono davvero un cafone e me ne scuso. Non mi sono neppure presentato. Mi chiamo Flex, per i palati fini “diversamente occupato”. Sono precario a tempo indeterminato full time e part time. Flex, con la testina intercambiabile adatta ad ogni tipo di superficie lavorabile. Sono talmente precario che mia madre dice che quando sono nato il cordone ombelicale era griffato INPS. Sono talmente precario che l’infermiera che mi ha visto per la prima volta mi fa:

“Uè, debituccio bello, sarai sovrano. Sprizzi interessi da tutti i pori!”

E subito dopo l’ostetrico: “Che faccio taglio? o ti lascio attaccato al cordone ombelicale?” – mostrandomi la fattura del debito.

Voi cosa avreste fatto? Io ho firmato, ho messo una bella X. Sono X, generazione X… non posso più vincere, al massimo posso pareggiare, sin dalla Costituzione!

Non faccio altro che seguire corsi di specializzazione: io sono precario specializzato. Ora sto seguendo un corso sulla sicurezza per il forte rischio di cadute dai tetti. Sicurezza… eh, molti “morti bianchi” e tanti “vivi al nero!” L’altro giorno il giornale riportava la notizia: “Operaio muore sul lavoro, assunto sei ore dopo la morte.”… come precario (con contratto a chiamata). E fin qui la notizia è passabile. La cosa che invece lascia perplessi è che l’indomani è stato licenziato per “assenteismo”. Ora è “cassa” interrato! Un altro operaio è morto durante i lavori della metro. E’ diventata una leggenda metropolitana. Tanti precari pensano di fare la sua stessa fine!

La propaganda però ci rassicura:

Basta essere critici, guardate il lato positivo. Dovete essere contenti della vita flessibile, sono i tempi moderni e l’innovazione, la competitività, la produttività, l’internazionalizzazione che lo richiedono“, è quello che ci dicono.

Io per la verità ci provo, ma a me pare che questa flessibilità funzioni fino a un certo punto… poi si rimane fissi a 90° gradi per tutta la vita. Ah, l’artrosi “rigida” del precario, davvero una brutta malattia.

Ma i signori del Governo ci vogliono bene, lo fanno per farci stare meglio. Dopo aver introdotto il “lavoro a chiamata”. Flex! Flex! a lavorareee! Tra una chiamata e l’altra si sono inventati, per farci riposare e rilassare, anche il licenziamento a voce: “Flex! Flex! a cuccia!” E io felice a scodinzolare.

C’avete fatto caso? Da noi la parola lavoro non è mai da sola, è sempre male accompagnata… lavoro a progetto, a chiamata, a cottimo, a turnazione, a intermittenza, a somministrazione, lavoro minorile, lavoro nero!” oggi è male anticipato in lingua imperialistica: “Mini Jobs, Max Jobs… “te faccio ‘no Max Job!
Eppure nella Costituzione è scritto bello chiaro:

“Siamo una Repubblica fondata sul LAVORO”. Punto, senza nessun’altra parola vicino.

E invece pare che il Governo sia intenzionato a cambiare anche l’articolo 1 della Costituzione: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. All’estero!” L’italiano è sempre stato esterofilo!

E intanto proseguono le riforme. Su quella attuale il dibattito riguarda il salario. Il confronto politico e sindacale è tra busta piaga e basta paga!

Persino il Papa è preoccupato della situazione:
Dobbiamo dire basta al lavoro precario. Preghiamo San Precario risolva il proplema!“.
Eh certo, lui ci tiene all’otto per mille. Però mi sono detto: ma che prego un santo precario? Quello è un santo a tempo determinato, magari quando lo sto pregando il suo contratto è finito, e come cazzo fa a farmi la grazia!

“San Gennà, neanche tu ci vieni incontro. Che ti costava farmi vivere in una casa di ristoratore o farmi trovare un lavoro con una parola sola e invece sei il Santo della carestia, della fame, della miseria, delle mandibole che a furia di masticare a vuoto si credono nacchere!”

Ah, la mia vita è precaria come Pompei. E’ da tempo che cerco di inseguire il posto fisso, ma non c’è nulla da fare. E’ davvero dopato. Così precariamente vivo a casa con mia madre casalinga. A casa c’ho il posto fisso, sono dipendente a 45 anni! Sono generazione dipendente dei nonni. Senza generi e genere, aphartied di genere!
Mio padre non l’ho mai conosciuto, è scappato a Milano. Gli avevano proposto un lavoro a Napoli. Ha preso il primo Eurostar ed è sparito. Mio padre per il lavoro è ancora ricercato, è un “latitante”, un lavoratore in contumacia. Qualcuno di noi qui dentro è a fine pena mai… quando esce entra a far parte della schiera del lavoro mai! Ma come, dico io, te ne scappi a Milano che è piena di lavoro? Secondo me è stato un furbone. Sa perfettamente che un napoletano tra i leghisti non lavora mai!

Mia madre, invece, non mi sopporta più. Mi rimbrotta sempre:
Uè dov’è sta il tuo cervello?

E’ in fuga all’estero, mammà!

“E allora prenditi ‘sti soldi e raggiungilo!”

Ora mi prende per fame. L’altra sera il mio piatto di minestra era la metà. Mia madre mi ha detto:
Lavoro part time – minestra part time.”

La mattina dopo mia madre mi ha dato due dita di latte, senza caffè. Pure a colazione, il momento più importante della giornata del precario! Mia madre mi ha risposto:
Lavoro part time – metà zuppone, questo è il destino del bamboccione!

Noi viviamo grazie alla pensione di nonna che, a sua volta, percepisce la pensione di reversibilità della bonanima di nonno. Eh, a dire il vero anche mia nonna ci ha lasciato, è morta, ma noi la teniamo nel freezer. E’ bella congelata, pare davvero viva, sorridente. Sembra Lenin nel suo mausoleo. Mors tua vita mea.

“Ma tua nonna è sempre raffreddata?”, mi dice l’operatrice delle poste italiane dove mi reco con delega a ritirare la pensione.
Raffreddata? Signurina, mia nonna è congelata, congelaaata!

Malgrado la precarietà il mio consumismo è compulsivo. Non ho un euro ma devo assolutamente consumare. E così mi indebito. Finanziarie, strozzini.
Ma perché non sei più morigerato?”

Perché nella mia famiglia non ci sono mai stati poveri. Mio nonno era un operaio specializzato e campava bene”.
Ma perché non sei più morigerato?
Ma perché non ti fai i cazzi tuoi?”

Il metodo Marchionne mi piace” ha detto mia madre. Faremo un referendum: se vince il SI te ne vai, se vince il NO rimani ma senza investimenti”

che tradotto significa senza mangiare! Ha vinto il SI per due voti a uno. Mia nonna dal freezer era d’accordo con mia madre… lo si è percepito dal sorriso gelato sui denti quando gli ho chiesto di votare NO!
Così hanno brindato con lo spumante. Hanno urlato come ultras!

“Te ne vai o no, te ne vai si o no?

Mi sono barricato dentro la stanzetta. Non esco più, se insistete taglio la testa al mio orsacchiotto! E’ l’orso Yoghi.

Come stai Yoghi?
“Fatti i cazzi tuoi Bubu!

scritto da Fiore Ranauro, in arte Flex

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