compagni di (re)merendum…

Napolitano: “la riforma non serve a tagliare le poltrone”. Bensì a stabilizzare i tavoli.

Renzi:”Contro di me la solita accozzaglia”. Guarda che Verdini è alleato tuo.

“Quella della Costituzione è la madre di tutte le riforme”. Quella che sta sempre incinta? (Flex)

E’ italiana la donna più anziana del mondo, 117 anni”. Resta da capire come sia scampata per così tanto tempo al femminicidio… nonostante la Fornero, ha messo in ginocchio l’INPS. Pare che per “abbatterla” sia stato indetto un referendum. E lei vota NO“. (Flex)

compagni remerendum

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…tempi buy

La borsa italiana in crescita“. Sempre in forte perdita la vita.

Padoan: “La crescita si fa più robusta”. E i senza PIL corrono a comprare il prodotto in farmacia.

Renzi: “sulla crescita vorremmo fare di più”. Ma prima ovviamente viene Monte dei Paschi. (Flex)

La crisi economica ha determinato una crisi nel campo della macroeconomia. L’idea che le depressioni avessero soltanto un interesse storico è stata screditata dalla crisi globale e dalla Grande recessione… l’esperienza del Giappone degli anni novanta e quella odierna di Europa e Stati Uniti suggeriscono che – al fine di comprendere e combattere le fluttuazioni economiche – le teorie che considerano il livello medio del prodotto e dell’occupazione di lungo periodo come un dato sono poco più che inutili“. (L. Summers – La scomparsa della sinistra in Europa di Aldo Barra e Massimo Pivetti)

coppie di fatti

fùturismo

Confindustria: “Se vince il NO il paese si ferma”. E non può essere delocalizzato.

Renzi: “Non sono affatto interessato al mio futuro”. Ce l’ha proprio col nostro. (Flex)

Secondo il Financial Times in caso di vittoria del NO:
Dimissioni di Renzi.
Uscita dell’Italia dall’euro.
Uscita della Francia dall’Ue.
Collasso dell’Eurozona.
Bancarotta delle principali banche europee.
Fine dell’Unione europea.
Sì, d’accordo, è importante votare NO, ma adesso non esageriamo con l’ottimismo. (Matteo Volpe)

riforme

#iovotono…

Renzi con una lettera si appella al voto degli italiani all’estero: “Tanto che vi frega?”
“C’è chi usa il referendum per distruggere il PD”. E chi per distruggere la Costituzione.
“La politica non è l’unica cosa della vita”. Ci sono pure le banche e la massoneria, per esempio.
“La riforma è un treno che passa ogni vent’anni”. Infatti Mussolini arrivò in orario a Roma a bordo di una riforma.
“Se vince il NO non starò a galleggiare”. Per questo c’è lo sciacquone. (Flex)

Intanto Salvini a Mediaset Premier dichiara: «Sono pronto a fare il premier». No, un altro Matteo, no. (Flex)

Triangolo delle Bermuda dell’economia.
Attualmente, le manovre di politica monetaria sono progettate a favore di quel 20% dell’economia che ha già l’accesso al mercato del credito: grandi banche e società quotate. Tutto ciò a discapito del restante 80% – le piccole e medie imprese che ottengono meno del 5% del credito e lo 0% del capitale politico, mentre il 20% – Wall Street – ottiene il 95% del credito e il 100% del capitale politico.
Allora, qual è il problema? Che quel 20% (elite che ottiene il 95% e il 100% di tali vantaggi) crea meno del 10% dei nuovi posti di lavoro e della nuova produttività; l’80% invece (che ottiene il 5% e 0%) crea il 90% dei nuovi posti di lavoro e genera il 100% della nuova produttività
“. (Steen Jakobsen, economista)

treno crescita

goal e punizioni…

La Tecnocrazia Cristiana…

Renzi:”A Bruxelles non vado col cappello in mano”. Infatti si dice ‘con le pezze al culo’.
…e ancora: “L’Italia in Europa sta segnando dei goal”. Ha detto il pallonaro gonfiato.
Juncker:”Non siamo tecnocrati“. Ma figli di Troika. (Flex)

La linea programmatica UE della solidarietà: “Imene frego”…

l’Italia non può più dire, e se lo si vuole dire lo può fare, ma me ne frego, che le politiche di austerità sarebbero state continuate da questa Commissione come erano state messe in atto in precedenza”l’Italia “non può più dire, e se lo si vuole dire lo può fare, ma me ne frego, che le politiche di austerità sarebbero state continuate da questa Commissione come erano state messe in atto in precedenza“. (Juncker, presidente commissione europea)

alla leopolda c’erano tutti…

“Firenze, fumogeni davanti alla Leopolda”. E tanto fumo anche dentro. (Flex)

“Renzi invita il popolo della Leopolda a porre domande cattivissime”. What’s your name? (Flex)

“E adesso il futuro”. Ed è subito black out. (Flex)

«Credetemi, non abbiate paura né dei bricconi, né dei malvagi. Abbiate paura dell’onesto uomo che s’inganna; egli è in buona fede verso se stesso, crede il bene e tutti si fidano di lui; ma, sfortunatamente, s’inganna circa i mezzi di procurare il bene agli uomini» (Antonio Gramsci, Q. 1, § 120)

May I go out

“Regno Unito, l’Alta Corte ferma la Brexit. Deve essere votata dal Parlamento”. Perché loro sono loro e voi non siete un cazzo. Finalmente anche gli inglesi hanno capito come funzionano i referendum. (Flex)

Noi parliamo di un’altra sovranità. Una sovranità popolare, in opposizione alla sovranità nazionalista borghese delle classi dirigenti. Una sovranità concepita come il veicolo di una liberazione, che fa arretrare la mondializzazione imperialista contemporanea. Un nazionalismo antimperialista dunque, che non ha nulla a che vedere con il discorso demagogico di un nazionalismo locale che accetterebbe di iscrivere le prospettive del paese in questione nella mondializzazione in atto, che considera il vicino più debole come suo nemico. (Samir Amin, economista egiziano)

la vita è bella ciao…

Il PD in piazza con “Bella ciao”. Salutavano la costituzione. (Flex)

Parlamento eletto con legge incostituzionale non è legittimato a modificare la Costituzione”. (Nino Di Matteo)

“Sorpasso contromano, patente ritirata a Roberto Benigni”. Del resto succede quando “cambiamo verso” svoltando a destra… non ti curar di loro, ma guarda e sorpassa. (Flex)

voto eurocrazia

un fisco dal volto ariano

“Abolizione Equitalia, addio alle more”. Restano i frutti di Boschi. (Flex)

Per una profonda riforma sistemica e costituzionale bisognerebbe mettere in discussione democratica l’articolo 53 della Costituzione, che esaltando i principi feudali e neoliberisti recita così:

“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”.

Noi sappiamo, grazie alla Teoria Monetaria Moderna, che la spesa pubblica non si finanzia attraverso l’imposizione fiscale. I paesi monetariamente sovrani prima spendono e solo successivamente tassano. Essi, infatti, non finanziano ospedali, scuole ed infrastrutture con gli introiti fiscali, anzi possono mantenere costante e migliorare la qualità dei servizi pubblici essenziali offerti e contemporaneamente durante i periodi di crisi economiche (cicliche) abbassare la tassazione e aumentare la spesa pubblica (c.d. politiche anti-cicliche) per far ripartire l’economia reale che darà occupazione ed attività produttive.

Il livello di imposizione fiscale, infatti, deve essere tale da garantire la “piena occupazione permanente e stabile”. Chi vuole rimanere nel sistema-euro liberista ama la disoccupazione.

Lo stesso ex presidente FED, Ben Bernanke lo ammise pubblicamente nel 2008 nel corso di un’intervista in cui un giornalista, stupito e preoccupato dall’enorme quantità di moneta creata dalla FED per tamponare la crisi del 2008, chiese: “ma quei soldi sono le nostre tasse?” Bernanke rispose: “No, non sono tasse. Noi alla FED accreditiamo somme di denaro sul conto che una banca privata ha presso di noi, come se fosse un normale conto corrente che un cittadino comune ha col suo istituto di credito, e lo facciamo con un computer”. Se si è utilizzata la liquidità necessaria per rimettere in sesto il sistema bancario lo si potrebbe fare per qualsiasi altra tipologia di spesa funzionale al benessere di lavoratori ed attività produttive. Il non farlo, o farlo con salvataggi governativi solo per alcune tipologie esclusive di interessi è un fattore politico, di interessi politici. (Flex)

equitalia

coperti e scoperti

“La UE esprime le perplessità sul bilancio con una lettera al Governo”. L’affrancatura è a carico del destinatario. (Flex)

Padoan:”La manovra ha tutte le coperture”. E soprattutto gli specchietti retrovisori per tutte le allodole. (Flex)

Demagogia vuol dire parecchie cose: nel senso deteriore significa servirsi delle masse popolari , delle loro passioni sapientemente eccitate e nutrite , per i propri fini particolari , per le proprie piccole ambizioni… Il parlamentarismo e l’elezionismo offrono un terreno propizio per questa forma particolare di demagogia , che culmina nel cesarismo e nel bonapartismo coi suoi regimi plebiscitari“. (A. Gramsci)

giornatapoverta2016