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€uroglut!

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Flex:”Euroglut, e il lavoro già precario fa kaputt!”.

Ed eccoci all’Euroglut. Euro vuol dire euro. Glut vuol dire ‘sovrabbondanza’. Sappiate infatti, che al contrario di quanto affermato dalla Deutsche Bank, l’EUROGLUT ci porterà: A) ancor meno crescita. EUROGLUT viene in parte dal super export della UE, cioè un surplus di export. Ma la VERA economia e i bilanci settoriali ci insegnano che se da una parte esiste un surplus, per forza ci deve essere una perdita da un’altra parte (come in una partita a carte: se uno vince, qualcun altro deve perdere per forza). E chi sta pagando il surplus dell’export UE? In primo luogo le perdite dei Paesi esteri che ci comprano più cose di quante ce ne vendono.Ma ANCHE le perdite dei lavoratori europei e delle economie nazionali UE, che per poter esportare tanto devono essere COMPETITIVI, che si traduce in: tagli ai salari europei a tutto spiano (l’industriale deve far costare poco il suo prodotto), e depressione dei consumi (se consumiamo noi le nostre cose, non ce ne rimangono tante da esportare). Due siluri d’impoverimento europeo certo. Infatti lo vediamo, si chiama crisi. (Paolo Barnard)

Flex:”Io non sono economista ma…” quando la disoccupazione cresce il salario diminuisce e via discorrendo…. È il prezzo dello squilibrio (variabile e insito nel mercato liberale) tra la domanda e l’offerta di lavoro che potrebbe invece essere “sanato” da parlamento e governo attraverso fondi automatici connessi a programmi di lavoro garantito (nei settori pubblici e privati) per i disoccupati involontari. Il lavoro è un diritto umano, ma non ditelo al keynesiano Alberto Bagnai. Lui odia i neo-comunisti”.

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Sovr’ani

La maggior parte dei sudditi crede di essere tale perché il re è il Re, non si rende conto in realtà che il re è il Re perché essi sono sudditi“. (Karl Marx)

Flex:”oggi il re è per lo più nascosto ai sudditi dai vassalli della politica, elevati a governatori in cambio di un giuramento di obbedienza e fedeltà ai dogmi neoliberali e socialdemocratici”.

Per la gente comune i deficit del bilancio pubblico, nonostante la loro cattiva reputazione, sono molto meglio dei prestiti privati. I deficit mettono i soldi nelle tasche dei privati. I privati ottengono più soldi. Entrano in possesso di denaro pulito e possono spenderlo come vogliono. Se lo desiderano possono anche convertirlo in titoli di stato fruttiferi oppure possono decidere di rimborsare i loro debiti. Questo è ciò che si intende con aumento della “ricchezza finanziaria netta.” La gente comune ne trae beneficio, non le banche“.

(J.K. Gailbraith)

Siamo in mezzo ad una battaglia ideologica nella quale si continuano a ripetere slogan senza senso da parte di entità politiche e organi di informazione che sono espressioni dirette degli interessi finanziari che ci hanno messo in crisi e che ce l’hanno con lo Stato perchè lo Stato in una società socialdemocratica europea normalmente svolge un ruolo di intermediazione del risparmio, per esempio attraverso il sistema pensionistico, quindi maneggia dei soldi che il settore privato vorrebbe per sé, e poi perché lo Stato detta le regole, e sono cose che il sistema finanziario non vuole. Quindi è ovvio che poi la colpa venga data allo Stato“.

(Alberto Bagnai)