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Dividi et compera

Riforma lavoro, il PD fintamente si divide…
Flex:”I disoccupati realmente si moltiplicano”.

Poletti:”Per investire le aziende hanno bisogno di un clima amico”.
Flex:”Ed alle Cayman si sta da Dio”.

Landini:”Pronti a occupare le fabbriche”. 
Flex:”…cominciando con il togliere le ragnatele”.

Al via i licenziamenti via sms…
Flex:”i sindacati contrariati propongono emoticons gioiosi ed un periodo di sospensione in bozze”.

Il governo giustifica il Jobs Act sostenendo che occorre rendere il mercato del lavoro italiano più flessibile, più equo e più simile a quello della Germania. In realtà i dati OCSE mostrano che le riforme Treu, Biagi e Fornero hanno determinato una caduta delle tutele dei lavoratori italiani che è stata addirittura tripla rispetto alla riduzione delle protezioni che nello stesso periodo si è registrata in Germania. Gli indici dell’OCSE mostrano che ormai i lavoratori a tempo indeterminato in Italia sono meno protetti che in Germania. Inoltre, quando si parla di “apartheid” del mercato del lavoro, cioè di un divario tra protetti e precari, bisognerebbe ricordare che in Germania quel divario è triplo rispetto all’Italia. Infine, bisognerebbe smetterla con questa litania secondo cui una maggiore precarizzazione del mercato del lavoro riduce la disoccupazione. Questa tesi è stata seccamente smentita da vent’anni di ricerche empiriche. Dunque il Jobs Act si fonda su tesi false e per questo andrebbe respinto al mittente. Quanto al Tfr in busta paga, è un’anticipazione che rischia solo di deteriorare ulteriormente i risparmi dei lavoratori e che avrà effetti sulla crescita risibili. E’ l’ennesima dimostrazione che quella di Renzi non è una politica definibile tradizionalmente di “centro”. In realtà il governo segue una linea demagogica e populista“.

(Emiliano Brancaccio, Università del Sannio)

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