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La Mano (In)visibile

Andrew Haldane (Bank of England): “La Mano Invisibile, se spinta troppo aldilà, risulta negativa e malevola”.

Flex:”soprattutto ora che ha visibilmente il dito medio alzato verso i diritti sociali e popolari”.

La concentrazione della ricchezza implica la concentrazione del potere politico. A sua volta, la concentrazione del potere politico genera una legislazione che aumenta e accelera questo processo. Tale legislazione, essenzialmente bipartisan, genera nuove politiche fiscali, modifica la tassazione e anche i criteri del governo d’impresa, spingendo verso la deregolamentazione. In parallelo, in quegli anni si è prodotto un incremento vertiginoso delle spese elettorali che a sua volta ha indotto sempre piú i partiti politici a dipendere finanziariamente dal settore privato.
I partiti si sono dissolti in vari modi. Un tempo succedeva che se un membro del Congresso aspirava a ricoprire un incarico qualsiasi, come la presidenza di una commissione o qualche altra posizione di responsabilità, poteva ottenerlo prevalentemente in base all’anzianità e all’impegno parlamentare. Nello spazio di pochi anni, i candidati a tali incarichi si sono trovati costretti, per accedervi, a versare dei soldi al partito. Tale processo, studiato prevalentemente da Tom Ferguson, ha ulteriormente spinto l’intero sistema a dipendere dai grandi gruppi economici in generale e dal settore finanziario in particolare.
Questo ciclo ha prodotto un’estrema concentrazione di ricchezza, finita in prevalenza nelle mani della decima parte dell’1% della popolazione[1]. Contemporaneamente, per la maggioranza del paese è iniziato un periodo di stagnazione, se non di declino. Le persone se la cavavano, ma ci riuscivano in maniera “artificiale”, lavorando di piú, ricorrendo a prestiti onerosi, indebitandosi e affidandosi a beni inflazionati, come ha dimostrato la recente bolla edilizia
“.

(Noam Chomsky)

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