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Venezia doget

PD, Mose annega nelle tangenti….
Flex:”Venezia, acqua alta governo ladro. Dal milione di Polo ai milioni dei due Poli.
Il M5Stelle ne approfitta:”W il Doge”.

Notizia fresca di giornata, di per sé non molto filosofica: hanno arrestato stamattina il sindaco di Venezia per tangenti. Nihil novi sub sole, si dirà. Alcuni organi di (dis)informazione si sono, tuttavia, “scordati” di precisare il partito di provenienza del sindaco di Venezia: è il partito che alle europee ha vinto con il 40 %, il partito che ha fatto della lotta contro l’immoralità e l’illegalità berlusconiane la propria bandiera, il partito degli onesti e dei giusti contro il popolaccio corrotto e contro i populisti. E’ il partito che ha fatto del legalismo il proprio simbolo identitario e che ora, una volta dio più, rivela tutta la propria “vuota profondità” (Hegel) in quest’ultima vicenda“.

(Diego Fusaro, filosofo)

Se non si affronta lo snodo della politica economica la questione etica, la questione morale, tanto per fare un esempio, rimangono appese per aria, rimangono semplicemente l’anelito di “anime belle” ma poi, in realtà, non possono essere portate avanti“.

(Emiliano Brancaccio)

Flex:”e poi ditemi se non aveva visto lungo il mio amico Parguez.
La corruzione dei governi è sempre esistita, ma più si pongono restrizioni sulla sovranità, più aumenta la corruzione. Il risultato finale dell’attività di enti come FMI e UE mira a trasferire il potere dallo Stato a monopoli privati o cartelli“. (Alain Parguez)

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Il Giobbe Actung!

L’europa promuove il Job Act di Renzi…
Flex:”Per chi è senza lavoro Renzi(e) ha pronto un piano. Da cui buttarsi.
Job Act, la novità è che quando cercherai lavoro ti risponderanno ‘Sorry’ o ‘Jämmerlich’“.

Intanto è record disoccupazione: vola al 13,6% nel trimestre, al 46% tra i giovani.
Flex:”I disoccupati si delocalizzano in cielo”.

Arthur Cecil Pigou economista ultraliberista riteneva che la disoccupazione di massa degli anni ’30 dipendesse soprattutto da salari troppo elevati rispetto alla produttività del lavoro, e che solo accettando una riduzione degli stessi si sarebbe raggiunta la piena occupazione. Pigou giunse addirittura a nobilitare la figura del “crumiro”, sostenendo che il suo comportamento, fiaccando i sindacati e spingendo i salari al ribasso, avrebbe prima o poi favorito il raggiungimento dell’equilibrio di pieno impiego. Più di recente, i premi Nobel Becker, Lucas, Heckman e altri, hanno fornito ulteriori argomenti a sostegno dell’idea che sul mercato del lavoro si giochi la partita principale della politica economica. E hanno pure contribuito a chiarire che, da un punto di vista teorico, la ricetta del salario flessibile fa tutt’uno con quella dell’uomo flessibile, ossia con la libertà di licenziamento“.

(Emiliano Brancaccio, economista)

Decreto Lobby & Work

Renzi: “La Merkel è un modello“.
Flex:”modello Giuditten”.

I primissimi provvedimenti risalgono persino a Ciampi. E’ vero tuttavia che il pacchetto Treu determinò una caduta molto accentuata dell’indice di protezione dei lavoratori, alla quale seguì un calo ulteriore con la legge Biagi del governo Berlusconi. Il Jobs Act di Renzi non è altro che il sequel del medesimo film che i governi che si sono succeduti in questi anni hanno quasi ininterrottamente mandato in onda. Con risultati irrilevanti sul terreno dell’occupazione. Del resto, la creazione di lavoro dipende soprattutto da altri fattori, tra cui l’orientamento espansivo o restrittivo elle politiche economiche.

[…] Prima di definirla una mossa “di sinistra” vorrei capire più in dettaglio dove nei prossimi anni la spending review andrà a tagliare. Se ad esempio colpisse i servizi pubblici i lavoratori subordinati potrebbero trarre più svantaggi che benefici. Riguardo agli effetti sulla crescita, vorrei ricordare che in Italia negli ultimi 5 anni abbiamo perso un milione di posti di lavoro e abbiamo registrato un incremento del 90 per cento delle insolvenze delle imprese. Sono perdite colossali, di proporzioni storiche, che dovremmo affrontare con una concezione completamente nuova della politica economica pubblica. Chi sostiene che invertiremo la rotta con 80 euro in più al mese in busta paga non sa quel che dice“.

(Emiliano Brancaccio, economista)

Il dovere fino in Fondo

Napolitano:”Ridurre il debito è dovere verso i giovani”.

Flex:”…che espatrieranno in Germania e dintorni”.

[…] Chi parlava in tempi non sospetti di un rischio di “mezzogiornificazione” europea aveva visto giusto: nel senso che il dualismo economico che si riteneva essere un mero caso speciale, caratteristico dei soli rapporti tra Nord e Sud Italia, sembra oggi essersi elevato al rango di caso generale, rappresentativo delle relazioni tra i paesi centrali e i paesi periferici dell’intera Europa. Stando dunque alle dinamiche in corso, in un arco di tempo non particolarmente esteso i paesi periferici dell’Unione potrebbero essere ridotti al rango di fornitori di manodopera a buon mercato o, al più, di meri azionisti di minoranza di capitali la cui testa pensante tenderà sempre più spesso a situarsi al centro del continente. Naturalmente, sarebbe un’ingenuità teleologica considerare scontato un simile esito. Esso, infatti, incontra forti resistenze da parte delle rappresentanze politiche dei capitali periferici. Gli sviluppi dello scontro che ne consegue, tutto interno agli assetti capitalistici europei, allo stato dei fatti restano incerti. Coloro i quali tuttora sperano in una ricomposizione degli interessi con i capitali centrali dell’Unione, invocano di continuo una riforma degli assetti istituzionali europei, che riequilibri i rapporti tra i paesi membri o consenta almeno di mitigare i tremendi effetti della mezzogiornificazione delle periferie. Fino a questo momento, tuttavia, si è trattato di vani auspici“. (Emiliano Brancaccio, economista)