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Ci metto una croce

Flex:”Riforma Senato, il Colle nega ‘correzzioni’ nel testo”.

Oggi come oggi, tutta la classe politica presente in parlamento, abbraccia senza apparenti dubbi (e senza dar segno di capire) la logica dello smantellamento dell’intevento dello Stato, quale previsto nei principi fondamentali della Costituzione.Il rallentamento al decisionismo – INVARIABILMENTE IN NOME DELL’€UROPA- distruttore del welfare attivo pro-lavoro, proviene, più che da diverse visioni, dalla frequente insinuazione parlamentare di interessi localistici o di categoria, che riescono a trovare una cordata di voto o di emendamento e si tutelano dalla distruzione riservata al resto della comunità nazionale. Insomma, in un’Italia del tutti contro tutti, in cui squallidamente ogni categoria “particulare” si riscopre anti-italiana, attribuendo al resto della collettività le colpe sopra le quali si erge, la riforma attuale ristabilisce l’equilibrio voluto dal vincolo esterno €uropeo: se si vuole essere veramente anti-italiani, facendo assurgere questo atteggiamento a valore supremo ad imposizione €uropea, non ci deve essre scampo per nessuno. Nessun familismo amorale: nessuno può invocare una salvezza speciale dall’ONDA LIVOROSA AUTORAZZISTA.Lo Stato solidale pluriclasse e fondato sulla sovranità e la tutela del lavoro, deve scomparire per tutti, senza eccezioni“. (Luciano Barra Caracciolo)

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Non donna di province, ma bordello

Abolite le Province per le Città Metropolitane.
Flex:”Già in vendita i primi vagoni”.

“Le vere risorse sono le utilities, lì ci sono tanti, tanti miliardi. Il problema è che non sono nostre, dello Stato. Esse sono dei Comuni, delle Regioni. E quindi bisogna cambiare il Titolo V della Costituzione per espropriarle ai Comuni e alle Regioni”. (Lorenzo Codogno, Direttore Generale Dipartimento Tesoro)

Le modifiche del Titolo V della Costituzione hanno un solo scopo, quello di ESPROPRIARE dalle competenze di Comuni e Regioni LA GESTIONE DELLE UTILITIES, ovvero la gestione dei servizi di ACQUA, LUCE E GAS. Verranno PRIVATIZZATE e così, dalle mani pubbliche passeranno in quelle degli speculatori ed investitori privati. Vi diranno che migliorerà il servizio, si abbasseranno i costi, si taglieranno le spese pubbliche. La storia delle privatizzazioni, invece, ci insegna tutt’altro.

Deboli di Costituzione

Napolitano:”Doveroso rinnovare la Costituzione”. 
Flex:”Soprattutto quella parte dove c’è scritto che la sovranità appartiene al popolo…”

“Il legislativo è il potere che contiene in sé l’espressione della volontà popolare. Questo è il perno della forma di stato repubblicana democratica. La forma di stato repubblicana e post-democratica (o non democratica) non pone al centro il legislativo, ma l’esecutivo. La prevalenza dell’esecutivo è la chiave di lettura fondamentale per comprendere l’evoluzione costituzionale degli ultimi anni. L’intera struttura di governance della UE è concepita per esaltare il ruolo degli esecutivi e deprimere quello dei parlamenti. In Italia, abbiamo assistito all’assalto dell’esecutivo all’indipendenza dell’ordine giudiziario. In tutti i paesi notiamo come il ruolo del legislativo è usurpato dal governo. In Italia la stragrande maggioranza degli interventi normativi sono riconducibili a disegni di legge governativi, Decreti Legislativi, e (soprattutto) Decreti Legge. La riforma di Renzi può essere riassunta in una frase: il Governo sopra a tutto”. (Claudio Martini, blog)

…a nostra Signora dell’Ipocrisia

Flex:”L’ipocrisia di essere contro il nazionalismo senza essere contro l’Unione Europea”.

“L’ipocrisia di essere antifascisti senza essere anticapitalisti” (Bertolt Brecht)

“Il liberismo, a sua volta è, per definizione, uno schema diametralmente opposto alla democrazia “necessitata” accolta dalla nostra Costituzione. Se non altro perchè esso afferma, esattamente come i trattati UE, la proposizione astratta della “forte” concorrenza come modalità centrale della realtà socio-economica, postulando un’esigenza assoluta di astensione dello Stato da ogni interferenza (non indispensabile) su tale modalità. Abbiamo visto come, in realtà, la “concorrenza perfetta”, sul lato dell’offerta, non sia affatto predicata nè dai teorici del neo-liberismo (scuola austriaca, in primis), nè dai trattati. Si accoglie, piuttosto, un’idea di concorrenza “fisiologicamente imperfetta” – non a caso chiamata nel diritto antitrust a matrice anglosassone “workable competition”- che opererebbe, rispetto alla platea dei “produttori” privati (oligopolisti), in modo da non compromettere l’innovazione tecnologica, il rafforzamento finanziario e la preservazione di un certo “potere di mercato”… Il puro agire della domanda e della offerta, al di fuori cioè di situazioni di vischiosità strutturale e di rendita, viene dallo stesso liberismo accettato come residuale”. (Luciano Barra Caracciolo)