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una risacca vi disseppellirà

Alluvioni e disastri ambientali…
Flex:”In Comune riunione fiume”.

Definisco “capitalismo dei disastri” questi raid orchestrati contro la sfera pubblica in seguito a eventi catastrofici legata a una visione dei disastri come splendide opportunità di mercato. (Naomi Kein)

Nessuna Democrazia sarà possibile fino a quando si crederà che le tasse servano per l’amministrazione della cosa Pubblica. (Carlo Marchetti, attivista mmt)

Flex:”in altri termini il debito pubblico non è mai debito privato ma credito privato, e non è mai neppure credito privato di pochi (elites finanziarie) contro debito privato di molti (cittadini ed imprese). Pertanto se il governo, a seguito di emissione di debito pubblico, per garantire un credito finanziario privato di pochi svende in tutto o in parte il patrimonio pubblico, i servizi ed il lavoro non soltanto è un governo corrotto, ma è soprattutto un governo criminale e ignorante”.

La satira di Pawel Kuczynski
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Visco rotto

Draghi:”Evitare la deflazione in Europa è una fatica erculea”…
Flex:”…tutti bravi co’ erculeo degli altri”.

Visco:”Errori sulla crisi, trascurata economia Reale”.
Flex:”per salvaguardare l’€urozona dei Valori Monarchici”.

L’attuale debito pubblico italiano si formò tra gli anni ’80 e ’90, passando dal 57,7% sul Pil nel 1980 al 124,3% nel 1994 (oggi è pari al 134,2%). Tale crescita non fu dovuta ad una impennata della spesa dello Stato, che è rimasta sempre al di sotto della media della Ue e dell’eurozona e, tra 1991 e 2005, sempre al di sotto di quella tedesca.

[…] Ci si potrebbe chiedere a questo punto quale fu la ragione del divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro. Ce lo spiega il suo autore, l’allora ministro del Tesoro Beniamino Andreatta. Uno degli obiettivi era quello di ‘ABBATTERE I SALARI’, imponendo una deflazione che desse la possibilità di annullare “il demenziale rafforzamento della scala mobile, prodotto dall’accordo tra Confindustria e sindacati”. Infatti, nel 1984 con gli accordi di San Valentino la scala mobile fu indebolita e nel 1992 definitivamente eliminata. Anche oggi, come allora, le presunte “necessità” di bilancio pubblico sono la leva attraverso cui ridurre il salario, in Italia e in Europa. Con la differenza che oggi l’attacco si estende al salario indiretto, cioè anche al Welfare“.

(Fonte Keynes Blog)

Visco (Bankitalia):”L’Italia ha avuto una storia di aiuti europei straordinaria”.
Flex:”Oramai è un visco rotto!”.

Il dovere fino in Fondo

Napolitano:”Ridurre il debito è dovere verso i giovani”.

Flex:”…che espatrieranno in Germania e dintorni”.

[…] Chi parlava in tempi non sospetti di un rischio di “mezzogiornificazione” europea aveva visto giusto: nel senso che il dualismo economico che si riteneva essere un mero caso speciale, caratteristico dei soli rapporti tra Nord e Sud Italia, sembra oggi essersi elevato al rango di caso generale, rappresentativo delle relazioni tra i paesi centrali e i paesi periferici dell’intera Europa. Stando dunque alle dinamiche in corso, in un arco di tempo non particolarmente esteso i paesi periferici dell’Unione potrebbero essere ridotti al rango di fornitori di manodopera a buon mercato o, al più, di meri azionisti di minoranza di capitali la cui testa pensante tenderà sempre più spesso a situarsi al centro del continente. Naturalmente, sarebbe un’ingenuità teleologica considerare scontato un simile esito. Esso, infatti, incontra forti resistenze da parte delle rappresentanze politiche dei capitali periferici. Gli sviluppi dello scontro che ne consegue, tutto interno agli assetti capitalistici europei, allo stato dei fatti restano incerti. Coloro i quali tuttora sperano in una ricomposizione degli interessi con i capitali centrali dell’Unione, invocano di continuo una riforma degli assetti istituzionali europei, che riequilibri i rapporti tra i paesi membri o consenta almeno di mitigare i tremendi effetti della mezzogiornificazione delle periferie. Fino a questo momento, tuttavia, si è trattato di vani auspici“. (Emiliano Brancaccio, economista)