Archivi tag: deflazione

€Urss

Draghi:”Abbasseremo i salari per salvare l’euro”. ma non credo che si limiteranno ad abbassarci solo quelli. Mutatis mutandis! (Flex)

Questo bollettino della Banca Centrale Europea getta via la maschera della decenza. Il problema — sostiene con incredibile sincerità nella sua violenza — è che nonostante la disoccupazione aumenti non si riesce ad abbassare i salari dei lavoratori quanto si vorrebbe, ed è proprio a questo che sono finalizzate le “riforme strutturali”: ridurre i salari, ridurre la sindacalizzazione, ridurre la contrattazione collettiva, aumentare flessibilità e mobilità.
(Dopo Padoa-Schioppa e le sue riforme strutturali per avvicinarci alla “durezza del vivere“, ecco un’altra prova che le carte sono tutte sul tavolo. Ci dicono in faccia cosa ci stanno facendo. Chi non capisce è doppiamente colpevole.)

Tu chiamale se vuoi, raccomandazioni… (Flex)
Renzi: “Riforme, all’ultimo miglio”. Quello al verde. (Flex)

Tutto è tremendo, ma non ancora irrimediabile‘.
(F. Fortini)

europa mongolfiera

FacebookTwitterGoogle+Condividi

Happy days

L’economia è troppo importante per essere lasciata agli economisti, ed è sicuramente troppo importante per essere lasciata agli economisti di corte“. (Himan Minsky, economista)

Grazie al governo e ai consigli tecnici dell’eurozona l’italia è in deflazione. Non succedeva dal 1959.

Flex:”Happy days, finalmente Renzie neoliberal è riuscito ad ottenere qualcosa che non era riuscita neppure a Berlusconi. Alla coop paghi 1 lavoratore e ne prendi 3”.

Schauble sulla deflazione:”La BCE ha esaurito le munizioni. Urgono riforme strutturali”.
Flex:”La Germania vuole superare la deflazione con la deflagrazione”.

“Non c’è mai peggio al peggio”. Firmato Troika (FMI+BCE+UE)
Flex:”Si stava meglio, quando si stava meglio”.

Il Consumer Price Index per l’Italia ha toccato ieri il suo livello più basso dalla crisi di Lehman, cioè uno 0,2%, il record negativo storico dalla nascita della Repubblica. Significa che l’Italia è il Paese più in deflazione di tutta l’Eurozona, che è già in deflazione da 7 mesi e oggi ha di nuovo toccato un suo crollo epocale“.

(Paolo Barnard)

Avanzi Marsch

Condannati alla deflazione dagli avanzi primari. (Sole 24 ore)
Flex:”I governanti sono talmente proni alla svendita di proprietà pubbliche e alla spending review che a breve Briatore ci spiegherà come utilizzare gli avanzi per fare la frittata di maccheroni.
Nel frattempo cani randagi sbranano anziani al parco, considerati disavanzi dello stato sociale”.

Sapete bene che il reale governo italiano risiede nelle istituzioni dell’Eurozona, che decidono tutto ciò che conta nelle nostre vite di cittadini e aziende. Costoro ci dicono da anni che il Debito Pubblico va sempre contenuto, perché è la causa di ogni possibile male economico. A tale scopo hanno imposto ai diciotto membri della zona euro le Austerità, cioè tagli selvaggi a tutto ciò che è spesa dello Stato, il cosiddetto ‘risanamento’ dei conti. Ma i risultati non ci sono, anzi: in nessuno dei diciotto si è vista una riduzione di Debito, e peggio, le relative economie sono tutte in calo, includendo Belgio, Finlandia, Olanda e anche Germania, non solo noi ‘spendaccioni’ del sud Europa, dati Eurostat alla mano. E allora ecco la domanda: cos’è che non funziona?E’ semplice. Primo punto: il Debito Pubblico non è pubblico. Quando uno Stato spende o emette un titolo, esso accredita conti correnti di cittadini e aziende (noi, il cosiddetto ‘pubblico’). Quella spesa è debito di Stato, ma è il credito di tutti gli altri, cioè noi, il ‘pubblico’. Non può essere contemporaneamente debito per tutti e due. Nessuno di noi dovrà ripagarlo. Nessuna impresa privata che lavora per lo Stato dovrà restituire quel fatturato, così come nessun risparmiatore dovrà ripagare i BOT che ha in portafoglio. Di nuovo: la spesa di Stato è debito del governo, ma credito per tutti noi.Secondo punto: il Debito dello Stato può essere fruttuoso, o, al contrario, dannoso per l’economia. Ed è qui l’errore catastrofico della politica di Bruxelles, cioè il condannare il Debito di per sé, sempre, e sempre pretendere che esso venga ridotto. Innanzi tutto, ribadendo che il Debito di Stato è il credito di cittadini e aziende, ridurlo significa automaticamente impoverirci.

(Paolo Barnard)

Draghi Driver

Draghi: “pronti a nuovi finanziamenti straordinari o all’acquisto di titoli, il “meccanismo del credito è inceppato“.

Flex:”…perchè è inceppato da tempo il Ctrl C del computer della BCE”.

La moneta e la MMT
La teoria della moneta moderna (MMT) definisce ogni transazione endogena al settore privato, incluso il sistema bancario commerciale, con il termine di “transazione orizzontale” descrivendo così il ruolo del prestito anche all’interno del sistema bancario. Per la teoria monetaria moderna, i prestiti bancari creano sempre un debito e un deposito di uguali dimensioni. Di conseguenza, la quantità al netto dei beni finanziari (depositi e passività) non può essere modificata attraverso operazioni bancarie. Ovviamente i depositi creati attraverso l’attività bancaria del prestito aumentano la disponibilità di moneta. Successivamente questi depositi possono defluire da una banca all’altra e ciò deve essere bilanciato alla fine della giornata per soddisfare l’obbligo di riserva. Tuttavia è bene ribadire che le banche commerciali non possono creare beni finanziari senza creare una corrispondente passività in quanto solo il settore pubblico – nello specifico, la banca centrale – è capace di fare questo.

La teoria della moneta moderna, infatti, definisce ogni transazione tra il settore pubblico e il settore non pubblico con il termine di “transazione verticale”. All’interno del settore pubblico sono inclusi sia il tesoro sia la banca centrale, mentre il settore non pubblico comprende tutti i soggetti privati tra cui il sistema delle banche commerciali, le aziende, i cittadini. Il settore estero comprende compratori e venditori stranieri. In qualsiasi periodo di tempo dato, il budget statale può essere o in deficit o in surplus. Un deficit si ottiene quando lo stato spende più di quanto tassa; un surplus si ottiene quando lo stato tassa più di quanto spende. Pertanto, secondo la teoria monetaria moderna, ne consegue che il deficit del bilancio pubblico aggiunge un corrispondente attivo finanziario al settore privato in quanto la presenza di un deficit nel bilancio pubblico segnala che lo stato ha depositato più denaro all’interno dei conti correnti bancari dei privati rispetto a quello che ha sottratto in tasse. Un surplus invece significa l’opposto: in totale, lo stato ha prelevato attraverso le tasse più denaro dai conti correnti bancari dei privati rispetto a quanto ne abbia speso. Dunque, per definizione, i deficit di bilancio sono equivalenti ad aggiungere beni finanziari al netto nel settore privato, mentre i surplus di bilancio rimuovono beni finanziari dal settore privato“.

L’abbacchio dei miracoli

Draghi:”A marzo inflazione bassa a causa di Pasqua alta”.

Flex:”Ad aprile carriole populiste, l’abbacchio fa miracoli. A pasquetta gli italiani si mangeranno il fegato all’aperto”.

Dietro la nuova dottrina vi è l’idea che l’intera eurozona si salva solo se i paesi periferici, a colpi di precarizzazione del lavoro, riescono ad abbattere i salari, i costi e i prezzi. In questo modo si dovrebbe colmare il divario di competitività rispetto alla Germania e si dovrebbero quindi riequilibrare i rapporti di credito e debito all’interno dell’Unione. La Storia tuttavia ci insegna che in genere questo meccanismo non funziona. Esso infatti impone ai soli paesi debitori il peso del riequilibrio. In questo modo l’intera Unione viene trascinata in una corsa salariale al ribasso che può determinare una deflazione generalizzata e una nuova crisi del debito“. (Emiliano Brancaccio, economista)