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prex precis

Poletti vede milioni di posti di lavoro… ed è pronto a salutarli quando partono. (Flex)

L’espressione precariato con cui si categorizzano i neo laboratores nei rapporti contrattuali dell’odierno capitalesimo rimanda esplicitamente alla parola della preghiera: prex precis, da cui precario: colui che per lavorare dipende dalla volontà di chi gli dà il posto di lavoro, per conservare o ottenere il quale deve continuamente porsi in posizione orante rispetto al profittatore datore di stage. E da qui Flex. l’uomo flessibile, il precario a tempo indeterminato full time e part time. Flex con la testolina intercambiabile, adatta ad ogni tipo di superficie lavorabile. Ora et labora gratis! (Flex Fusaro)

giornatapoesia-rid

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il buon ladro di famiglia…

“Il Governo vota la Legge di Stabilità nella notte di sabato e domenica”. Che è l’ora esatta del principio neoliberale del buon ladro di famiglia. (Flex)

“Nella legge di stabilità carta famiglia e casa in leasing”. Rotoloni doppio velo e culo in comodato d’uso per le finanziarie. (Flex)

Delrio:”Proteggeremo gli investitori”. Con un bel cappotto di legno. (Flex)

Si chiacchiera a reti unificate delle responsabilità di singoli individui e politici nella tragica vicenda delle banche salvate dallo Stato derubando i risparmiatori, i cittadini e i lavoratori. E, così facendo, si personalizza il problema. Vent’anni di berlusconismo e di antiberlusconismo dovrebbero pur averci insegnato qualcosa. Se si personalizza il problema, esso cessa di essere inteso come sistemico.
Morale? La contraddizione cessa di essere il sistema finanz-capitalistico, come lo chiamava il compianto Luciano Gallino, e diventa il cavalier Berlusconi prima e la signora Boschi dopo. Con l’ovvia conseguenza che il sistema è assolto. Si finisce per credere – diciamolo nel modo più semplice – che il problema siano i singoli personaggi (più o meno piccoli, più o meno ridicoli a seconda dei casi) e non il sistema finanz-capitalistico, basato sul classismo, sul folle principio della crescita infinita e sull’alienazione come stile di vita
. (Diego Fusaro)

Party Lateranensi

Alfano:“Il Giubileo deve funzionare come l’Expo”.
Flex:”deve essere un “magna magna”….

“Il globallitarismo è ideologia del medesimo, il piano liscio del mercato globale con protagonisti assoluti i flussi della finanza transnazionale e la circolazione delle merci, ed in cui l’umanità è ridotta a pulviscolo amorfo di consumatori, di atomi “sfruttati”, senza identità e senza spessore culturale, meri consumatori di merci, incapaci di reagire criticamente all’ordine sempre più desolato di uniformi”. (Diego Fusaro)

Flex:”Qualsiasi cosa a EXPOsizione Universale”.

Nel frattempo chiude l’Expo.
Flex:”con un grande rutto globalizzato”.

Expo 2015: Advisory board Ocse con Cantone e Sala

airbag macht frei

Merkel chiede a case automobilistiche di assumere profughi.
Flex:”Airbag macht frei. La Mercedes serie SS ha come nuovo optional i sedili di pelle umana”.

Vitor Costancio (vice Bce):”fate entrare i migranti, abbiamo bisogno di lavoratori”.
Flex:”da sfruttare… pur di accrescere i profitti per rendite parassitarie e opportunismi imprenditoriali”.

Nell’eurozona il tasso di disoccupazione è pari all’11,4%. In questo dato non rientrano tutti coloro che pur essendo disoccupati svolgono “lavoretti” precari e flessibili, pari a 35 milioni europei, cinque milioni in più rispetto alla crisi del 2008. (Fonte OCSE)

Tenderei a dire che siamo di fronte alla creazione di una nuova antropologia che è quella del migrante. Dove in qualche modo la figura del migrante è il nostro futuro, dobbiamo diventare migranti anche noi, ce lo ripetono continuamente le ideologie dominanti. Gli stessi giovani europei sono sempre più ridotti a migranti che devono abbandonare il proprio Paese per andare a fare, magari come laureati, il lavapiatti a Sidney o a New York. L’elogio del migrante non ha nulla se non l’ennesima retorica del sistema economico che vuole fare dei giovani i nuovi migranti elogiando questa migrazione come fenomeno positivo. Ma qui non c’entra nulla la figura di Ulisse, quella del viaggiatore. Il migrante non è un viaggiatore! E’ un disperato che se potesse starebbe a casa tua ci starebbe”. (Diego Fusaro)

ipocrisi(e)

Immigrazione, l’Ue prende delle misure.
Flex:”Come tutti i becchini”.

«Non credo che si tratti di un errore (dell’Europa) ma di una strategia molto precisa. Il capitalismo ha sempre bisogno dell’esercito industriale, ha bisogno di schiavi per fare lavori umili e sottopagati, a questo servono le ondate migratorie, certamente non per integrare i migranti ma per avere un esercito di schiavi. Per questo non ha senso fare l’elogio dell’immigrazione, così come non ha senso prendersela con i migranti che sono sfruttati in maniera vergognosa. Bisogna comprendere la logica capitalistica». (Diego Fusaro)

Flex:”Ci si commuove strumentalmente a sinistra, e ci si arrapa morbosamente a destra senza risvolti di pagina. Questa è la sostanza culturale di La Repubblica delle Speculazioni Affari e Finanza”.

republik
(foto by Patrizio Paolinelli)

sotto le stelle dell’eurozona…

Monti: “Quando c’è la casa di proprietà il mercato del lavoro è meno mobile”.
Flex:”Nomadismo libero, Homeless senza frontiere, la nuova teoria dei giochi neoliberale… ci vuole Homeless & Wireless, la nuova rete sociale dell’eurozona…
Connecting people dove c’è più campo. Mai “sfondare” il tetto del 3%. Tegole per il governo”.

In altre epoche, questo tasso di ingiustizia sarebbe bastato a far esplodere dieci rivoluzioni francesi e venti rivoluzioni russe. Invece non accade niente, nonostante l’Unione Europea stia realizzando in termini economici quello che la Germania dei primi del ‘900 voleva realizzare per mano militare”. (Diego Fusaro)

Mercato immobiliare…
Flex:”tanta gente senza casa e tante case senza gente… governo sfollagente”.

… €uroin

Citando Fichte, per il punto di vista comune dogmatico il mondo è dato, per il punto di vista idealistico, invece, il mondo è fatto. (Diego Fusaro)
Flex:”e oggi, paradossalmente il mondo è dato dagli euroinomani”.

La democrazia può resistere alla minaccia autoritaria soltanto a patto che si trasformi, da “democrazia di spettatori passivi”, in “democrazia di partecipanti attivi”, nella quale cioè i problemi della comunità siano familiari al singolo e per lui importanti quanto le sue faccende private. (Erich Fromm, Avere o essere?, 1976)

migro e magro

La Francia blocca i migranti per motivi igienici.
Flex:”I migranti invece lamentano la mancanza di bidè”.

La Germania invece riapre le frontiere…
Flex:”…ma prima doccia per tutti”.

Renzi: “Facciamo da soli”.
Flex:”Il solito pippone”.

Emigrazione, Istat:”Gli italiani che emigrano sono il doppio degli stranieri che arrivano”.
Flex:”Aiutiamoci a casa loro”.

Non si tratta qui del problema dell’accoglienza dei singoli migranti, che è opera in sé umana e giusta. Si tratta, invece, del macro fenomeno dell’immigrazione che è promossa strutturalmente dal capitale e difesa sovrastrutturalmente dalle sinistre. Il capitale ha bisogno dell’immigrazione per distruggere i diritti sociali e la residua forza organizzativa dei lavoratori. Il capitale mira a renderci tutti come migranti, senza diritti, senza lingua, senza coscienza oppositiva. L’immigrazione è uno strumento della lotta di classe, è lo strumento con cui il capitale uccide diritti sociali e abbassa il costo del lavoro. Chi critica il capitale senza criticare il fenomeno dell’immigrazione è un fesso; proprio come chi critica il fenomeno dell’immigrazione senza criticare il capitale“. (Diego Fusaro)

omino bianco

Renzi:”Serve uno Stato di Pulizia”. Etnica
Flex:”Comprerà le bombe al cloro dall’ISIS”.

Madia:”Lo Stato licenzierà i dirigenti inadeguati”,
Flex:”Rimarranno solo le usciere e gli uscieri dell’€urotower”.

Renzi€:”la crisi è a alle stalle. L’Italia è ripartita”. 
Flex:”Grazie ad un beeee! Noi siamo Figli delle Stalle…”.

Il neoliberismo oggi dominante è un’aquila a doppia apertura alare: la “destra del denaro” detta le leggi strutturali, la “sinistra del costume” fornisce le sovrastrutture che le giustificano sul piano simbolico. Così, se la “destra del denaro” decide che occorre abbattere le frontiere in nome dell’unico mercato planetario, della delocalizzazione del lavoro e della volatilizzazione dei capitali, la “sinistra del costume” tesse le lodi della globalizzazione come regno dei viaggi low cost, della deterritorializzazione, del nomadismo e dell’assenza di norme fisse; se la “destra del denaro” stabilisce che il lavoro deve essere precario, in modo da rimuovere diritti e garanzie, la “sinistra del costume” giustificherà ciò tramite la diffamazione della stabilità borghese e della monotonia lavorativa; ancora, se la “destra del denaro” decide che la famiglia deve essere rimossa in nome della creazione dell’atomistica delle solitudini consumatrici, la “sinistra del costume” giustifica ciò tramite la delegittimazione della famiglia come forma borghese degna di essere abbandonata. (Diego Fusaro)

traPianti di lingua

“Le lingue diventano dialetti quando i popoli che le parlano perdono le guerre”. (De Andrè)
Flex:”Yes, of course”.

Tsipras: “Con Renzi parliamo la stessa lingua”.
Flex:”Ed è l’inglese”.

L’odierno uso criminale della lingua inglese, imposta come destino e come necessità sistemica del processo di globalizzazione, procede di conserva con il tragico smantellamento degli Stati nazionali, rimpiazzati dalla governance globale, ossia dal potere economico deterritorializzato delle multinazionali e dei banchieri apolidi. Chi non se ne accorge, è cieco o in cattiva fede. Chi asseconda tutto questo, nel duplice e sinergico movimento di abbandono della sovranità nazionale e della cultura italiana (quale si esprime nella nostra splendida lingua), è uno sprovveduto o un criminale. La cultura può esistere sempre e solo al plurale, come dialogo tra culture e lingue differenti che si rapportano secondo la loro comune appartenenza all’universale umano. La dinamica della mondializzazione capitalistica, imponendo un’unica cultura e un’unica lingua, si risolve nella soppressione della cultura in quanto tale, sostituita dal monoteismo del mercato e dalla reificante reductio ad unum da esso operata. L’odierna coazione all’uso della lingua inglese ne è una spia inquietante. (Diego Fusaro)