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Rettore Capitale

Renzi: “Ci sono università di serie A e di serie B”.
Flex:”La legge del Rettore Capitale decide le assegnazioni. E i Mercati di riferimento i ruoli e le posizioni in campo”.

Renzi:”Si deve pensare ad un paese in cui tutto è possibile”.
Flex:”Tipo avere un governo di dilettanti che continua a portare in retrocessione la stragrande maggioranza dei cittadini del paese”.

Nelle università di Gentile non si può parlare, perché è fascista. Di Heidegger non si può parlare perché è nazista. Di Gramsci non si può parlare, perché è comunista. Praticamente si può parlare solo dei filosofi liberali. Ecco, questo è il pensiero unico“. (Diego Fusaro, filosofo)

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Partita Ilva

Renzi: “L’Ilva? La salviamo e poi la vendiamo”.
Flex:”che tradotto dal politichese vuol dire: prima ‘socializziamo le perdite’ e poi la ‘regaliamo’ come arma di distruzione di massa alle elites che, cosi facendo, globalizzano risorse e territori, imprigionandoli in gabbie d’acciaio”.

L’odierna società neoliberale, una gabbia d’acciaio (Weber) in cui puoi fare tutto ciò che vuoi, fuorché pensare una società diversa e batterti per la sua realizzazione. Quando un mondo storico riesce a convincere i suoi abitatori di essere il solo mondo possibile, allora può allentare la presa sui corpi, perché è “totale” quella sulle anime“.

(Diego Fusaro)  

La satira di Pawel Kuczynski

Non avrai altro mercato…

Bisogna avere la forza della critica totale, del rifiuto, della denuncia disperata e inutile“. (Pier Paolo Pasolini)
Flex:”Nessuna maggioranza potrà mai abolire dalla propria coscienza il sentimento della diversità delle minoranze”.

Se la “Destra del Denaro” decide che gli Stati nazionali sono un’invenzione e che l’unica realtà esistente è il one world del mondo globalizzato e ridotto a piano liscio del mercato, con annessa delocalizzazione, ecco che la ridicola “Sinistra del Costume” seguirà facendo l’elogio della globalizzazione dei viaggi low cost e dell’inglese per tutti. Di più, condannerà lo Stato nazionale come foriero di sventure, senza mai dire, ovviamente, che i pochi diritti superstiti per gli offesi del pianeta erano garantiti, guarda caso, dallo Stato stesso e dalle sue politiche di assistenza sociale. Se la “Destra del Denaro” decide che la religione è un’invenzione e che bisogna liberarsene per convertirsi tutti all’unica teologia riconosciuta legittima, il monoteismo del mercato, ecco che la “Sinistra del Costume” seguirà pedestremente portando avanti forme liturgiche di ateismo religioso, senza accorgersi ovviamente che è il capitale stesso a dover distruggere ogni religione che non sia quella del Mercato divinizzato“. (Diego Fusaro)

La Tradizione non è conservare la cenere ma accendere il fuoco“. (Rino Ianaro)
Flex:”La Rottamazione è rigenerare le ceneri”.

La satira di Pawel Kuczynski

Capitalesimo 2

Renzi:”Prevista la riforma degli armortizzatori”.
Flex:”Li produrrà la FIAT”.

Camusso: “Si sta affermando la supremazia delle imprese sui lavoratori”.
Flex:”Ma il merito va anche ai segretari precedenti”.

La vicenda dell’art. 18 e dei luridi servi del capitale che l’hanno abolito è istruttiva. Ci insegna almeno una cosa: la nuova frontiera del capitale, dopo il contratto a tempo determinato, sarà il contratto a tempo indeterminato con possibilità di licenziamento senza se e senza ma in qualsiasi momento e con retribuzione insindacabilmente decisa dal datore di lavoro. Monsieur Le Capital non smette di celebrare le sue orge: il modello recente della Grecia, con licenziamento libero e indiscriminato di dipendenti pubblici, è alle porte. E la complicità del Pd in tutto ciò è sotto gli occhi di tutti: o, meglio, di quelli che alla posa dell’osservatore critico non preferiscono quella dello struzzo.

(Diego Fusaro)

Flex:”I vertici di Cgil, Cisl e Uil si riuniscono per capire se ci siano margini per ricondurre le diverse posizioni ad una azione unitaria: “Pizza?”

tirami PIL uno ad uno

Flex:”Eurozona, la macchina della DePILazione profonda e permanente: perché ti Pelo il Peloponneso. E non solo…”

Per una volta riportiamo il dato dei paesi virtuosi in relazione al debito pubblico.

Algeria 8,6% su pil
Angola 27% su pil
Azerbaigian 11,41% su pil
Botswana 14,99% su pil
Guinea Equatoriale 9,12% sul pil
Haiti 16,59% su pil
Lesotho 5,24% su pil
Namibia 27,15% sul pil
Niger 20,40% sul pil
Nigeria 14,68% sul pil
Arabia Saudita 5,49% sul pil
Zambia 27,98% sul pil

Tutti esempi di stati modello ovviamente. (Fabio Di Lenola, Alza il Pugno)

L’euro non è una moneta, ma un sistema di governo il cui fine è la distruzione del vecchio modello europeo, sostituito da quello della privatizzazione selvaggia e dalla soppressione di ogni residuo welfare state“.

(Diego Fusaro)

I mille e uno giorni…

Renzi presenta il programma dei 1000 giorni.
Flex:”Ogni sera. E ogni sera sono sempre 1000 giorni.
Scartate le ipotesi di ‘uno da leone’, ‘cento da pecora’ e ‘cinquanta da orsacchiotto'”.

“Non si esce con il passo della tartaruga da venti anni di stagnazione”.
Flex:”Ma a pecora”.

“La globalizzazione è una grande opportunità che abbiamo. […] Le multinazionali sono le benvenute in Italia”.
Flex:”Capito piddiota?”

“Io sto con chi si alza presto la mattina e si spacca la schiena”.
Flex:”Ma è dietro”.

“Occorre superare l’art. 18″.
Flex:”A destra”.

“Ridurremo gli ammortizzatori sociali per aumentare le chance di lavoro”.
Flex:”Che è un pò come togliere l’ossigeno a chi sta in apnea a 100 mt sotto acqua”.

“I consumi aumenteranno nel lungo periodo”.
Flex:”Impossibile, siamo già consumati… soprattutto se per abbattere il costo del lavoro si aumenta l’IVA sui generi di prima necessità. “Nel lungo periodo siamo tutti morti”. (cit. Keynes)

Padoan:”Pil ancora negativo nel 2014, risale nel 2015“.
Flex:”Sarà tre volte natale e festa tutto il giorno….”

“Le regole sul lavoro vanno ridotte, ma devono essere chiare”.
Flex:”La semplificazione del lavoratore: lavorare gratis appaga. E in qualsiasi condizione temporale”.

“Il mondo del lavoro è basato sull’apartheid”.
Flex:”Ma questa volta si preferisce il nero”.

“Per creare lavoro serve politica industriale”.
Flex:”E loro hanno Marchionne”.

“sul tema del lavoro non possiamo perdere un minuto in più”.
Flex:”C’è ancora gente che guadagna qualcosa”.

“Per come la vedo io, la sinistra è combattere le ingiustizie, non difenderle”.
Flex:”Per quello si è alleato con Alfano”.

“Non abbiamo paura del voto”.
Flex:”Si è estinto”.

Quanta insistenza sul passato è necessaria per non vedere il presente? Quanto occorre insistere sugli orrori fortunatamente estinti per far sì che la gente non si accorga nemmeno più di quelli oggi dominanti? Quanta foga nel denunciare tutte le violenze che non siano quelle silenziose dell’economia e del mercato! La violenza oggi ha cambiato forma, ma si fa ugualmente sentire: si chiama violenza economica, taglio delle spesa pubblica, precariato, rimozione dei diritti sociali, selvagge politiche neoliberali all’insegna dello “Stato minimo”.

(Diego Fusaro, filosofo)

Uniti si finge

Autunno, via agli scioperi. I sindacati sfilano separati.
Flex:”Finalmente qualcosa di sinistra. Uniti contro gli scioperi degli altri”.

In agitazione anche i sindacati di Polizia.
Flex:”In uno sciopero di 6 ore fanno i turni. Nelle prime 3 ore danno manganellate, nelle successive 3 ore le ricevono dai colleghi. Proibito è l’uso del casco!”.

Gli eroi come Gramsci e Gentile, morti per le loro idee, sono oggi stati sostituiti dai pavidi duplicatori dell’esistente, che cavalcano le onde del successo mediatico, sempre riconfermando l’ordine simbolico dominante“.

(Diego Fusaro, “Il futuro è nostro”)

BCE (Banca Catastrofe Eurozona)

La BCE taglia i tassi.
Flex:”E ci fa tanti bei pellicciotti”.

E acquista gli “ABS
Flex:”così la frenata dei PIGS è sicura”.

Draghi richiama tutti i governi a dare una parte nella crescita.
Flex:”Ai PIIGS è toccato il culo”.

“Le politiche monetarie di Draghi non sortiscono effetto per questo motivi:

a) se l’economia reale è in crisi, le banche sono costrette a frenare i prestiti alle imprese e alle famiglie non in grado di fornire le opportune garanzie rispetto alla richiesta di un prestito. Una impresa coi conti in rosso o una famiglia che è già indebitata (nel periodo dell’euro i risparmi sono crollati mentre l’indebitamento è salito del 140%) non possono usufruire dei prestiti bancari qualunque sia il tasso applicato. Contrariamente, la diminuzione dei tassi in una economia in fase espansiva ovviamente agevola la richiesta di prestiti (è quanto avvenuto in Europa nei primi anni dell’euro, provocando una bolla finanziaria esplosa gravemente in Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia).

b) la diminuzione dei tassi si ripercuote anche sulla diminuzione dei rendimenti attesi da parte di chi possiede un risparmio. Dunque una riduzione del reddito e dunque minore capacità di consumo.

Non vi è alcuna politica monetaria in grado di modificare il collasso storico europeo. L’unica politica è di natura fiscale: riduzione delle tasse e aumento investimento pubblici con aumento dei deficit di bilancio garantiti dalla banca centrale e quindi non attraverso il sistema dell’indebitamento degli Stati con le grandi corporation bancarie mondiali.

(Pier Paolo Flammini)

Storicamente, l’Europa esiste come arcipelago di differenze, e dunque in quella ricchezza irriducibile delle tradizioni, delle lingue e delle culture in virtù della quale gli italiani e i francesi, i tedeschi e gli spagnoli, i portoghesi e i greci sono europei senza dover rinunciare alle proprie specificità. È l’esatto contrario della tendenza oggi imperante nell’Unione Europea, nella sua aspirazione all’annichilimento di ogni differenza e nell’imposizione dell’unico modello del cittadino apolide e precario, anglofono e senza cultura, incapace di parlare una lingua che non sia quella dell’economia. L’ideale di un’Europa di Stati nazionali democratizzati, liberi e uguali, in cui siano rispettate le culture e le tradizioni nazionali, le comunità etniche e religiose, è reso impossibile dalla finanziarizzazione del vecchio continente, dall’imposizione della sola cultura anglofona del mercato e dalla sottomissione dei popoli sovrani alla giunta militare di tipo economico propria della dittatura finanziaria“.

[Diego Fusaro, “Il futuro è nostro”, capitolo 6]

Il paese che rottamiamo

Eugenio Scalfari: “bisognerebbe che i contratti aziendali avessero la meglio sui contratti nazionali”.
Flex:”La carta e il pennivenodolo li mette La Repubblica“.

Lettera della BCE all’Italia (anno 2011).
Nel primo capitolo si chiedono tre interventi urgenti: la «piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali», in particolare nella «fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala»; la RIFORMA DEI CONTRATTI DI LAVORO PER RENDERE I CONTRATTI AZIENDALI «PIU’ RILEVANTI» RISPETTO A QUELLI NAZIONALI.
(Fonte: Corriere della Sera)

Scalfari:”bisognerebbe che le imprese sviluppassero nuovi prodotti e li lanciassero nei mercati”.
Flex:”guidate dal pilota automatico neo-liberale”.

Da quando in qua una banca centrale stabilisce le condizioni entro le quali erogherà o non erogherà soldi allo stato?Scalfari, la Spinelli e i lettori di Repubblica lo troveranno normale“.

(Fabio Di Lenola, attivista Alza il Pugno)

Giavazzi è un finto liberista sostanzialmente autoritario, Scalfari è un finto democratico sostanzialmente oligarchico”.

(Riccardo Bellofiore, economista)

Fermo restando che già siamo pieni di servi della troika (Renzi, Monti, Letta, Napolitano ecc.), se la troika arriverà direttamente anche in Italia, allora il popolo avrà il dovere di cacciarla e di ostacolarla con ogni mezzo: e sottolineo, con ogni mezzo. Il finanz-nazismo pudicamente chiamato Europa va combattuto senza esitazioni!“.

(Diego Fusaro)