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RIP(resa) al duemilaeSQUINZIci

Confindustria:”ripresa nel 2015″.
Flex:”ma la telecamera è cinese”.

Nel frattempo su job act la CGIL valuta ricorso in europa.
Flex:”che è un pò come chiedere a Manzoni di stroncare i Promessi Sposi.
La Camusso invoca la Carta di Nizza e Fichi”

Prese il libro di storia per i bambini e guardò il ritratto del Grande Fratello che campeggiava sul frontespizio. I suoi occhi lo fissarono, ipnotici. […] Un bel giorno il partito avrebbe proclamato che 2+2=5 e voi avreste dovuto crederci”.

(G. Orwell, 1984)

La satira di Pawel Kuczynski
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PATATRAssoCK

Il FMI incalza la Grecia, richiede misure addizionali per gli aiuti.
Flex:”di reni ne vogliono due”.

L’austerità continua (11mila licenziamenti e ulteriori tagli agli stipendi pubblici), anche se lo stesso FMI ammetteva di aver commesso errori con la Grecia. 
Flex:”Sbagliando s’impala”.

Cosi scende inesorabilmente il Pil greco.
Flex:”Ci inducono a dimenticare il 3,14″.

Anche se il governo greco fino ad oggi ha sempre sostenuto che non ci sarà bisogno di un nuovo prestito da parte della Troika – da ultimo con il vice premier Evangelos Venizelos che ha dichiarato esplicitamente che „coloro che si aspettano un nuovo Memorandum d’intesa saranno ampiamente disattesi“, il Fondo Monetario Internazionale, riporta Ktg, richiede misure addizionali e scrive come siano necessari nuovi fondi per la Grecia.   Nel suo quinto rapporto sullo stato del „salvataggio“ della Grecia, pubblicato ieri, si legge proprio come un nuovo allegerimento dei debiti greci è essenziale per adempiere agli obiettivi di lungo periodo. La Grecia ha bisogno di nuove misure d’austerità dal valore di 5,7 miliardi di euro per adempiere al gap fiscale 2015 e 2016. Dopo il maggio 2015, il programma greco avrà un buco di 12,6 miliardi di euro e lo scenario estremo è che i capitali necessari alle banche superino i 6 miliardi di euro, di più di quanto stimato dalla Banca di Grecia“.  Proprio per questo e per le difficoltà delle autorità greche di attuare il programma di aggiustamento, il FMI ritiene fondamentale per gli altri paesi della zona euro supportare la Grecia con ulteriori aiuti e allegerimento del debito“. L’organizzazione internazionale, prosegue nel suo rapporto, chiede interventi pesanti su pensioni e lavoro, soprattutto della pubblica amministrazione dove il Fondo Monetario Internazionale vuole una diminuzione dei salari e 11 mila licenziamenti nel 2014 e altri 2 mila nel primo quarto del 2015“. Il Fondo Monetario è preoccupato sul dividendo sociale già dato alle fasce sociali più deboli. Il Fmi vuole che la Grecia assicuri i  “surplus primari” con nuovi salari, pensioni e tagli nel settore pubblico“. 

Ocse rotte!

L’Italia è l’unica ad accelerare secondo il superindice Ocse…
Flex:”Gli altri guardano la luna.

Standard & Poor’s continua invece a chiedere altri tagli in comode rating. Italia declassata da BBB+ a SpA”.

Un lavoro senza dubbio impeccabile, essenziale, preciso e infaticabile. Un lavoro però che parte dall’analisi dell’arma del delitto (l’euro) e non cerca di svelare i mandanti, gli esecutori materiali, il movente ed i complici dell’omicidio delle democrazie e degli stati nazionali. E’ ovvio che se ci puntassero un’arma alla tempia, la nostra priorità per sopravvivere sarebbe prima di tutto quella di capire chi vuole prenderci in ostaggio e cosa poter fare per provare a liberarci. Se quella che ci puntano alla testa è una calibro 38, un fucile da caccia o un kalashnikov è irrilevante. Non è l’arma che vuole ucciderci, ma chi la impugna e probabilmente chi la impugna sta solamente eseguendo un ordine che gli è stato commissionato.
L’euro è un arma per tenere i popoli in ostaggio e gli stati sotto scacco. Ci siamo mai domandati chi la sta impugnando; chi ha dato l’ordine ? Da chi è partito il diktat di sequestrare le sovranità nazionali, prendere in ostaggio i popoli europei, segregandoli in un covo a pane ed acqua. Chi sono i nostri carcerieri? Il punto è tutto li.

Avete mai visto qualcuno che ha subito una rapina entrare in commissariato e denunciare che una semiautomatica gli ha rubato i soldi ? Che senso avrebbe descriverla minuziosamente al tenente di turno “era cromata, manico nero, grilletto ricurvo” se poi non si è in grado di riconoscere e descrivere chi la impugnava.

Immaginate le pattuglie di polizia uscire per strada dopo la denuncia in questione in cerca di una pistola come quella descritta e dopo averla trovata immaginate che la sottraggano dalle mani del malvivente lasciato però libero. Sarebbe una prassi efficace per sconfiggere la criminalità ? Assolutamente no, avranno solo costretto il malvivente a cercarsi una nuova arma approfittando del fatto di essere stato lasciato a piede libero a poter svolgere ancora la sua attività criminale. Perché allora denunciamo che l’euro ci ha sottratto ricchezza se in realtà è stato solo un mezzo per farlo ? Perché gli economisti lo descrivono con tanta accortezza “è un rapporto di cambi fissi, è sopravvalutato, è sbagliato. Immaginate di sottrarre l’euro ai criminali che l’hanno usato contro i popoli lasciando però quei criminali nell’anonimato e quindi liberi di tornare ad agire indisturbati. Ci lascerebbero sovrani o cercherebbero una nuova arma per tornare a colpire ? mi viene in mente per esempio la moneta unica mondiale che presenteranno al prossimo EXPO di Milano“.

(Franco Amodeo)

Decreto Lobby & Work

Renzi: “La Merkel è un modello“.
Flex:”modello Giuditten”.

I primissimi provvedimenti risalgono persino a Ciampi. E’ vero tuttavia che il pacchetto Treu determinò una caduta molto accentuata dell’indice di protezione dei lavoratori, alla quale seguì un calo ulteriore con la legge Biagi del governo Berlusconi. Il Jobs Act di Renzi non è altro che il sequel del medesimo film che i governi che si sono succeduti in questi anni hanno quasi ininterrottamente mandato in onda. Con risultati irrilevanti sul terreno dell’occupazione. Del resto, la creazione di lavoro dipende soprattutto da altri fattori, tra cui l’orientamento espansivo o restrittivo elle politiche economiche.

[…] Prima di definirla una mossa “di sinistra” vorrei capire più in dettaglio dove nei prossimi anni la spending review andrà a tagliare. Se ad esempio colpisse i servizi pubblici i lavoratori subordinati potrebbero trarre più svantaggi che benefici. Riguardo agli effetti sulla crescita, vorrei ricordare che in Italia negli ultimi 5 anni abbiamo perso un milione di posti di lavoro e abbiamo registrato un incremento del 90 per cento delle insolvenze delle imprese. Sono perdite colossali, di proporzioni storiche, che dovremmo affrontare con una concezione completamente nuova della politica economica pubblica. Chi sostiene che invertiremo la rotta con 80 euro in più al mese in busta paga non sa quel che dice“.

(Emiliano Brancaccio, economista)

Girava la ruota…

Visco: “Gli 80 euro non bastano, non sono la soluzione”.
Renzi:”Allora compro una vocale”.
Flex:”E la ruota non gira, è sgonfia. Il criceto medio rischia l’estinzione”.

C’è stata un’epoca in cui in Italia i giovani della classe media e una parte dei giovani della classe operaia riuscivano a trovare lavoro, e coi redditi combinati a comprare casa, crescere in media due figli, risparmiare, e lasciargli un’eredità. E in aggregato riuscirono a formare uno dei Paesi col minor debito privato del mondo, e il maggior risparmio privato del mondo.

Oggi la stessa classe media e parte di classe operaia sogna il lavoro, e se lo trova, coi redditi combinati può solo sognare di comprarsi casa, crescere figli e risparmiare. Al massimo può fare una di queste tre cose, ma deve escludere le altre due.

Sono sparite quantità di ricchezza nell’ordine di milioni di miliardi in vecchie lire, o decine di migliaia di miliardi in euro. Non se li sono rubati Craxi, Forlani, e Berlusconi. Non se li è rubati lo Stato, perché poi dove li hanno messi? No, sul serio, impariamo a essere ragionanti se possibile. Dove li hanno messi? No.

Allora sono spariti per un altro motivo. E i casi sono due: o noi italiani di colpo a un certo punto abbiamo scordato del tutto come produrre la ricchezza nazionale (PIL). Oppure qualcosa ci ha impedito di produrla come facevamo prima. Allora…

Il primo caso è da escludere. Nella clinica neurologica, e tanto meno in materia economica, non esiste una malattia chiamata Alzheimer produttivo di un Paese.

Rimane il secondo caso. Qualcosa è intervenuto che non c’era prima. E cos’è che dal 1948 a oggi non abbiamo mai avuto in economia? Guardate che le abbiamo avute tutte, fra inflazione, crisi, svalutazioni, ministri incapaci, ladri, ladroni, mazzette, mafie, globalizzazione… No, dai, solo una cosa non ci era mai capitata prima, è evidente. L’Eurozona.

Avete capito. E’ sempre semplice“.

(Paolo Barnard)

Sinistra Emorragia e Liberismo

Flex:”Il lavoro è di sinistra, il lavoro manca”.

Dietro la nuova dottrina vi è l’idea che l’intera eurozona si salva solo se i paesi periferici, a colpi di precarizzazione del lavoro, riescono ad abbattere i salari, i costi e i prezzi. In questo modo si dovrebbe colmare il divario di competitività rispetto alla Germania e si dovrebbero quindi riequilibrare i rapporti di credito e debito all’interno dell’Unione. La Storia tuttavia ci insegna che in genere questo meccanismo non funziona. Esso infatti impone ai soli paesi debitori il peso del riequilibrio. In questo modo l’intera Unione viene trascinata in una corsa salariale al ribasso che può determinare una deflazione generalizzata e una nuova crisi del debito. E’ la vecchia lezione di Keynes, ma ieri a Berlino sembravano averla dimenticata“.

(Emiliano Brancaccio, economista)

I tentativi di sottomissione delle nazioni in corso nell’UE rappresentano una forma di oppressione di classe che viene esercitata sui lavoratori e i popoli, oltre che un inquietante e pericoloso attacco alla democrazia. Chi, pur dicendosi di sinistra, non lo percepisce, o non lo vuole percepire, non comprenderà un elemento decisivo per intervenire sulla realtà del nostro tempo, trasformandola nel senso del progresso sociale. Se l’evoluzione del capitalismo ha portato le classi dominanti a sacrificare gli interessi nazionali ai propri interessi di classe, allora, al contrario, ciò conduce all’identificazione crescente degli interessi dei lavoratori e del popolo con gli interessi nazionali

(João Ferreira, capolista alla elezioni europee per la CDU (verdi+comunisti) in Portogallo, vicepresidente uscente del gruppo Gue/NGL al parlamento europeo

logo-Sel variato

(Logo by Loredana Signorile)

Non sono di SEL, partito tra quelli che peraltro ritengo tra i peggiori oggi esistenti: SEL e Vendola pensano che il massimo di emancipazione possibile sia il matrimonio gay. Il comunismo, per costoro, non è più Marx, ma Vladimir Luxuria. Si tratta, ovviamente, dell’ennesima presa in giro ai danni dei giovani precari, disoccupati e senza diritti sociali: al danno della miseria cui sono costretti dalla struttura capitalistica si aggiunge la beffa della sovrastruttura della sinistra, che ripete loro che l’emancipazione non è la lotta per il lavoro e per i diritti sociali, ma il matrimonio gay, l’eutanasia e magari anche la possibilità di cambiare chirurgicamente sesso. Ad ogni modo, precisato il mio disgusto per SEL (momento culminante del serpentone metamorfico PCI-PDS-DS-PD), do la mia piena solidarietà a Marco Furfaro, volgarmente preso in giro da Barbara Spinelli e dall’orrenda generazione dei Sessantottini, la più sciagurata dal tempo dei Sumeri ad oggi. E’ l’orribile generazione passata dall’universalismo proletario all’universalismo imperialistico con bombardamento etico incorporato. Sto esagerando? Non credo. Si consideri la biografia di Massimo D’Alema e se ne avrà una triste conferma: sì, la biografia di colui che nel 1968 si agitava scompostamente per il proletariato e che nel 1999, altrettanto scompostamente, si agitava in nome del bombardamento del Kossovo. Si tratta di una generazione di falliti e di ‘ultimi uomini’ (Nietzsche) che, non di meno, continua a ipotecare – chissà per quanto tempo ancora – il futuro delle nuove generazioni. L’odierna sinistra sta a Marx e al suo progetto di emancipazione come il banchiere Marcinkus sta al ‘discorso alla montagna’ di Cristo“.

(Diego Fusaro)