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…nelle urne

Grecia, elezioni: vince Tsipras.
Flex.”Al prossimo referendum la domanda sarà: “Ma volete ancora me davvero, o davvero-davvero?”

L’affluenza in Grecia è stata la più bassa dal 1946.
Flex:”E anche allora la causa furono i tedeschi”.

Tsipras:”È la vittoria del popolo greco”.
Flex:”soprattutto di Pirro”.

Le elezioni in Grecia, e l’esistenza di Renzi spiegate in breve. Sindrome di Stoccolma.
(Paolo Barnard)

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votazione finale

Flex:”Israele, vince l’occupazione. È il Jews Act, ispirato al modello tedesco”.

Netanyahu: “Se vinco, non ci sarà nessuno stato palestinese”.
Flex:”Per mancanza di abitanti”.

Se Israele volesse proteggersi dai razzi di Hamas, dovrebbe permettere a Gaza di ricevere cibo, acqua e medicinali per sopravvivere. Questo assicurerebbe a Israele la pace per decenni”. (Efraim Halevy, ex capo del Mossad)

Dal Vangelo secondo Matteo

Renzi: “Nessuno può pensare di trattare sulla legge di Stabilità”. 
Flex:”E che siamo, in democrazia?!
P.S. Anche perché se tratta cade”.

Poi ai sindacati:”Se vogliono fare le leggi si facciano eleggere”.
Flex:”Come ha fatto lui”. 

Le ricette di Renzi…
Flex:”Vaselina quanto basta”.

“Dimostreremo che non è vero che l’Italia e l’Europa sono state distrutte dal liberismo, ma che al contrario il liberismo è un concetto di sinistra, e che le idee degli Zingales, degli Ichino e dei Blair non possono essere dei tratti marginali dell’identità del nostro partito, ma ne devono essere il cuore”. (Matteo Renzi)

Non siamo mai stati così liberi. Non ci siamo mai sentiti così impotenti”. (Z. Bauman)

Oggi ad esempio, molti cittadini, succubi dell’ideologia funzionale alle lobby, se la prendono quasi esclusivamente con la classe politica, rivendicando drastiche riduzioni del loro potere e dei loro benefici. Così facendo, però, non pongono mente al fatto che il grosso del potere e del denaro non è tanto in mano alla classe politica, ma alle grandi lobby, che trattano i politici quasi come loro dipendenti. Più il disagio sociale viene riversato sui politici, più la cittadinanza fatica a scorgere che i veri privilegiati sono altri, che però agiscono dietro le quinte“. (Colin Crouch, “Postdemocrazia, 2003”)

Porgi l’altro rating

Lo spread torna a salire…
Flex:”Ad altezza chiappe”.

Sogno che domenica prossima in Italia, anzichè andare alle urne si andasse sui monti, per sedersi in gruppo, guardarsi negli occhi e dirsi “siamo pronti”. Sogno….
(Samantha Comizzoli)

Dico da mesi che votare per il Parlamento Europeo è non solo un atto inutile, ma è pericoloso per l’Italia.

Tutto il problema, letteralmente TUTTO IL PROBLEMA di quest’Italia massacrata dalla UE è che oggi l’Italia dipende dai MERCATI per avere i soldi con cui nutrirsi. E’ la sciagurata condizione in cui ci ha ficcati l’entrata in Eurozona. Prima no, prima Roma aveva la sua moneta sovrana, se la creava dal sola, si finanziava da sola.

Ma sentite cosa dicono gli speranzosi anti euro italiani che sono corsi come oche a bere a candidarsi per le europee: “Andremo in Parlamento a Strasburgo e daremo un segnale! Grrrrr!”. E mostrano i dentini.

Cazzata detta da questi speranzosi come l’orsacchiotto della Cattolica o la Barbie di due metri, gente che non ha la più pallida idea del fatto che il MERCATO è 300 anni avanti a loro sia come strategia che come potere.

Infatti il MERCATO sta già vendendo a camionate i titoli di Stato proprio dei Paesi con una forte presenza di candidati anti euro, come l’Italia. E cosa succede quando il MERCATO vende i nostri titoli? Che si alza lo spread, che si alza l’interesse che Roma paga per finanziarsi dal MERCATO presso cui E’ COSTRETTA A FINANZIARSI a causa dell’adozione dell’euro, che questo affossa l’economia italiana ancor più, che la UE ci impone altre tasse e tagli ai salari, e che alla fine fottono sempre noi, la gente.

Così l’orsacchiotto e la Barbie saranno a Strasburgo a fare Grrrrrr… coi dentini di fuori, mente tu sarai a Piacenza o a Bari con le mani nei capelli perché il MERCATO ci sta svendendo i titoli di Stato, come detto. Allora, gente, è semplice, ma TANTO SEMPLICE:

L’UNICA COSA CHE HA SENSO FARE NON E’ DI MANDARE ORSACCHIOTTI E BARBIE ANTI EURO AL PARLAMENTO UE, MA…

E’ DI ASSEDIARE LA POLITICA ITALIANA AFFINCHE’ CI PORTI FUORI DALLA DIPENDENZA TOTALE DAL MERCATO

Perché il MERCATO ci fotte sempre, sempre e sempre. Fuori dal MERCATO come? Semplice:

A) voto delle Camere per stracciare i Trattati costituenti l’Eurozona, perché se smolliamo l’Eurozona smolliamo i MERCATI

B) ripresa della nostra sovranità monetaria, così non sarà più Roma a chiedere soldi al MERCATO e a DIPENDERE TOTALMENTE DAI SUOI DIKTAT, ma sarà il MERCATO a chiedere titoli a Roma, e con un bel per favore (come oggi fanno con gli USA O GB).

Tutto il problema, letteralmente TUTTO IL PROBLEMA di quest’Italia massacrata dalla UE è che oggi l’Italia dipende dai MERCATI per avere i soldi con cui nutrirsi. Se li smolliamo, dopo tutto il resto diventa rumore di fondo. E staremo al balcone sereni a fare pernacchie a Strasburgo o a Bruxelles, ma soprattutto ai MERCATI. Fidatevi (parola di Mosler Economics MMT, un secolo di economia per l’Interesse Pubblico).”

(Paolo Barnard)

Straspurgo

Eugenio Scalfari esorta a votare per Shulz e Renzi.
Flex:”…e a dire ’33. 1933″.

Ciò che le elite dei ‘rentiers’ e dei servi dell’Opus Dei hanno creato in Europa è precisamente un percorso di ritorno a condizioni di tale tracollo economico da riportare milioni di persone all’abbruttimento e alla paura delle epoche feudali. La Politica della Carenza non è più Neoliberismo, è Neofeudalesimo“.

(Paolo Barnard, La Politica della Carenza)

Monologhi precari 2

Il PD ha cambiato verso?
Macchè, imita sempre la voce del padrone. (Tomatis)

Flex:”Anche “l’€uropa cambia verso, celochiede grugnendo di gioia”.

“[…] Così come non sono gruppi di com­plot­tari ma decine di par­la­men­tari euro­pei di diversi par­titi e schie­ra­menti che già a giu­gno 2010 sot­to­scri­vono un appello nel quale testual­mente si segnala che «pos­siamo vedere ogni giorno la pres­sione eser­ci­tata dall’industria ban­ca­ria e finan­zia­ria per influen­zare le leggi che li gover­nano. Non c’è nulla di straor­di­na­rio se que­ste imprese fanno cono­scere il pro­prio punto di vista e hanno discus­sioni con i legi­sla­tori. Ma ci sem­bra che l’asimmetria tra il potere di que­sta atti­vità di lobby e la man­canza di una espe­rienza oppo­sta ponga un peri­colo per la democrazia».

[…] Se le isti­tu­zioni euro­pee aves­sero dimo­strato verso il gigan­te­sco casinò finan­zia­rio che ci ha tra­sci­nato nella crisi solo una fra­zione dell’impegno messo per imporre sacri­fici e auste­rità a chi ne ha pagato le con­se­guenze, pro­ba­bil­mente oggi i cit­ta­dini euro­pei sta­reb­bero leg­ger­mente meglio. In una recente inter­vi­sta, Luciano Gal­lino ricorda che «il para­dosso è che la crisi, fino all’inizio del 2010, è stata una crisi delle ban­che. Poi è ini­ziata una straor­di­na­ria ope­ra­zione di mar­ke­ting: si è fatta pas­sare l’idea che il pro­blema fos­sero i debiti pub­blici degli stati». Da oggi riu­sciamo a capire un pò meglio con quali mezzi e risorse tale straor­di­na­ria ope­ra­zione di mar­ke­ting sia stata e con­ti­nui ad essere rea­liz­zata“. (Andrea Baranes, Il Manifesto)