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Ciuff ciuff

Renzi: “L’Italia tornerà ad essere locomotiva”. Con vagoni di slot machine. (Flex)

Tu credi che lo Stato faccia spesa pubblica con i soldi delle tue tasse. Invece sei tu che paghi le tasse con i soldi della spesa pubblica.
E resiste tuttora quella vecchia credenza che si diventa ciechi! (Flex)

Il governo italiano prosegue con la politica di privatizzazioni. Quali saranno i suoi effetti? Stando alle evidenze accumulate in oltre vent’anni, i processi di privatizzazione non generano necessariamente incrementi di efficienza e riduzioni dei prezzi. Anzi, poiché l’azienda privatizzata deve remunerare gli azionisti con un profitto, può persino accadere che i prezzi aumentino anziché diminuire. Se questo è il verso intrapreso per cambiare l’Italia non credo che sia il verso giusto.
[…] In Italia dal 2008 ad oggi abbiamo avuto un crollo dell’occupazione di 1 milione di persone e di oltre 6 milioni in tutti i paesi del sud europa. Rallegrarsi per l’incremento di qualche decina di migliaia di persone grazie al jobs act lascia il tempo che trova. A queste condizioni pensare che con più flessibilità del lavoro si riescano a risolvere i problemi è completamente sbagliato. Dopo anni di politiche di flessibilità gli effetti occupazionali sono devastanti, lo riconoscono le analisi dell’OCSE e persino il capo economista del Fondo Monetario Internazionale
.

(Emiliano Brancaccio, economista)

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deriva(zioni)

Istat, disoccupazione torna a salire: + 0,2% a marzo 2015. Tra i giovani è al 43,1%.
Flex:”…è il famoso contratto a disoccupati crescenti”.

Il governo giustifica il Jobs Act sostenendo che occorre rendere il mercato del lavoro italiano più flessibile, più equo e più simile a quello della Germania. In realtà i dati OCSE mostrano che le riforme Treu, Biagi e Fornero hanno determinato una caduta delle tutele dei lavoratori italiani che è stata addirittura tripla rispetto alla riduzione delle protezioni che nello stesso periodo si è registrata in Germania. Gli indici dell’OCSE mostrano che ormai i lavoratori a tempo indeterminato in Italia sono meno protetti che in Germania. Inoltre, quando si parla di “apartheid” del mercato del lavoro, cioè di un divario tra protetti e precari, bisognerebbe ricordare che in Germania quel divario è triplo rispetto all’Italia. Infine, bisognerebbe smetterla con questa litania secondo cui una maggiore precarizzazione del mercato del lavoro riduce la disoccupazione. Questa tesi è stata seccamente smentita da vent’anni di ricerche empiriche. Dunque il Jobs Act si fonda su tesi false e per questo andrebbe respinto al mittente“. (Emiliano Brancaccio)

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concorso per la flessibilità

Expo, 8 ragazzi su 10 non hanno firmato il contratto a 500 euro al mese.
Flex:”E c’era anche la pausa per le frustate”.

Bertinotti:”Hanno vinto i ricchi”.
Flex:”grazie al gioco di squadra con tanti politici comunisti”.

Renzi:”Italiani non votano con la pancia”. 
Flex:”grazie all’Italiculum anche con le Flatu Renzi”.

Patteggiare una pena è più facile che patteggiare un lavoro con salario dignitoso. (Flex)

Del resto, l’idea che i giovani italiani siano “choosy” entra in contrasto anche con altre evidenze. La Banca d’Italia, per esempio, qualche tempo fa ha rilevato che i giovani laureati italiani tra 24 e 35 anni che hanno accettato lavori a bassa qualifica rispetto ai titoli di studio conseguiti sono il 40 per cento del totale, contro appena il 18 percento in Germania. Insomma, i dati evidenziano che a livello macroeconomico il problema della disoccupazione è in primo luogo un problema di pochi posti di lavoro esistenti. Imputarlo a una scarsa disponibilità a lavorare da parte degli italiani, in particolare dei più giovani, è semplicemente un imbroglio“. (Emiliano Brancaccio)

Banch€ rott€

Riforme, il Governo annuncia che 10 banche popolari diventeranno SPA.
Flex:”Nel senso che SPA…cceranno meglio i propri titoli tossici sui correntisti popolari drogati da iniezioni continue di perdite di liquidità”.

Le politiche economiche europee deprimono i redditi dei paesi più deboli e quindi indeboliscono anche i sistemi bancari di questi paesi. La soluzione dell’Unione bancaria, per come è stata congegnata, prevede una profonda ristrutturazione del settore bancario europeo e l’acquisizione estera o la chiusura di molte banche periferiche. In questo scenario andrebbe letta anche la recente riforma delle banche popolari in Italia. Chi oggi difende le attuali politiche evocando il problema del debito pubblico sembra non voler riconoscere che l’austerity ha depresso il reddito e ha portato alla esplosione del rapporto tra debito pubblico e reddito“. (Emiliano Brancaccio)

Obama: “La crisi è finita. L’America è risorta”. 
Flex:””Dalle ceneri dell’€uropa”.

Dividi et compera

Riforma lavoro, il PD fintamente si divide…
Flex:”I disoccupati realmente si moltiplicano”.

Poletti:”Per investire le aziende hanno bisogno di un clima amico”.
Flex:”Ed alle Cayman si sta da Dio”.

Landini:”Pronti a occupare le fabbriche”. 
Flex:”…cominciando con il togliere le ragnatele”.

Al via i licenziamenti via sms…
Flex:”i sindacati contrariati propongono emoticons gioiosi ed un periodo di sospensione in bozze”.

Il governo giustifica il Jobs Act sostenendo che occorre rendere il mercato del lavoro italiano più flessibile, più equo e più simile a quello della Germania. In realtà i dati OCSE mostrano che le riforme Treu, Biagi e Fornero hanno determinato una caduta delle tutele dei lavoratori italiani che è stata addirittura tripla rispetto alla riduzione delle protezioni che nello stesso periodo si è registrata in Germania. Gli indici dell’OCSE mostrano che ormai i lavoratori a tempo indeterminato in Italia sono meno protetti che in Germania. Inoltre, quando si parla di “apartheid” del mercato del lavoro, cioè di un divario tra protetti e precari, bisognerebbe ricordare che in Germania quel divario è triplo rispetto all’Italia. Infine, bisognerebbe smetterla con questa litania secondo cui una maggiore precarizzazione del mercato del lavoro riduce la disoccupazione. Questa tesi è stata seccamente smentita da vent’anni di ricerche empiriche. Dunque il Jobs Act si fonda su tesi false e per questo andrebbe respinto al mittente. Quanto al Tfr in busta paga, è un’anticipazione che rischia solo di deteriorare ulteriormente i risparmi dei lavoratori e che avrà effetti sulla crescita risibili. E’ l’ennesima dimostrazione che quella di Renzi non è una politica definibile tradizionalmente di “centro”. In realtà il governo segue una linea demagogica e populista“.

(Emiliano Brancaccio, Università del Sannio)

Job Acthung!

Job Act
Flex:”Oltre la flessibilità, la genuflessione”.

Riforma del lavoro, “tutele crescenti in base all’anzianità”.
Flex:”Doveroso garantire un posto fisso a chi è morto”.

Renzi:”Stiamo lavorando moltissimo”,
Flex:”Sennò li licenziano”.

Intanto è spaccatura nel PD tra coloro che difendono il Governo e quelli che difendono il sindacato.
Flex:”Non pervenuta la corrente che difende i lavoratori”.

I leader sindacali chiedono al governo di “ascoltare le parti sociali”.
Flex:”O almeno che faccia finta”.

Renzi:””Sul lavoro vogliamo cittadini tutti uguali”. 
Flex:”Tipo Auschwitz”.

Di fatto, l’unico effetto plausibile dei contratti precari è che essi riducono il potere rivendicativo dei lavoratori e quindi consentono di ridurre i salari. Ma l’idea che abbattendo i salari si esca dalla crisi è anch’essa smentita dai fatti. Lo dimostra la Grecia, che nonostante un vero e proprio crollo delle retribuzioni continua a registrare crescita della disoccupazione e aumenti del debito“. 

(Emiliano Brancaccio – Università del Sannio)

Sbagliando s’impala

Ci fu un tempo in cui si supponeva che ciò che minacciasse l’ordine sociale e le tradizioni di civiltà della cultura occidentale fosse ribellione delle masse. Oggi, invece, sembra che la minaccia principale provenga non dalle masse, ma da coloro che sono ai vertici della gerarchia“.

(Christopher Lasch)

Padoan: “Sulle stime di crescita abbiamo sbagliato tutti. Ora affidiamoci a Draghi”.
Flex:”Che è come passare da Equi Taglia ad Equi Taglieggia. Che è come affidare i fallimenti al Governatore Supremo dei Falliti“.

Ricordiamoci che lo Stato continua a prelevare dall’economia reale più di quanto eroghi, al netto degli interessi. La politica rimane di austerity. E finché rimane di austerity saranno guai“.

(Emiliano Brancaccio, economista)

Se lo Stato fa meno spesa di quando tassa è il privato che fa più spesa di quanto incassa“.

(Paolo Barnard)

Stage degli innocenti

Flex:”È morto, è morto, è morto. Il lavoro è morto. Niente fiori per cortesia, solo stage, stage, stage. Il lavoro è di sinistra, il lavoro è morto. Datori di lavoro li chiamavano una volta, ora bisognerebbe chiamarli datori di stage… il ‘mprenditore andava là dove lo chiamava il lucro, ora è il lucro che lo chiama direttamente al cimiteuro. Business on call center!

Ora è chiaro che ogni impresa non potrà mai avere una visione d’insieme del problema dei salari. L’impresa sa infatti che per generare un aumento di domanda non basterebbe mai il solo aumento dei salari dei suoi lavoratori, ma ci vorrebbe un incremento generalizzato e contestuale dei salari da parte di tutte le imprese. Di conseguenza la singola impresa è indotta sempre a vedere le retribuzioni dei lavoratori solo come costi“.

“[…]Il capitalismo è in primo luogo modo di produzione scoordinato, in cui ogni attore agisce sulla base di una razionalità individuale che può facilmente entrare in contraddizione con la razionalità complessiva del sistema. Il capitalismo è un modo di produzione intrinsecamente conflittuale, in cui per i detentori del capitale può contare di più il mantenimento del potere che non la crescita della ricchezza sociale“.

(E. Brancaccio, economista)

ma keynesà!

Renzi annuncia operazione keynesiana straordinaria di 150 miliardi in cinque anni. “Se cambiano le politiche di rigore…”

Flex:”Rigore c’è quando arbitren Fiscal Compact.
Scavando scavando nella spesa pubblica di breve periodo saremmo tutti morti nel lungo periodo. La Germania ci presterà le pale. I tassi li troveremo entrando nel Fondo, il Redemption Fund“.

Gli auspici renziani di poter ottenere qualcosa nel semestre europeo nella migliore delle ipotesi si tradurranno in concessioni irrisorie rispetto a quanto servirebbe per invertire il trend recessivo, dopo una caduta di 9 punti di Pil dall’inizio della crisi internazionale“.

(Emiliano Brancaccio, economista)

Insomma, il paradigma Lagarde, preannuncia il profilo del nuovo Presidente della Commissione e, insieme, le politiche, certamente neo-classiche, con cui la nuova trojka cercherà di rassicurare il potere finanziario e curare la disoccupazione con bassi salari di masse sempre più precarizzate“. 

(Luciano Barra Caracciolo)

Sinistra Emorragia e Liberismo

Flex:”Il lavoro è di sinistra, il lavoro manca”.

Dietro la nuova dottrina vi è l’idea che l’intera eurozona si salva solo se i paesi periferici, a colpi di precarizzazione del lavoro, riescono ad abbattere i salari, i costi e i prezzi. In questo modo si dovrebbe colmare il divario di competitività rispetto alla Germania e si dovrebbero quindi riequilibrare i rapporti di credito e debito all’interno dell’Unione. La Storia tuttavia ci insegna che in genere questo meccanismo non funziona. Esso infatti impone ai soli paesi debitori il peso del riequilibrio. In questo modo l’intera Unione viene trascinata in una corsa salariale al ribasso che può determinare una deflazione generalizzata e una nuova crisi del debito. E’ la vecchia lezione di Keynes, ma ieri a Berlino sembravano averla dimenticata“.

(Emiliano Brancaccio, economista)

I tentativi di sottomissione delle nazioni in corso nell’UE rappresentano una forma di oppressione di classe che viene esercitata sui lavoratori e i popoli, oltre che un inquietante e pericoloso attacco alla democrazia. Chi, pur dicendosi di sinistra, non lo percepisce, o non lo vuole percepire, non comprenderà un elemento decisivo per intervenire sulla realtà del nostro tempo, trasformandola nel senso del progresso sociale. Se l’evoluzione del capitalismo ha portato le classi dominanti a sacrificare gli interessi nazionali ai propri interessi di classe, allora, al contrario, ciò conduce all’identificazione crescente degli interessi dei lavoratori e del popolo con gli interessi nazionali

(João Ferreira, capolista alla elezioni europee per la CDU (verdi+comunisti) in Portogallo, vicepresidente uscente del gruppo Gue/NGL al parlamento europeo

logo-Sel variato

(Logo by Loredana Signorile)

Non sono di SEL, partito tra quelli che peraltro ritengo tra i peggiori oggi esistenti: SEL e Vendola pensano che il massimo di emancipazione possibile sia il matrimonio gay. Il comunismo, per costoro, non è più Marx, ma Vladimir Luxuria. Si tratta, ovviamente, dell’ennesima presa in giro ai danni dei giovani precari, disoccupati e senza diritti sociali: al danno della miseria cui sono costretti dalla struttura capitalistica si aggiunge la beffa della sovrastruttura della sinistra, che ripete loro che l’emancipazione non è la lotta per il lavoro e per i diritti sociali, ma il matrimonio gay, l’eutanasia e magari anche la possibilità di cambiare chirurgicamente sesso. Ad ogni modo, precisato il mio disgusto per SEL (momento culminante del serpentone metamorfico PCI-PDS-DS-PD), do la mia piena solidarietà a Marco Furfaro, volgarmente preso in giro da Barbara Spinelli e dall’orrenda generazione dei Sessantottini, la più sciagurata dal tempo dei Sumeri ad oggi. E’ l’orribile generazione passata dall’universalismo proletario all’universalismo imperialistico con bombardamento etico incorporato. Sto esagerando? Non credo. Si consideri la biografia di Massimo D’Alema e se ne avrà una triste conferma: sì, la biografia di colui che nel 1968 si agitava scompostamente per il proletariato e che nel 1999, altrettanto scompostamente, si agitava in nome del bombardamento del Kossovo. Si tratta di una generazione di falliti e di ‘ultimi uomini’ (Nietzsche) che, non di meno, continua a ipotecare – chissà per quanto tempo ancora – il futuro delle nuove generazioni. L’odierna sinistra sta a Marx e al suo progetto di emancipazione come il banchiere Marcinkus sta al ‘discorso alla montagna’ di Cristo“.

(Diego Fusaro)