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tirami PIL uno ad uno

Flex:”Eurozona, la macchina della DePILazione profonda e permanente: perché ti Pelo il Peloponneso. E non solo…”

Per una volta riportiamo il dato dei paesi virtuosi in relazione al debito pubblico.

Algeria 8,6% su pil
Angola 27% su pil
Azerbaigian 11,41% su pil
Botswana 14,99% su pil
Guinea Equatoriale 9,12% sul pil
Haiti 16,59% su pil
Lesotho 5,24% su pil
Namibia 27,15% sul pil
Niger 20,40% sul pil
Nigeria 14,68% sul pil
Arabia Saudita 5,49% sul pil
Zambia 27,98% sul pil

Tutti esempi di stati modello ovviamente. (Fabio Di Lenola, Alza il Pugno)

L’euro non è una moneta, ma un sistema di governo il cui fine è la distruzione del vecchio modello europeo, sostituito da quello della privatizzazione selvaggia e dalla soppressione di ogni residuo welfare state“.

(Diego Fusaro)

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il cuore è uno Zingales…

Zingales:”L’euro è una moneta senza eroi e senza Stato”.
Flex:”Parola di Chicago Balls!”.

È una grossa bugia che il popolo italiano abbia votato massivamente per il PD. Gli elettori iscritti a votare erano in totale 50.662.460; il PD avendo preso 11.203.231 di voti significa che solamente il 22% degli italiani lo ha votato, ossia solamente un italiano su 5! I media di regime hanno nascosto, o meglio non hanno evidenziato, come avrebbero dovuto fare, il dato dell’astensionismo: 21.671.202 italiani non si sono recati a votare, 579.353 hanno preferito votare scheda bianca e 959.231 hanno annullato la scheda (Voto nullo); in totale 23.209.786 di italiani sono contrari a tutti i partiti presenti in questa competizione. Ovviamente qualcuno di questi avrebbe voluto voare, ma non è potuto andare magari per una malattia; ma indubbiamente la stragrande maggioranza di questi oltre 23 milioni di italiani non è andato a votare perchè non condivide nessun partito o addirittura non condivide il sistema. Gli italiani che non hanno votato sono più del doppio di coloro che hanno votato per la “Nuova Democrazia Cristiana”, ovvero il PD. E’ un dato di fatto inconfutabile, totalmente sottaciuto dai media di regime.”

(Attilio Folliero, politologo)

La Signora degli Spinelli

Barbara Spinelli: “L’euro ci protegge, prima eravamo completamente dipendenti del marco tedesco e dei Mercati”.

Flex:”L’€urocrazia nasce, difatti, per farci passare dalla fase di dipendenza alla fase di schiavitù”.

10 validi motivi per cui è conveniente abbandonare l’euro per la Nuova Lira.

1) Si potranno abbassare da subito le tasse. “ll dramma dell’euro risiede nel fatto che la sua adozione costringe a politiche pro-cicliche; significa che in un periodo di crisi il governo deve aumentare le tasse, peggiorando cosi la situazione della gente”;

2) si potrà migliorare la situazione ambientale del Paese. “Sarà in grado di adottare quelle politiche di cui beneficia l’ambiente, quindi noi. Lo Stato deve essere in grado di agire nelle aree dove il privato latita perché non vede nessun profitto immediato”;

3) si potranno pagare subito i debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle aziende. “Sarà possibile pagarli immediatamente”;

4) si potrà ridurre il prezzo dei carburanti. “Con la lira le accise diverranno inutili poiché uno Stato a moneta sovrana non si finanzia con le tasse. I soldi non vengono dal tuo portafoglio poiché li crea autonomamente lo Stato. Con l’euro, lo Stato italiano deve prendere in prestito denaro presso le banche come se fosse un qualsiasi privato, e per questo non può essere l’àncora di salvezza nei periodi di crisi”;

5) per eliminare il rischio che l’UE preleverà presto parte dei nostri risparmi. “È questione di tempo. Ora ha eseguito un test a Cipro per valutare la fattibilità. Hanno visto che si può fare, i prossimi potremmo essere noi”;

6) si potranno adottare programmi di piena occupazione. “Verso chiunque sia disposto a lavorare, uomo, donna, disabile, a un reddito lievemente inferiore a quello previsto per la stessa mansione nel settore privato”;

7) si potrà dare il via a miglioramenti strutturali significativi. “In grado di incrementare il benessere di tutti: sistemi fognari e distribuzione idrica, strade, ponti, marciapiedi, inoltre, trasporto pubblico, insegnanti, dottorandi, aule scolastiche, lampioni a efficienza energetica, attrezzature sanitarie, pulizia, sicurezza pubblica, cancellerie dei tribunali, ecc”;

8) potremo abbandonare la strategia neomercantilista dell’export. “Il guadagno reale è dato da tutto ciò che produciamo noi (fino alla piena occupazione) più quello che producono molto meglio soggetti esteri”;

9) lo Stato tornerà a garantire la sicurezza del futuro ai cittadini. “Deve rappresentare la base per eliminare quell’ansia per cui domani potrebbe caderci il mondo addosso”;

10) infine, per tornare all’Italia. “Perché l’Europa e nessun altro continente merita questo scempio. L’Unione Europea non ce lo permetterà mai“.

Fonte: Forexinfo.it

Indurre in tentazione

Uscire dall’euro, una tentazione pericolosa.
Firmatari: Lorenzo Bini Smaghi, Franco Bruni, Marcello De Cecco, Jean-Paul Fitoussi, Marcello Messori, Stefano Micossi, Antonio Padoa Schioppa, Fabrizio Saccomanni, Gianni Toniolo.

Flex:”E così a firmar la svendita non fu solo Napolitano. Tra i neoliberal c’è anche De Cecco che, per l’occasione, recita da Cecco: “S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo, s’i fosse vento, lo tempestarei, s’i fosse acqua, i’ l’annegherei, s’i fosse Dio, mandere il’ en profondo…“.

…E poi, diciamolo (e voi lo sapete), amo Marcello (De Cecco), e sono pure (magari sapete anche questo) amico di Marcello (Messori; anche se, come dire, cavalchiamo in direzioni ostinatamente opposte da un bel po’). Spesso mi piace pure Fitoussi (che di cose da perdonare dagli anni Ottanta ne avrebbe).Epperò, caro Marcello (De Cecco), prima di firmare un appello come questo, con queste persone, dicendo (anche) cose del genere (che tu per primo ci hai insegnato a mettere in dubbio), beh, io piuttosto mi rinchiudo in convento“. (Riccardo Bellofiore, economista)

Mercati, l’involuzione dell’umanità

Unire tutte le forze contro il capitale“. (Gramsci, La tesi di Lione 1921)

Flex:”Unire la cultura dell’amor patrio, frenata dell’eccesso nazionalismo e la cultura della socialità, frenata dell’eccesso moralismo. Unire le forze produttive regolate dell’eccesso di egoismo menefreghista e avidità speculativa accumulativa e le forze sociali lavorative, regolate dell’impeto vendicativo, moralistico e profuso di antitalianità. Uniti per la sempre eterna lotta di classe: quella contro le elite finanziarie capitaliste globali che pianificano, governano e dominano le nostre vite. Per una società di popoli pienamente eguali liberi e sovrani.

Oggi, pertanto, l’unica dicotomia valida nello scenario post moderno è tra chi è favorevole all’euro e al processo di globalizzazione capitalistica e chi rifiuta il fanatismo del mercato e dell’Ecoonomia, chi rifiuta il ‘cretinismo economico’, ridando vita alle parole di Gramsci. I politici di oggi non si dividono più per ideali, ma per cretinismo economico, variamente modulato: cifre diverse, ma sempre identica la visione delle cose: totale accettazione e sudditanza assoluta alla finanza e all’economia. Bisognerà, pertanto, unire tutte le forze contro l’euro, non per tornare ai nazionalismi del passato, ma per perseguire l’ideale, il sogno desto, di un’altra Europa. Un’Europa fatta di popoli eguali, liberi, fraterni e sovrani, in cui ci sia il primato della Politica, cioè della vera politica popolare e non quella odierna della centralità del Mercato. USCIRE DALL’EURO, quindi, per riconquistare la nostra sovranità, tesi fra l’altro già espressa in passato dallo stesso Gramsci, il quale aveva intuito, pur non esistendo ai suoi tempi l’eurocrazia, la via del nazional popolare come rimedio di uscita daii nessi di forza capitalistici.

In conclusione cito Eraclito: ‘Più dell’incendio bisogna spegnere la dismisura.“. (Diego Fusaro, filosofo)

La storia eravamo noi…

“Abolire l’euro vuol dire, a medio termine, far sparire l’Italia dalla faccia della Terra”. (Giovanni Minoli)

Flex:”Che poi è il piano a medio termine del governo Renzi(e), amato dai pacifici neoliberali e neomercantilisti europei e transnazionali”.

“Il primo colpo storico contro l’Italia lo mette a segno Carlo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica, incalzato dall’allora ministro Beniamino Andreatta, maestro di Enrico Letta e “nonno” della Grande Privatizzazione che ha smantellato l’industria statale italiana, temutissima da Germania e Francia. E’ il 1981: Andreatta propone di sganciare la Banca d’Italia dal Tesoro, e Ciampi esegue. Obiettivo: impedire alla banca centrale di continuare a finanziare lo Stato, come fanno le altre banche centrali sovrane del mondo, a cominciare da quella inglese.Il secondo colpo, quello del ko, arriva otto anno dopo, quando crolla il Muro di Berlino. La Germania si gioca la riunificazione, a spese della sopravvivenza dell’Italia come potenza industriale: ricattati dai francesi, per riconquistare l’Est i tedeschi accettano di rinunciare al marco e aderire all’euro, a patto che il nuovo assetto europeo elimini dalla scena il loro concorrente più pericoloso: noi. A Roma non mancano complici: pur di togliere il potere sovrano dalle mani della “casta” corrotta della Prima Repubblica, c’è chi è pronto a sacrificare l’Italia all’Europa “tedesca”, naturalmente all’insaputa degli italiani“. (Nino Galloni, economista e funzionario del Ministero del Tesoro negli anni ’80)

Grana padana

Lega Nord, il nuovo simbolo per le europee conterrà la scritta:”Basta Euro”.

Flex:”ma solo per i tèrun e gli extracomunitari. I più acuti ci fanno sapere che la lega è eurocritica, ma non euroscettica. Il nuovo slogan pare serva per rinvigorire il moscio e obdoleto celodurismo, e per negoziare a pieno titolo la macro regione padana nella culonia tedesca. E come resto magre regioni divampano”.

“Macroregione alpina, macroregione ionico-adriatica e tante altre belle iniziative. Qualcuno coglierà la convenienza politica “localizzabile”: sganciarsi dalle aree più deboli di uno stesso Stato nazionale e navigare nella “flotta veloce” della competitività; illudendosi che il processo, basato sul liberismo della moneta unica, possa mai aver fine. Ed infatti, da lungo tempo, a Confindustria l’idea piace: e lo ribadiscono, con l’idea della Confindustria autonoma del Nord-est… nella macroregione europea… delle Alpi (oltre il Brennero). E, naturalmente, in chiave di “competitività” da recuperare, MA SENZA MAI RINUNCIARE ALL’EURO e senza mai menzionare come in concreto la macroregione dovrebbe recuperare i “20 punti”, Confindustria lo ribadisce anche oggi. Ma così, lanciando ciambelle di salvataggio selettive, fluide e ben collegate al settore privato, riusciranno a “spaccare” definitivamente la sovranità democratica delle Costituzioni nazionali. E a mandarle in soffitta con tutti i diritti fondamentali… non competitivi”. (Luciano Barra Caracciolo, blog)