Archivi tag: femminismo

andare a puttani

Laura Boldrini: “Ruolo o incarichi delle donne vanno declinati al femminile, si deve dire la presidente, la ministra, la deputata, e così via”.
Flex:”E quindi, analogamente, si dovrà dire il geometro, il pediatro, il poeto, il commercialisto, l’infermiero, l’igienisto dentalo, il troione, lo zoccolo, il puttano, e così via… E Renzi come va chiamato? la Pippa o il Pippa?”.

Il reddito della Boldrini passa da 6mila a 115mila euro. 
Flex:”Alla faccia della cazza”.

Il modo in cui oggi il capitalismo affronta la questione femminile è fondato su una mescolanza di maschilismo e femminismo. Lungi dall’essere opposte, queste determinazioni sono del tutto complementari. Il profilo “maschi­lista” prevale nel processo di accesso del sesso femminile a tutti i ruoli possibili all’interno della produzione capitalistica. Questo profilo semplicemente inserisce nei tradizio­nali ruoli maschili esseri androgini di entrambi i sessi. Il profilo “femminista”, che nulla ha a che fare con il vecchio e nobile processo di emancipazione femminile del perio­do eroico borghese e socialista, tende ad un vero e proprio obiettivo strategico della produzione capitalistica, la guer­ra fra i sessi e la correlata diminuzione della solidarietà fra maschi e femmine. Per questa ragione, sono veramente illusi coloro (penso a Immanuel Wallerstein) che inserisco­no il femminismo nel novero dei cosiddetti movimenti “antisistemici” e anticapitalistici. Al contrario, il femmini­smo rappresenta una delle correnti meno comunitarie e più organiche al capitalismo che esistano. Questa tesi può sembrare scandalosa e perciò occorre dilungarsi un po’ per motivarla. A questo scopo, bisogna risalire ab ovo, cioè agli inizi del processo storico (a mio avviso innegabile) di subordinazione del sesso femminile all’ordine maschile della società. (Costanzo Preve)

FacebookTwitterGoogle+Condividi