Archivi tag: finanziarizzazione

Le sfere di Draghi

Draghi: “Forze dell’economia globale cospirano per tenere bassa l’inflazione, ma la BCE reagirà”. Con una bolla energetica. (Flex)

Lo studio del denaro è quella branca del sapere dove la complessità viene usata per nascondere la verità, non per rivelarla”. (JOHN KENNETH GALBRAITH)

Cgia, l’81% delle sofferenze bancarie è generato dai grandi gruppi.
Oligopolio di ricino. (Emiliano Galati)

DRAGONERIE

FacebookTwitterGoogle+Condividi

…luoghi comuni

Guai not e cantonate varie…

Cantone: “Milano capitale morale”.
Flex:”della ‘Ndrangheta”.

Roma, Marino ritira le dimissioni
Flex:”ritornando sui suoi pasti”.

De Magistris:”Napoli città derenzizzata”.
flex:”Il problema è che rimane Demagistrizzata in una regione Deluchizzata”.

Legge-di-Stabilità-2012-2014

La spoliazione degli enti locali è naturalmente avviata da almeno un quindicennio e vi hanno concorso diversi fattori. Il primo è stato il Patto di Stabilità e Crescita interno, ovvero le diverse misure, annualmente stabilite, per far concorrere gli enti locali agli obiettivi di stabilità finanziaria stabiliti dallo Stato in accordo con l’Unione Europea. Quel patto ha visto in una prima fase una durissima contrazione delle possibilità di assunzione del personale da parte degli enti locali, riducendone drasticamente la qualità del servizio e contribuendo in questo modo a costruire una campagna ideologica sull’inefficienza del “pubblico”; in un secondo momento è finita sotto attacco la possibilità e la capacità di investimento da parte degli enti locali che, con l’alibi di non doversi indebitare, sono stati costretti e ridurre al lumicino le opere da realizzare; infine, nell’attualità, perfino la capacità di spesa corrente trova draconiane limitazioni, mettendo definitivamente a rischio il funzionamento stesso degli enti locali. Classificati da ora in avanti in “virtuosi” e “non virtuosi”, gli enti locali saranno costretti, per entrare nella prima categoria, ad aumentare le tasse locali e le tariffe, a ridurre ulteriormente l’occupazione, a dismettere il patrimonio pubblico e a privatizzare i servizi pubblici locali. (Marco Bersani)

Il paziente inglese

Flex:”Solo il capitale paziente (spesa funzionale pubblica) può indurre il capitale impaziente (finanza privata e mercati) a limitare e frenare la sua schizofrenia affaristico speculativa. Per un pieno impiego “paziente” per lavoro, attività produttive e politiche industriali sostenibili di lungo periodo”.

Se lo Stato non fa più spesa pubblica di quanto tassa è il privato che deve spendere più di quanto incassa“. (Paolo Barnard)

Lo Stato Innovatore

L’impresa privata è considerata da tutti una forza innovativa, mentre lo Stato è bollato come una forza inerziale, troppo grosso e pesante per fungere da motore dinamico. Lo scopo del libro ‘Lo Stato Innovatore’ è smontare questo mito.

Chi è l’imprenditore più audace, l’innovatore più prolifico? Chi finanzia la ricerca che produce le tecnologie più rivoluzionarie? Qual è il motore dinamico di settori come la green economy, le telecomunicazioni, le nanotecnologie, la farmaceutica? Lo Stato. È lo Stato, nelle economie più avanzate, a farsi carico del rischio d’investimento iniziale all’origine delle nuove tecnologie. È lo Stato, attraverso fondi decentralizzati, a finanziare ampiamente lo sviluppo di nuovi prodotti fino alla commercializzazione. E ancora: è lo Stato il creatore di tecnologie rivoluzionarie come quelle che rendono l’iPhone così ‘smart’: internet, touch screen e gps. Ed è lo Stato a giocare il ruolo più importante nel finanziare la rivoluzione verde delle energie alternative. Ma se lo Stato è il maggior innovatore, perché allora tutti i profitti provenienti da un rischio collettivo finiscono ai privati?

L’elemento che più di tutti ha fatto da traino alla speculazione è stato il timore dei mercati obbligazionari che i prestiti potessero non essere restituiti. Il Regno Unito, nonostante un tasso di crescita molto basso, fino a questo momento è stato risparmiato dai mercati per il semplice fatto che dispone di una Banca centrale pronta a intervenire come prestatore di ultima istanza (e che non è insolvente dal XV secolo). Fino a quando la Bce non assumerà con decisione questo ruolo, la speculazione non si fermerà, anche se venisse trovata una soluzione alle problematiche descritte finora. Detto questo, è il caso di ricordare anche che le misure di quantitative easing (alleggerimento quantitativo), messe in atto dalle banche centrali nazionali o dalla Bce, non sono riuscite più di tanto a rimettere in moto la spesa e gli investimenti in Europa, perché il denaro creato è rimasto ammassato nei forzieri delle banche e delle imprese (con grossi surplus finanziari nella maggior parte dei paesi). La fiducia e gli spiriti animali degli investitori cresceranno solo quando ripartiranno gli investimenti produttivi, trasformando l’Europa in un attraente snodo di competitività per un ampio ventaglio di settori, con ogni paese consapevole dei propri legami con gli altri“.

(Mariana Mazzucato, economista consulente del governo britannico)