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il LOBBOtico

Flex:”Renzi in Giappone:”cazzata rotante!!!”

Renzi:”L’Italia è ripartita, lo dicono i dati”.
Flex:”…della rettoscopia”

Renzi ai sindaci: facciamo di più per le città.
Flex:”Lui, per esempio, si è dimesso”.

Torna a calare la produzione industriale a giugno sia rispetto al mese precedente dell’1,1%, sia rispetto allo scorso anno dello 0,3%.” (ansa.it)

Renzi a Tokio: “Porteremo riforme fino in fondo”.
Flex:”Tanto ormai non sentiamo più niente”.

Per ripetermi (per l’ennesima volta):una regola di base della macroeconomia è che la spesa è uguale al reddito, che incide sulla produzione e sull’occupazione. La spesa di qualcuno è il reddito di qualcun altro. Ci deve essere la crescita della spesa per far crescere il reddito e la produzione.
Se c’è disoccupazione significa che la spesa totale non è sufficiente a generare abbastanza produzione e quindi posti di lavoro per soddisfare la richiesta di lavoro dei disoccupati. La soluzione è sempre che il governo o aumenti direttamente la spesa per far salire le vendite nel settore privato e stimolare ulteriormente il reddito e/o abbassi le tasse, il che porterebbe ad una maggiore spesa privata…
“. (Bill Mitchell – economista)

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scusate l’anticipo

Supertreno giapponese da 603 km/h.
Flex:”corre alla velocità del loro debito pubblico”.

Non vi è alcuna legge naturale che impedisca allo stato di spendere a deficit. I soli limiti possibili alla spesa a deficit sono di natura politica ed istituzionale. Il deficit pubblico, quello realizzato dal settore governativo, corrisponde al surplus del settore non governativo (famiglie ed imprese). É la situazione in cui famiglie ed imprese guadagnano più delle tasse da pagare il che è sinonimo di un aumento di risparmio privato, e dunque, di potere d’acquisto. Per questo un aumento di deficit pubblico rimuove le restrizioni per consumi ed investimenti, ergo per la crescita del settore privato“. (Warren Mosler)