Archivi tag: globalizzazione

Schoolonizzazione

A giugno maturità in inglese. Una materia sarà insegnata in lingua.
Flex:”Hello PIIGS, do you speck english?
Con la riforma renziana la SSIS diventerà Shish“.

La grande novità è che dal prossimo anno vogliono fare sì che la maturità per i liceali italiani sia in inglese. O tempora, o mores! La peccaminosità è compiuta, e pure il rincoglionimento generalizzato. La vergognosa coazione all’adattamento all’inglese come sola lingua consentita è il prodotto dell’orrida globalizzazione promossa da banchieri apolidi, politici cinici e dall’Internazionale liberal-finanziaria. La globalizzazione uccide i popoli e le culture, le identità e il diritto alla differenza. Produce solo livellamento e omogeneizzazione, conformismo e cretinismo generalizzato. Chi non si oppone è connivente con l’insensatezza in atto. Occorre ribellarsi e continuare ostinatamente a parlare la lingua di Dante e di Croce, di Gentile e di Gramsci, contro i criminali che ci vogliono imporre l’inglese! Non neghiamo l’evidente: un italiano che in Italia tra Italiani parla inglese è un coglione, ancor prima che un criminale.

(Diego Fusaro)

FacebookTwitterGoogle+Condividi

‘O Saraceno…

M5S:”Attenti al grano saraceno, rovina il made in Italy”.
Flex:”viene qui e ci ruba il Mulino Bianco!
In passato la Lega contro il Miglio ed il PD da sempre contro il cum grano salis. Tutta farina del loro sacco. Movimenti e partiti che vivono di troppe segale mentali. All’Accademia della Crusca evidentemente non gli insegnano nulla riguardo ai trattati neoliberisti di libero scambio e sui processi di globalizzazione ultracapitalistica”.

Se terrorizzo milioni di pensionati, demonizzo milioni di pubblici dipendenti,  prometto il taglio di 200 miliardi della spesa pubblica, e lascio passare una posizione che sull’€uro è tra l’agnostico e il favorevole (“non è il vero problema”), la gente sceglie il male minore, non il “bizzarro” urlato.
Questa opposizione, insomma, avrà in definitiva svolto il ruolo di rendere accettabili – come compromessi limitativi del danno -, a masse mediaticamente condizionate da “debito-pubblico-castacorruzione-spesapubblica-improduttiva-brutto”, soluzioni di:
– ulteriore spending review pro-ciclica, 
– deflazione salariale reale, in primis nel pubblico impiego,
– persino tagli di tale personale, connessi alla destrutturazione indifferenziata di funzioni pubbliche e organizzazione, (sostenuta senza la minima contezza giuridico-economica delle conseguenze sulla qualità di vita dei cittadini): la famosa “burocrazia” causa principale della recessione, id est, del mancato investitore estero…;
– riduzione ulteriore di un sistema pensionistico che in realtà èfinanziariamente un “attivo” per il bilancio dello Stato ed uno dei più sostenibili in Europa;
– accettazione, implicita ma necessaria, della irreversibilità del PAREGGIO DI BILANCIO, accreditando l’idea che ogni “grande riforma”, tipo l’hayekiano reddito di cittadinanza, debba essere finanziata con pari tagli e tasse, aggiuntivi alla situazione di un’Italia stremata da una crisi valutario-commerciale e (come conseguenza) fiscale, che hanno prima compresso e poi distrutto la domanda interna. 

La potenza, condizionante e attrattiva di consenso, dello slogan-pernosuddetto (“debitopubblico..brutto”), impostoci mediaticamente come pensiero unico “edificante” (e addirittura coraggiosamente “impegnato”), ha determinato dunque un connubio-competizione “al rialzo” (su tale stesso perno) tra maggior partito di governo e maggior partito di opposizione“.

(Luciano Barra Caracciolo)

Global Markette

Joseph Stiglitz e la globalizzazione:”Abbiamo gestito male il mercato e la globalizzazione”.
Flex:”confermando la grande capacità degli economisti ‘falchi e colombe del deficit’ (cit. Stephanie Kelton) di prevedere bene il passato. Sono pagati per questo, anche per le consulenze future”.

La sfida della globalizzazione ha voluto dire di fatto l’adattamento supino alla globalizzazione. Non esiste una globalizzazione buona, virtuosa, o l’altermondialismo per gonzi politicamente corretti. Globalizzazione significa lavoro flessibile e precario, decentramento produttivo, speculazione finanziaria, privatizzazione tendenziale di tutta la sanità e di tutta l’educazione pubblica. I comportamenti della giunta Draghi-Monti-Napolitano sono sotto gli occhi di tutti, almeno di quelli che non si lasciano distrarre dall’avanspettacolo del Trota e della Santanchè. Hanno aumentato l’età pensionabile, arriverà la mazzata dell’IMU, ma siamo appena agli antipasti. Sotto attacco ci stanno la sanità e l’educazione pubbliche. Il modello è quello americano, perché la globalizzazione tendenzialmente ha un solo modello: assicurazioni sanitarie private ed educazione privata a pagamento. Paesi scandinavi e Cina resisteranno per un poco, ma non possono farlo a lungo. La primavera araba cosiddetta ha liquidato l’autonomia dell’intero mondo arabo, consegnandolo a un pool di sceicchi sauditi e di fratelli musulmani insaporiti di salafismo“.

(Costanzo Preve, anno 2012)

(in)Globalizzazione

Von Rompuy “L’intero territorio europeo a parte la Russia verrà inglobato nell’Ue. Non so se c’è il sostegno dell’opinione pubblica, ma lo faremo lo stesso”.

Flex:”Inglobalizzazione, variante europea della globalizzazione. Principio meglio noto come democrazia dirotta dall’Alto. La Russia per ora esclusa. Si sa che l’esportazione di democrazia necessita di politici importatori e di ucraini impoveriti”.

Washington vuole indebolire Mosca economicamente tagliando le sue vendite di gas naturale, erodendo al contempo la sua capacità di difesa ed i suoi interessi. Gli Stati Uniti non vogliono un’Europa integrata economicamente con l’Asia. L’alleanza di fatto UE-Russia è una minaccia esplicita all’egemonia globale degli Stati Uniti“.

(Mike Whitney, counterpunch.org)

I valori tradizionali neofeudali sono:
A) sottomissione delle “masse ignoranti” alla superiore saggezza delle elite non-elette, che le governa attraverso istituzioni SOVRANAZIONALI rette da tecnocrati fedeli ai Tradizionalisti Neofeudali (vi dice già qualcosa….?).
B) una vita di permanente povertà o scarsità delle “masse ignoranti” per non alzare troppo la testa sopra il regno della Chiesa vaticana, fedele alleata della restaurazione del GIUSTO ORDINE.
C) da quella scarsità doveva venire paura e insicurezza continua delle “masse ignoranti” per cementare tutto ciò. Un esempio concreto: essi pensarono che con “masse ignoranti” rese benestanti ‘alla americana’ non sarebbe più stato possibile spedire milioni di poveracci a crepare come maiali al macello nelle trincee di una guerra Neofeudale (I Guerra Mondiale), o in avventure coloniali dello stesso stampo, non sarebbe più stato possibile estrarre manodopera della gleba per i loro conglomerati industriali.

(Paolo Barnard)

Boldrin(i)

Laura Boldrini: “La precarietà sarà il nostro futuro stile di vita”.

Flex:”Un futuro con stile, senza vita… Ognuno secondo le sue competenze, a ognuno secondo i bisogni della flessibilità”.

La chiamano “flessibilità” questa morte lenta, come i nazisti chiamavano “fare doccia” lo Zyklon B. (Tomatis)

Messaggio di Renzi ad un precario: “Stai sereno” (Tomatis)

…Non si può, del resto, chiedere troppo a un partito come SEL: un partito che fa dell’antifascismo in completa assenza del fascismo l’alibi per accettare silenziosamente la contraddizione capitalistica e i rapporti di forza egemonici; che illude il suo elettorato che il massimo grado di emancipazione possibile sia il matrimonio gay e la libertà ‘transgender’; che pensa che il nemico oggi sia il comico Beppe Grillo e non la finanza internazionale che svuota la sovranità democratica degli Stati e produce genocidi finanziari come quello che si sta abbattendo sul popolo greco. Il primo compito di un comunista, diceva Louis Althusser, è quello di non raccontare e di non raccontarsi delle storie. Anche in questo, signora Boldrini, emerge nitidamente il vostro disinvolto transito, armi e bagagli, dalla lotta contro il capitale alla lotta per il capitale“.

(Diego Fusaro, filosofo)

L’alternativa alla precarietà, i programmi di PIENA OCCUPAZIONE con Finanza Funzionale pubblica.

Ma sociologi e scienziati politici evidenzierebbero anche questi altri elementi, che sono altrettanto preponderanti e che vengono praticamente sempre ignorati dagli economisti. Ok, li elencherò brevemente: povertà, emarginazione sociale, crimine, deterioramento sociale (perché la disoccupazione è solitamente concentrata a livello regionale e tutti gli americani sono consapevoli del fatto che si possono identificare zone del paese che soffrono, a causa della disoccupazione, in misura maggiore rispetto ad altre), questioni di sanità pubblica, disgregazione delle famiglie, abbandoni degli studi. Si insomma, tutto questo è parte integrante di tutta la letteratura al di fuori dell’economia ed incentiva violenza, ostilità etnica e persino terrorismo. Si è verificata la perdita di capitale umano, perché quando le persone sono disoccupate per un lungo periodo di tempo diventano inidonei al lavoro, in parte perché cambiano a livello comportamentale, ma anche a causa del modo in cui vengono percepiti dai potenziali datori di lavoro. Sei disoccupato da due anni, non me la sento di scommettere su di te. Quindi, che si tratti di una perdita di capitale umano effettiva o di una perdita di capitale solo percepita come tale, impedirà a queste persone di avere le stesse opportunità che avrebbero potuto avere se il nostro paese non si trovasse da due anni in questa fase delicata. Ok, isteresi: i disoccupati da lungo tempo diventano inidonei al lavoro per tutta la serie di cose che sto menzionando. Diventi senza tetto e questo avrà un impatto enorme sulla tua capacità lavorativa”.

(Randall Wray, economista MMT)

ballando il TTIP

Flex:”Senza lacci e lacciuoli, liberatevi ballando il TTIP (Tip Tap Infinocchiamento Popoli), il global (in)corporation dancing USA e UE. E per tutti noi dj Commissione Europea”.

Cos’è il TTIP(Transatlantic Trade Investment Partnership)?

Ricordate la prefazione che ho fatto sul 1999, il WTO e le regole del commercio a favore delle Corporations e a sfavore del pubblico? Vi ho detto sopra di badare a questo passaggio: la multinazionale poteva chiedere al governo USA di denunciare Roma al tribunale del WTO, per ottenere l’abolizione della legge italiana, ritenuta ‘una barriera’ al Libero Commercio, al Libero Profitto, ai diritti delle Corporations. Ok? Cioè, DOVEVA ESSERE IL GOVERNO AMERICANO A FAR CAUSA AL GOVERNO ITALIANO, LA MULTINAZIONALE NON POTEVA FARLO DIRETTAMENTE…
… Ora questo è drammaticamente, catastroficamente cambiato nel TTIP. Ora…
… POTRANNO ESSERE LE CORPORATIONS STESSE A FARE CAUSA A INTERE NAZIONI se ritengono che i Parlamenti di quelle nazioni hanno legiferato nell’Interesse Pubblico e non nel loro interesse. Ci si rende conto di cosa significa questo?
Significa che abbiamo centinaia di multinazionali che possono aggredire con cause costosissime il nostro Paese (gli studi legali per questo tipo di affari prendono parcelle da 3.000 euro al giorno per ciascun avvocato e sono in media una quindicina, per tempi biblici, e moltiplicateli per una pioggia di cause infinita) senza limiti di sorta, imponendoci spese di Stato rovinose, e di fronte alle quali un governo finisce quasi sempre per cedere e cambiare la legislazione d’Interesse Pubblico. Questo significa. E il ricatto è micidiale anche perché, si badi bene, con il dogma economico Neoclassico (vedi Eurozona) non è più lo Stato che può intervenire con la sua spesa a dar lavoro, reddito e protezione a cittadini e aziende. Oggi quel ‘pane’ a tutti ce lo danno i MERCATI, cioè quelle Corporations di beni e finanza, per cui esse ci infilano anche la minaccia che se perdono le cause ritireranno gli investimenti (il pane) dalle nostre tavole nazionali e noi siamo fottuti. Già a questo stadio un governo finisce per cedere. Ma c’è di peggio.
Il TTIP prevede che le Corporations possano indire queste cause PRESSO TRIBUNALI OFF-SHORE, cioè non europei, dove difendersi è tutto un altro film, capite?
In tutti gli aspetti del vivere governati, o anche solo lambiti, dai commerci di beni e servizi, il TTIP può divenire letale per famiglie, cittadini, piccole medie aziende, democrazia e Stato stesso. Ancora un’altra mazzata catastrofica all’idea di Mondo Migliore che tanti di noi sognavano o sognano per i propri bambini. Noi che sappiamo queste cose, noi che capiamo cosa fa e come si comporta il Vero Potere, noi che Renzi, i tagli Irpef, le europee, Grillo, Confindustria e i sindacati sappiamo essere fuffa, zero, nulla in grado di proteggerci da nulla
“. (Paolo Barnard, giornalista)

Mercati, l’involuzione dell’umanità

Unire tutte le forze contro il capitale“. (Gramsci, La tesi di Lione 1921)

Flex:”Unire la cultura dell’amor patrio, frenata dell’eccesso nazionalismo e la cultura della socialità, frenata dell’eccesso moralismo. Unire le forze produttive regolate dell’eccesso di egoismo menefreghista e avidità speculativa accumulativa e le forze sociali lavorative, regolate dell’impeto vendicativo, moralistico e profuso di antitalianità. Uniti per la sempre eterna lotta di classe: quella contro le elite finanziarie capitaliste globali che pianificano, governano e dominano le nostre vite. Per una società di popoli pienamente eguali liberi e sovrani.

Oggi, pertanto, l’unica dicotomia valida nello scenario post moderno è tra chi è favorevole all’euro e al processo di globalizzazione capitalistica e chi rifiuta il fanatismo del mercato e dell’Ecoonomia, chi rifiuta il ‘cretinismo economico’, ridando vita alle parole di Gramsci. I politici di oggi non si dividono più per ideali, ma per cretinismo economico, variamente modulato: cifre diverse, ma sempre identica la visione delle cose: totale accettazione e sudditanza assoluta alla finanza e all’economia. Bisognerà, pertanto, unire tutte le forze contro l’euro, non per tornare ai nazionalismi del passato, ma per perseguire l’ideale, il sogno desto, di un’altra Europa. Un’Europa fatta di popoli eguali, liberi, fraterni e sovrani, in cui ci sia il primato della Politica, cioè della vera politica popolare e non quella odierna della centralità del Mercato. USCIRE DALL’EURO, quindi, per riconquistare la nostra sovranità, tesi fra l’altro già espressa in passato dallo stesso Gramsci, il quale aveva intuito, pur non esistendo ai suoi tempi l’eurocrazia, la via del nazional popolare come rimedio di uscita daii nessi di forza capitalistici.

In conclusione cito Eraclito: ‘Più dell’incendio bisogna spegnere la dismisura.“. (Diego Fusaro, filosofo)