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Dal Vangelo secondo Matteo

Renzi: “Nessuno può pensare di trattare sulla legge di Stabilità”. 
Flex:”E che siamo, in democrazia?!
P.S. Anche perché se tratta cade”.

Poi ai sindacati:”Se vogliono fare le leggi si facciano eleggere”.
Flex:”Come ha fatto lui”. 

Le ricette di Renzi…
Flex:”Vaselina quanto basta”.

“Dimostreremo che non è vero che l’Italia e l’Europa sono state distrutte dal liberismo, ma che al contrario il liberismo è un concetto di sinistra, e che le idee degli Zingales, degli Ichino e dei Blair non possono essere dei tratti marginali dell’identità del nostro partito, ma ne devono essere il cuore”. (Matteo Renzi)

Non siamo mai stati così liberi. Non ci siamo mai sentiti così impotenti”. (Z. Bauman)

Oggi ad esempio, molti cittadini, succubi dell’ideologia funzionale alle lobby, se la prendono quasi esclusivamente con la classe politica, rivendicando drastiche riduzioni del loro potere e dei loro benefici. Così facendo, però, non pongono mente al fatto che il grosso del potere e del denaro non è tanto in mano alla classe politica, ma alle grandi lobby, che trattano i politici quasi come loro dipendenti. Più il disagio sociale viene riversato sui politici, più la cittadinanza fatica a scorgere che i veri privilegiati sono altri, che però agiscono dietro le quinte“. (Colin Crouch, “Postdemocrazia, 2003”)

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Là, sui conti del Tirole

Premio Nobel per l’economia al francese Jean Tirole
Flex:”Ha scoperto che la mano invisibile ha il Parkinson. E la cura sta nella neuroeconomia!”.

Deregulation a ogni livello e neuroeconomia…
Ma la cosa più pericolosa, secondo Geneviève Azam, maître de conférence in Economia, e pure lei membro di Attac, è l’orientamento di Jean Tirole verso la neuroeconomia. «L’obiettivo di questa corrente di pensiero è di fondere tutte le scienze cognitive con l’economia». Si tratta di un approccio che Jean-Marie Harribey descrive nel dettaglio: «Di fronte al loro monumentale fallimento, una parte degli economisti neo-liberali sta cercando di incorporare le scienze cognitive all’interno della loro dottrina per fondare un’economia dei comportamenti». In sostanza, «si tratta di applicare il modello della razionalità economica all’insieme delle scelte che un essere umano fa nel corso della sua vita, prendendo in conto esclusivamente la loro dimensione economica
“.

(Gregoyre Souchay)

La satira di Pawel Kuczynski

La leva nuovista del ‘75

Matteo campeggia coi bla bla in televisione,
al PD “Cambia verso“, ma è sempre voce del Padrone
Gira la ruota comprando vocali,
E’ il Bomba, le spara sui giornali.

Matteo s’atteggia che sembra un uomo,
la mano in tasca e postura dura,
è il nuovo che avanza dalla nomenklatura…

Ma Matteo non aver paura di stracciare la Costituzione,
non è mica da questi particolari che si giudica un ‘rottamatore’,
un ‘rottamatore’ lo vedi dall’arrivismo, dalla retorica e dall’ipocrisia.

E chissà quanti ne hai postati e quanti ne posterai
di tweet inutili con cui ti esalterai
appendendo la falce a qualche tipo di muro
te la ridi dentro a un bar,

Bimbominkia dei Mercati
che non bisogna fare arrabbiare mai!
Chissà quanti ne hai serviti,
chissà quanti ne servirai.

Matteo capì fin dal primo momento,
che la Troika lo faceva contento
decreti legge e riforma strutturale
per svendere d’urgenza lo Stivale.

Prese un partito che sembrava sfigato,
dal predellino lui lo aveva annunciato,
Disse a Bersani: “Son qui a rottamare,
Il servo dei Mercati si può fare!”

Matteo non aver paura di adottare misure di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un rottamatore,
un rottamatore lo vedi dall’arrivismo, dalla retorica e dall’ipocrisia.

Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
come il nano apparirà tra vuote rosa culi e tette.

(Fiore Ranauro, in arte Flex)

Occorreva attuare la cosiddetta “rivoluzione liberista”, ossia la privatizzazione neoliberale dell’intera società, con aziendalizzazione del sociale, rimozione del diritti sociali (sostituiti dai diritti civili innalzati a soli diritti esistenti), distruzione della politica, sostituzione dei politici con maggiordomi della finanza e del vecchio capitalismo europeo dotato di welfare state con il capitalismo selvaggio americano senza diritti e garanzie.

Questo fece Mani Pulite, con buona pace delle grandi narrazioni ripetute urbi et orbi dalla propaganda ufficiale. Mani Pulite fu un colpo di Stato giudiziario ed extraparlamentare con cui, in coerenza con la nuova politica globale, si era precocemente iniziato a distruggere il lascito di uno Stato sociale di stampo keynesiano, sia pure in preda alla corruzione. (Diego Fusaro)

…a nostra Signora dell’Ipocrisia

Flex:”L’ipocrisia di essere contro il nazionalismo senza essere contro l’Unione Europea”.

“L’ipocrisia di essere antifascisti senza essere anticapitalisti” (Bertolt Brecht)

“Il liberismo, a sua volta è, per definizione, uno schema diametralmente opposto alla democrazia “necessitata” accolta dalla nostra Costituzione. Se non altro perchè esso afferma, esattamente come i trattati UE, la proposizione astratta della “forte” concorrenza come modalità centrale della realtà socio-economica, postulando un’esigenza assoluta di astensione dello Stato da ogni interferenza (non indispensabile) su tale modalità. Abbiamo visto come, in realtà, la “concorrenza perfetta”, sul lato dell’offerta, non sia affatto predicata nè dai teorici del neo-liberismo (scuola austriaca, in primis), nè dai trattati. Si accoglie, piuttosto, un’idea di concorrenza “fisiologicamente imperfetta” – non a caso chiamata nel diritto antitrust a matrice anglosassone “workable competition”- che opererebbe, rispetto alla platea dei “produttori” privati (oligopolisti), in modo da non compromettere l’innovazione tecnologica, il rafforzamento finanziario e la preservazione di un certo “potere di mercato”… Il puro agire della domanda e della offerta, al di fuori cioè di situazioni di vischiosità strutturale e di rendita, viene dallo stesso liberismo accettato come residuale”. (Luciano Barra Caracciolo)