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Il paziente inglese

Flex:”Solo il capitale paziente (spesa funzionale pubblica) può indurre il capitale impaziente (finanza privata e mercati) a limitare e frenare la sua schizofrenia affaristico speculativa. Per un pieno impiego “paziente” per lavoro, attività produttive e politiche industriali sostenibili di lungo periodo”.

Se lo Stato non fa più spesa pubblica di quanto tassa è il privato che deve spendere più di quanto incassa“. (Paolo Barnard)

Lo Stato Innovatore

L’impresa privata è considerata da tutti una forza innovativa, mentre lo Stato è bollato come una forza inerziale, troppo grosso e pesante per fungere da motore dinamico. Lo scopo del libro ‘Lo Stato Innovatore’ è smontare questo mito.

Chi è l’imprenditore più audace, l’innovatore più prolifico? Chi finanzia la ricerca che produce le tecnologie più rivoluzionarie? Qual è il motore dinamico di settori come la green economy, le telecomunicazioni, le nanotecnologie, la farmaceutica? Lo Stato. È lo Stato, nelle economie più avanzate, a farsi carico del rischio d’investimento iniziale all’origine delle nuove tecnologie. È lo Stato, attraverso fondi decentralizzati, a finanziare ampiamente lo sviluppo di nuovi prodotti fino alla commercializzazione. E ancora: è lo Stato il creatore di tecnologie rivoluzionarie come quelle che rendono l’iPhone così ‘smart’: internet, touch screen e gps. Ed è lo Stato a giocare il ruolo più importante nel finanziare la rivoluzione verde delle energie alternative. Ma se lo Stato è il maggior innovatore, perché allora tutti i profitti provenienti da un rischio collettivo finiscono ai privati?

L’elemento che più di tutti ha fatto da traino alla speculazione è stato il timore dei mercati obbligazionari che i prestiti potessero non essere restituiti. Il Regno Unito, nonostante un tasso di crescita molto basso, fino a questo momento è stato risparmiato dai mercati per il semplice fatto che dispone di una Banca centrale pronta a intervenire come prestatore di ultima istanza (e che non è insolvente dal XV secolo). Fino a quando la Bce non assumerà con decisione questo ruolo, la speculazione non si fermerà, anche se venisse trovata una soluzione alle problematiche descritte finora. Detto questo, è il caso di ricordare anche che le misure di quantitative easing (alleggerimento quantitativo), messe in atto dalle banche centrali nazionali o dalla Bce, non sono riuscite più di tanto a rimettere in moto la spesa e gli investimenti in Europa, perché il denaro creato è rimasto ammassato nei forzieri delle banche e delle imprese (con grossi surplus finanziari nella maggior parte dei paesi). La fiducia e gli spiriti animali degli investitori cresceranno solo quando ripartiranno gli investimenti produttivi, trasformando l’Europa in un attraente snodo di competitività per un ampio ventaglio di settori, con ogni paese consapevole dei propri legami con gli altri“.

(Mariana Mazzucato, economista consulente del governo britannico)

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