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il sogno europeo…

Il sogno di Spinelli genera allucinazioni europee. (Flex)

PIù si vuole €uropa e più si prendono le pagine della Costituzione e le si strappano una ad una. (Luciano Barra Caracciolo)
Chi rottama la Costituzione incenerisce. €uropa Macht Frei. (Flex)

Gli antifascisti folkloristici (SEL, ANPI, Rifondazione Comunista) si contrappongono “sistemicamente” ai fascisti folkloristici (Salvini, Meloni, Forza Nuova, Casa Pound ecc.) ed il folklore di entrambi è utile e funzionale al “lasciar fare” (laissez faire), a liberalizzare il nazi-capitalismo assoluto che utilizza il folkore centrista dei servili governanti neoliberali e fascioliberali passati, presenti e futuri (Bisluscus, PD, 5Stelle). Ed il folklore non è solo locale, è globale. (Flex)

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Shock Corruption

Napolitano:«Bisogna fermare le infiltrazioni criminali». 
Flex:”chè non c’è più posto”.

Napolitano: «Necessario reagire all’antipolitica». 
Flex:”Come nel ’92”.

Per chi abbia letto il libro “The Bad Samaritans”, proclamato lo “stato di corruzione” (variante moralistica della shock economy, applicata in ogni Paese al mondo) si affaccia invariabilmente una terapia: quella dell’austerità anti-spesa pubblica e pro-privatizzazioni, imposta dagli organismi internazionali che gridano all’emergenza corruzione. Essa (terapia), infatti, si preannuncia, come rimedio unico ed inevitabile, proprio con l’arrivo delle accuse di corruzione (che in Italia hanno avuto infatti la ben nota sincronia con la conclusione del Trattato di Maastricht)”; Lo scandalo corruzione politica e burocratica – e l’attacco al debito pubblico come causa della pressione fiscale “insostenibile”- invocati come emergenza sono il classico più trito. Ma emergenza non è: è solo una messa in scena manipolativa di una realtà fisiologica che può essere combattuta e vinta, ma non con i mezzi che indicano “ESSI”. Mai e poi mai“.

(Luciano Barra Caracciolo)

Pawel Kuczynski

Le €urinarie

Grillo “Dobbiamo uscire al più presto dall’Euro”.
Flex:”Per questo si sceglie il referendum ‘consultivo’: la via più lunga e impossibile.
Lettura consigliata: art. 75 Costituzione Italiana.

Domanda da 1 milione di €uro: ma se il M5S ha 150 parlamentari, perché deve raccogliere le firme per una proposta di legge costituzionale che indìca il referendum consultivo sull’euro… che potrebbe depositare già… e che avrebbe già potuto depositare un anno e mezzo fa?“. (Lorenzo D’Onofrio, ARS)

Propongo due cose: in primo luogo dimostro come la Corte costituzionale attraverso la lezione della Costituente potrebbe dichiarare costituzionalmente illegittimo il vincolo dei trattati, cioè la stessa ratifica. In secondo luogo, propongo una road map che non ha nulla di eversivo, ma è una ricalibratura dei pubblici poteri, cioè delle istituzioni democratiche sulle prescrizioni della Costituzione. Sia la liberazione dal vincolo esterno che la ricorrezione dei suoi effetti sulle istituzioni democratiche passa per lo strumento della legalità suprema, la Costituzione, e nulla è più illegale di quello che genera uno stato di sospensione sine die di questa, vale a dire i trattati europei. Basterebbe ripristinare la legalità costituzionale ed automaticamente avremo la via d’uscita progressiva da questo stato di cose“.

(Luciano Barra Caraccolo)

Molti danno per scontato che se anche il M5S raccogliesse 1 milione di firme il referendum sull’Euro non verrà mai fatto. La mia preoccupazione, invece, è esattamente opposta: siccome l’ignoranza media della popolazione su questo argomento è crassa e congenita, e la propaganda dei mass media è e sarà martellante, i sostenitori dell’Euro avranno tutto l’interesse a farlo… e vincerlo con discreta facilità come è successo in Scozia!!! Poi ce li dovremo tenere: Euro, Unione Europea, Austerità, per la gioia delle élite di tutto il mondo“. (Guido Grossi)

Vignetta di Fabio Folla e Flex
Vignetta di Fabio Folla e Flex

Inquinamento delle prove

Governo Renzi, colpo di spugna sulle bonifiche dei siti militari. Di colpo diventano “aree industriali
Flex:”Non potendo sparare ai milioni di disoccupati si impiantano i poligoni di accoglienza. In previsione del fatto che non basteranno i treni speciali per la Germania”.
Il motto renziano è “state bonifiche e bonifici”. Incarnando in un solo essere Mussolini e Berlusconi”.

Il portavoce del governo dichiara: “Non ci saranno contaminazioni”.
Flex:”Grattandosi l’orecchio sotto l’ascella destra”.

Aveva ragione Orwell: la storia si può cambiare.
Flex:”Un colpo di spugna e via…”

Se volessimo prendere a prestito gli istituti del diritto privato, useremmo la formula del “procedimento in frode alla legge“, consistente nel porre in essere atti che, se considerati separatamente, appaiono in sè validi, ma che producono nella loro sinergia un risultato che eccede o capovolge la premessa.

(Luciano Barra Caracciolo)

Giovane Ita(g)lia

I giovani di Confindustria: “fiducia al governo ma a tempo”.
Flex:”Determinato. Giobbe Act“.

Poi la proposta concreta “Fuori da Confindustria chi delocalizza all’estero”.
Flex:”Code ai caselli ed ai check in!

In realtà la giovane ita(g)lia (finanziaria e iper speculativa) è per la “globalizzazione degli sfruttamenti”. E quindi si chiedono: perchè sfruttare all’estero, quando si può sfruttare benissimo anche da noi. Renzi(e) è stato localizzato per questo. Le riforme vanno nella direzione “strutturale” da loro auspicata. Neets some body to love!

Poi chiosano: “Toccato il fondo”.
Flex:”Escluse le Fondazioni”.

La qualificazione del modello che l’€uropa sta attualmente imponendo e (forse) evolvendo, possiamo sintetizzarlo così: l’ordoliberismo che, – per ammissione non ufficiosa degli stessi massimi organi di governance UEM, oltre che per espressa previsione delle norme fondamentali dei trattati-, è (nelle intenzioni irremovibili di tale governance) destinato a solidificarsi nell’area UEM, è una costruzione ormai altamente instabile. Essa, nella rigidità delle intenzioni programmatiche confermate dopo le recenti elezioni (contro ogni evidenza dei suoi risultati), implica un modello deflattivo salariale accelerato che passa per il mantenimento di un’alto tasso di disoccupazione, una meramente formale lotta contro la deflazione irrealisticamente curata dalle nuove misure di Draghi, volte in realtà alla difficilissima costrizione della Germania alla reflazione-, e il perseguimento prioritario delle riforme liberalizzatrici “finali” del lavoro (sostanzialmente totale liberalizzazione del licenziamento in ogni settore, voluta dagli USA anche come precondizione essenziale del futuro Ttip, cioè dell’area di libero scambio USA-UE); poichè tale complesso di misure, sempre ambiguamente rilevabili tra le righe, dovendo l’ordoliberismo per sua natura esprimersi in modo tattico e dissimulato dai media-, ha come effetto l’acuirsi nel tempo dei problemi di caduta della domanda interna nell’area UEM, e (semmai) lo stabilizzarsi di un surplus commerciale complessivo dell’area stessa, le stesse misure sono destinate ad un fallimento estremamente doloroso per i popoli europei.
Fallimento doloroso in particolare per il nostro, che essendo fortemente patrimonializzato (almeno nelle valutazioni dello “ieri”) e (l’unico) super-fedele nella realizzazione dei vincoli fiscali, va sicuramente incontro a fasi di recessione alternata a stagnazione, per un lungo e insostenibile periodo, cui sarà inevitabilmente accompagnata la svendita dei suoi, sempre più svalorizzati, asset patrimoniali pubblici e privati, resi convenienti per i paesi creditori e gli investitori finanziari esteri, secondo la logica del “tacchino da spennare” (inutile sottolineare l’enfasi che, anche oggi, personaggi come Fortis o Prodi, pongono sugli IDE come presunto sistema di rilancio della nostra economia e persino dell’occupazione!); dovendo considerare la compatta ortodossia delle forze politiche italiane a questo modello, prima di dichiarare fallimento, c’è il rischio concreto che passino degli anni e che l’Italia sia perciò, in tale breve periodo, ridotta a “fabbrica cacciavite” e a hub turistico a controllo estero (naturalmente), subendo una deindustrializzazione irreversibile che non le consentirà più di riprendersi il suo posto tra le maggiori potenze industriali europee e mondiali.
Nondimeno, il costo del fallimento ineluttabile del modello deflazionistico-mercantilistico imposto dall’UEM, quand’anche scontassimo le pressioni USA sulla correzione reflattiva del surplus della Germania (comunque contraddittorie rispetto alla ripresa della domanda interna, essendo affidate alla sola politica monetaria ed irremovibile sul problema del costo del lavoro), rispondendo a calcoli e terapie già rivelatesi sbagliate su entrambe le sponde dell’Atlantico, condurrà la Germania a prendere atto dell’eccessivo rischio di intervento, ancorchè indiretto, a sostegno finanziario degli altri maggiori paesi, in particolare della Francia.

Quest’ultima, a sua volta, essendo già soggetta a forti tensioni politiche interne, non potrà ancora a lungo gradire un sistema che comunque non le consentirebbe di correggere a sufficienza la propria competitività extra-UEM (dato il corso dell’euro rispetto al dollaro, non mitigabile realisticamente con le politiche intraprese dalla BCE), per finire sotto l’influenza finanziaria dominante della Germania, secondo un’inesorabile proiezione, quale ci ha evidenziato Brigitte Granville.

Risultato: l’Italia ha la altissima probabilità di finire nella situazione sintetizzata da Churchill alla vigilia della seconda guerra mondiale (“potevate scegliere tra la guerra e il disonore: avete scelto il disonore e avrete la guerra”). Cioè sarà ridotta a manifatturiero “cacciavite”, espropriata del controllo dei principali gruppi industriali, costretta a livelli di reddito irrecuperabili rispetto al periodo ante-entrata nella moneta unica, e DOVRA’ COMUNQUE FRONTEGGIARE L’EURO-BREAK, innescato dalla Germania o dalla stessa Francia .”

(Luciano Barra Caracciolo)

‘O Saraceno…

M5S:”Attenti al grano saraceno, rovina il made in Italy”.
Flex:”viene qui e ci ruba il Mulino Bianco!
In passato la Lega contro il Miglio ed il PD da sempre contro il cum grano salis. Tutta farina del loro sacco. Movimenti e partiti che vivono di troppe segale mentali. All’Accademia della Crusca evidentemente non gli insegnano nulla riguardo ai trattati neoliberisti di libero scambio e sui processi di globalizzazione ultracapitalistica”.

Se terrorizzo milioni di pensionati, demonizzo milioni di pubblici dipendenti,  prometto il taglio di 200 miliardi della spesa pubblica, e lascio passare una posizione che sull’€uro è tra l’agnostico e il favorevole (“non è il vero problema”), la gente sceglie il male minore, non il “bizzarro” urlato.
Questa opposizione, insomma, avrà in definitiva svolto il ruolo di rendere accettabili – come compromessi limitativi del danno -, a masse mediaticamente condizionate da “debito-pubblico-castacorruzione-spesapubblica-improduttiva-brutto”, soluzioni di:
– ulteriore spending review pro-ciclica, 
– deflazione salariale reale, in primis nel pubblico impiego,
– persino tagli di tale personale, connessi alla destrutturazione indifferenziata di funzioni pubbliche e organizzazione, (sostenuta senza la minima contezza giuridico-economica delle conseguenze sulla qualità di vita dei cittadini): la famosa “burocrazia” causa principale della recessione, id est, del mancato investitore estero…;
– riduzione ulteriore di un sistema pensionistico che in realtà èfinanziariamente un “attivo” per il bilancio dello Stato ed uno dei più sostenibili in Europa;
– accettazione, implicita ma necessaria, della irreversibilità del PAREGGIO DI BILANCIO, accreditando l’idea che ogni “grande riforma”, tipo l’hayekiano reddito di cittadinanza, debba essere finanziata con pari tagli e tasse, aggiuntivi alla situazione di un’Italia stremata da una crisi valutario-commerciale e (come conseguenza) fiscale, che hanno prima compresso e poi distrutto la domanda interna. 

La potenza, condizionante e attrattiva di consenso, dello slogan-pernosuddetto (“debitopubblico..brutto”), impostoci mediaticamente come pensiero unico “edificante” (e addirittura coraggiosamente “impegnato”), ha determinato dunque un connubio-competizione “al rialzo” (su tale stesso perno) tra maggior partito di governo e maggior partito di opposizione“.

(Luciano Barra Caracciolo)

Luna PA(rking)

Scivolo per gli statali. A casa con lo stipendio ridotto.
Flex:”Piu che scivolo sembra un calcioinculo.
Anche agli esodati dissero “uscite con uno scivolo”. Li costrinsero a sedersi e al posto dello scivolo li obbligarono alle rapide. La politica non frena la giostra. “Questo è il luna park neoliberale”, dicono, “non c’e alternativa. Il giro, l’uomo medio anche fantozziano, lo paga sempre a caro prezzo”.

Tra il 2007 e il 2011 si sono persi 150.000 posti di lavoro ma è probabile che entro il 2014, anche grazie alla spending review, i travet in meno siano 400.000. A regime le retribuzioni, secondo Gentile (CGIL), perderanno in termini reali (a causa del mancato adeguamento rispetto all’inflazione in questi anni) circa 200 euro mensili.
Tra il 2010 e il 2012 le retribuzioni dei travet non hanno recuperato l’8,1% di aumento dei prezzi che si è registrato nel periodo (insiesme allo scarto tra inflazione programmata e reale che c’e’ stato nel biennio precedente).
La stima per il costo del lavoro tra il 2011 e il 2014 è di un calo di sette miliardi con il passaggio da 169 a 162 miliardi. Ma i dipendenti pubblici non hanno affrontato solo un sacrificio in termine di buste paga reali più leggere. Nel periodo i travet hanno fatto i conti anche con il blocco del turn over (fino a fine 2014 si può assumere solo nel limite del 20% dei lavoratori usciti) e quindi con il calo del personale. Tra il 2007 e il 2011, secondo i dati del Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato i dipendenti pubblici sono diminuiti di 150.000 unità (da 3,43 milioni a 3,28 milioni) con un -4,3% ma la diminuzione dovrebbe essere ancora più consistente negli anni successivi con una stima della Cgil di 400.000 lavoratori pubblici in meno tra il 2007 e il 2014. Resta irrisolto inoltre il problema del precariato con circa 200.000, sempre secondo la Cgil, tra contratti a termine, lsu, interinali e collaborazioni nel complesso delle amministrazioni
“.

Volere il rispetto della nostra Costituzione e volere il rispetto per l’UE è come volere la botte imbriaca e la moglie piena (oltre che impossibile è assurdo).I trattati europei violano apertamente la Costituzione italiana, vanno in direzione diametralmente opposta: per la nostra Carta, «scritta da persone che avevano fatto la Resistenza e preso atto dell’anti-socialità di un certo capitalismo», la spesa sociale (deficit) è il “mestiere” dello Stato“.

(Luciano Barra Caracciolo)

ma keynesà!

Renzi annuncia operazione keynesiana straordinaria di 150 miliardi in cinque anni. “Se cambiano le politiche di rigore…”

Flex:”Rigore c’è quando arbitren Fiscal Compact.
Scavando scavando nella spesa pubblica di breve periodo saremmo tutti morti nel lungo periodo. La Germania ci presterà le pale. I tassi li troveremo entrando nel Fondo, il Redemption Fund“.

Gli auspici renziani di poter ottenere qualcosa nel semestre europeo nella migliore delle ipotesi si tradurranno in concessioni irrisorie rispetto a quanto servirebbe per invertire il trend recessivo, dopo una caduta di 9 punti di Pil dall’inizio della crisi internazionale“.

(Emiliano Brancaccio, economista)

Insomma, il paradigma Lagarde, preannuncia il profilo del nuovo Presidente della Commissione e, insieme, le politiche, certamente neo-classiche, con cui la nuova trojka cercherà di rassicurare il potere finanziario e curare la disoccupazione con bassi salari di masse sempre più precarizzate“. 

(Luciano Barra Caracciolo)