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Le sfere di Draghi

Draghi: “Forze dell’economia globale cospirano per tenere bassa l’inflazione, ma la BCE reagirà”. Con una bolla energetica. (Flex)

Lo studio del denaro è quella branca del sapere dove la complessità viene usata per nascondere la verità, non per rivelarla”. (JOHN KENNETH GALBRAITH)

Cgia, l’81% delle sofferenze bancarie è generato dai grandi gruppi.
Oligopolio di ricino. (Emiliano Galati)

DRAGONERIE

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QE, Quaccheri Europei

Flex:”QE, Quacquaraquà Eurocratico.
E’ più facile che un cammello passi per una cruna di un ago che un tecnocrate di Bruxelles migliori le condizioni e le “aspettative” di vita dei lavoratori e disoccupati”.

Chi vende i titoli alla BCE? Le banche (anche da parte tua), quindi i liquidi finiscono nelle banche. Quanti titoli in Italia sono in mano al pensionato, risparmiatore, Gigi, Donatella o Giulio? Il 13% circa. Quanti titoli sono in mano agli squali della finanza? L’87% circa. Ora, cosa faranno questi 87% di squali coi liquidi incassati dagli acquisti di titoli nel QE ordinati da Draghi? Una cosa sola, UNA SOLA: investiranno in Borsa, come dimostrano appunto le storie del Giappone e USA, portando azioni aria fritta alle stelle, incassando alle stelle. Mentre alla tua economia di: casa, auto, mangiare, scuole, ospedali, strade, servizi ecc., CIOE’ ALL’ECONOMIA REALE, non va praticamente un centesimo“. (Paolo Barnard)

BCE:”boom di banconote false”.
Flex:”una sorta di Quantative Easing popolare”.

«Si è detto, già nei telegiornali e dintorni del citato 22 gennaio pomeriggio, che questo (Quantitative Easing) consentirà agli Stati di destinare ad altri scopi le risorse risparmiate grazie al minor pagamento di interessi. Cosa teoricamente vera e positiva se, poi, non prevalesse, comunque, l’esigenza di contenere le spese stesse e tenere basso il livello del debito pubblico (il parametro ufficiale, come è noto, riguarda, per ciascun Paese, il 60% del suo PIL)». (Nino Galloni, economista)

Draghi:”Raddoppiamo le riforme”.
Flex:”Anche noi il disgusto”.

La fiera delle aspet­ta­tive su cui si fonda il Qe di Draghi è che se la gente cre­desse dav­vero che il Qe farà ripar­tire l’inflazione, allora anti­ci­perà gli acqui­sti, per esem­pio di case o di auto, così da far ripren­dere domanda, pro­du­zione, inve­sti­menti e livello dei prezzi. Ma faglielo capire alla fami­glia che ha perso il lavoro e al suo datore di lavoro che ha chiuso bot­tega! E anche i più for­tu­nati vor­ranno vedere il cam­mello della ripresa prima di spen­dere di più, non si accon­ten­te­ranno dell’aspettativa del cammello.
Già nel 2004 un ottimo eco­no­mi­sta della Bce, Ulrich Bind­seil, com­men­tando il primo Qe effet­tuato dalla Banca del Giap­pone nel 2001 affer­mava che al di là dell’infondata asso­cia­zione mone­ta­ri­sta di aumento della liqui­dità a mag­giore infla­zione, non si capi­sce come mag­giore liqui­dità alle ban­che possa tra­dursi in mag­giore spesa e uscita dalla defla­zione, per cui l’unico argo­mento a difesa del Qe è che «tanto male non fa». Un po’ poco per la tra­ge­dia che viviamo
“. (Sergio Cesaratto, economista)