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la buona schiavitù

Silenzio, pure Agnese.

“Censis, Italia bloccata. Giovani più poveri dei loro nonni”.
Allo studio il “GRANDFATHER ACT” per mettere entrambi nella stessa condizione di povertà. Il governo vuole intervenire immediatamente, anche abolendo il Censis. (Flex)

La buona schiavitù
La maggioranza guidata da Renzi si conferma fedele esecutrice dei voleri della finanza e del grande capitale. La “Buona Scuola” si rivelerà presto ottima per le imprese che potranno assoldare schiere di giovani studenti-lavoratori senza doverli pagare. Questo è lo scopo non dichiarato della “connessione col mondo del lavoro”. Ma ve n’è un altro, meno visibile ma più insidioso: la reintroduzione di forme schiavistiche e servili, la rimozione totale di ogni barlume di coscienza sociale e la “normalizzazione” dello sfruttamento capitalistico neoliberale“. (Matteo Volpe, Intellettuale Dissidente)

TRA GENERAZIONI

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fùturismo

Confindustria: “Se vince il NO il paese si ferma”. E non può essere delocalizzato.

Renzi: “Non sono affatto interessato al mio futuro”. Ce l’ha proprio col nostro. (Flex)

Secondo il Financial Times in caso di vittoria del NO:
Dimissioni di Renzi.
Uscita dell’Italia dall’euro.
Uscita della Francia dall’Ue.
Collasso dell’Eurozona.
Bancarotta delle principali banche europee.
Fine dell’Unione europea.
Sì, d’accordo, è importante votare NO, ma adesso non esageriamo con l’ottimismo. (Matteo Volpe)

riforme

l’uomo nomade

Venute meno le protezioni politiche i lavoratori non possono perseguire un’emancipazione attraverso istituzioni e apparati collettivi (la classe, il sindacato, il partito, infine lo Stato) ma soltanto accettando la competizione su scala globale e inseguendo la speranza di un successo personale magari in terra straniera ovunque i mercati richiedano la loro particolare abilità, senza mai disfare le valigie, senza attaccarsi a una casa di cui non si è proprietari ma inquilini temporanei, senza stringere rapporti affettivi troppo forti che sarebbe poi un problema sciogliere alla partenza successiva. (Matteo Volpe)

Per la volatilità dei capitali l’uomo si fa uccello mignattaio. (Flex)

RADICI

generazione futures

“La Boschi presenzia la Winter School of Futuredem, la scuola di formazione dei giovani piddini”. Tutto quell’inglese è per educarli all’idea di parlare bene la voce dei padroni. (Flex)

Lapo Elkann: “Per essere leader bisogna essere positivi”. A volte basta anche essere coglioni e nascere nella famiglia giusta. (Flex)

L’economista Marcello De Cecco ha usato l’espressione di “keynesismo criminale”; ed effettivamente il sistema di tangenti e clientele induceva il ceto politico a finanziare opere pubbliche e infrastrutture e a ridurre la disoccupazione: una gestione cartalista della finanza pubblica permetteva a questa di espandersi pressoché illimitatamente senza contraccolpi.
Il Capitale ha tollerato un meccanismo del genere, seppure anti-deflattivo e ad alto tasso occupazionale, finché ha potuto, fino a quando, cioè, i profitti potevano espandersi, come spiega la teoria marxiana della caduta tendenziale del saggio del profitto. Esaurita questa spinta, per garantirsi gli stessi margini di profitto, doveva ridurre gli investimenti, i salari e l’occupazione. Ma per farlo bisognava spazzare via quel ceto politico che su questo sistema aveva prosperato, che aveva creato leggi a tutela del lavoro e che deteneva ancora il controllo di importanti settori industriali. E quale strumento migliore che l’accusa di corruzione?
(Matteo Volpe, L’Intellettuale Dissidente)

scuola formazione politica

…sotto il segno più

Presentata la legge di stabilità…
Renzi:” Lo slogan di questa legge è ” l’Italia con il segno più”
Flex:”Si scrive più si legge croce”.

Renzi:”Con il nostro governo le tasse vanno giù”.
Flex:”Insieme al paese”.

Renzi:”Chi vuole assumere lo faccia adesso”.
Flex:”Che licenziare è facile facile”.

Renzi:”Su pensionati prese 4 misure”.
Flex:”Come dalle pompe funebri”.

Poiché il capitalismo si affermava come unico sistema sociale esistente, la critica sociale doveva essere sostituita dalla denuncia degli abusi del potere. Ma non una denuncia che comportasse una critica sociale, e che quindi contestasse le fondamenta stesse di tale sistema, bensì che si limitasse ad accuse personali contro certi esponenti del ceto dirigente. Questi esponenti erano quelli poco graditi al capitale globale, il quale aveva tutto l’interesse a sbarazzarsene. Le accuse personali, volte a screditare e a distruggere la reputazione del malcapitato, erano di natura morale. La moralità privata diveniva il metro attraverso il quale si giudicava l’operato politico.

La moralità, però, deve interessare solo le cariche pubbliche. Al potere economico non viene chiesta, invece, nessuna certificazione della propria onestà. Ecco che, di conseguenza, tutti gli atti del ceto politico “moralizzato” sono giustificati in quanto provenienti da “persone al di sopra di ogni sospetto”. Non importa, poi, se questa “etica di governo” serve ad assicurare i profitti dei capitalisti“. (Matteo Volpe, L’Intellettuale dissidente)