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Vattela Pesc

È un governo di marionette etero-guidate con alcuni compiti assegnati: adeguarsi alle linee politiche Neocon dei USA e alle linee economiche dei grandi banchieri che stanno riducendo il Paese in mutande. Il resto può andare tranquillamente in malora. Il tutto, ovviamente, con la garanzia suprema del Presidente Napolitano, il “comunista preferito di Kissinger”. La nomina della Mogherini quale Mrs PESC non è una vittoria di Renzi, che non ha messo niente del suo se non la sua disponibilità ad eseguire ciecamente gli ordini assegnati“. (Stefano Ali)

La Mogherini eletta alto rappresentate per gli affari esteri dell’Unione europea.
Flex:”Miss Pesc, tanto deve solo fare figura.
E diranno che la III Guerra Mondiale è colpa nostra”.

Ora l’Italia è senza ministro degli esteri.
Flex:”Gli USA e la Germania, al momento, non hanno voluto ricoprire doppi incarichi”.

Renzi nel frattempo presenta l’agenda dei 1000 giorni.
Flex:”elegantemente foderata in pelle italiana”.

Dopo il “Cambiare Verso” arriva il “Passo dopo passo”.
Flex:”Verso la Troika”.

Funziona così. Il paese X, per qualche motivo, comincia ad avere difficoltà a finanziarsi sul mercato: gli investitori chiedono interessi troppo alti. È qui, quando il paese X teme di non poter pagare stipendi e pensioni, che arriva la Troika proponendo un bel prestito e sostenendo che il problema è il debito pubblico. Per avere i soldi, però, bisogna firmare un bel “Memorandum”, una lista assai nutrita di cose da fare.La ricetta è sempre la stessa per tutti i paesi: tagli di spesa pubblica, stipendi e pensioni; licenziamenti nel settore statale; aumenti di tasse; privatizzazioni e liberalizzazioni selvagge (servizi pubblici in primis); riforme del mercato del lavoro (libertà di licenziare). Al termine della “cura” – aiutata da cospicue pressioni sull’opinione pubblica – il paziente è più malato di prima, il welfare e i beni pubblici un ricordo. In sostanza, e per paradosso, l’arrivo della Troika europea coincide con la distruzione del modello sociale europeo. Non solo: i debiti pubblici – causa di ogni male – aumentano in maniera esponenziale. Non c’è da sorprendersi: il fine non è comprimere il debito dello Stato,ma quello estero, bloccando le importazioni attraverso un taglio dei redditi disponibili. È in questo modo che i creditori (spesso banche del Nord) rientrano dei soldi prestati negli anni di vacche grasse“.

(Marco Palombi)

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