Archivi tag: Napolitano

Shock Corruption

Napolitano:«Bisogna fermare le infiltrazioni criminali». 
Flex:”chè non c’è più posto”.

Napolitano: «Necessario reagire all’antipolitica». 
Flex:”Come nel ’92”.

Per chi abbia letto il libro “The Bad Samaritans”, proclamato lo “stato di corruzione” (variante moralistica della shock economy, applicata in ogni Paese al mondo) si affaccia invariabilmente una terapia: quella dell’austerità anti-spesa pubblica e pro-privatizzazioni, imposta dagli organismi internazionali che gridano all’emergenza corruzione. Essa (terapia), infatti, si preannuncia, come rimedio unico ed inevitabile, proprio con l’arrivo delle accuse di corruzione (che in Italia hanno avuto infatti la ben nota sincronia con la conclusione del Trattato di Maastricht)”; Lo scandalo corruzione politica e burocratica – e l’attacco al debito pubblico come causa della pressione fiscale “insostenibile”- invocati come emergenza sono il classico più trito. Ma emergenza non è: è solo una messa in scena manipolativa di una realtà fisiologica che può essere combattuta e vinta, ma non con i mezzi che indicano “ESSI”. Mai e poi mai“.

(Luciano Barra Caracciolo)

Pawel Kuczynski
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Sottosterco…

Bio-bus, il primo bus alimentato con escrementi umani.
Flex:”Con Draghi, Napolitano e Renzi fa il giro del mondo”.

Draghi:”Ripresa a rischio”.
Flex:”Poi è tornato nella sua tana, a Mordor”.

Quando predomina il pessimismo gli investimenti vengono rinviati a tempi migliori e non c’é riduzione del saggio d’interesse che possa indurre gli imprenditori a cambiare idea. Al contrario nelle fasi di ottimismo le attese di guadagno sono elevate e si autoalimentano ; è difficile pensare perciò che un aumento del saggio d’interesse possa scoraggiare in misura rilevante le decisioni d’investimento. In altri termini gli investimenti sono poco elastici rispetto al saggio d’interesse“. (J. M. Keynes)

Flex:”nel pessimismo l’interesse diventa sempre meno saggio, l’ignoranza speculativa la fa da padrona. L’imprenditore s’irrigidisce, quello locale assai più di frequente fallisce, il lavoratore s’impoverisce, il disoccupato s’immiserisce. Il paese perisce”.

La satira di Pawel Kuczynski

Re cessi

Napolitano è stanco.
Flex:”Figuriamoci noi”.

Boldrini:”Il Paese è pronto per un presidente della Repubblica donna”.
Flex:”Ci sono un sacco di panni sporchi da lavare”.

Renzi:”Le regole ci sono, il problema sono i ladri”. 
Flex:”che le scrivono”.

La direzione del capitalista non é soltanto una funzione particolare derivante dalla natura del processo lavorativo sociale e a tale processo pertinente; ma è insieme funzione di sfruttamento…. Dunque la direzione capitalistica é, quanto al contenuto, di duplice natura a causa della duplice natura del processo produttivo stesso che deve essere diretto, il quale da una parte é processo lavorativo sociale per la fabbricazione di un prodotto, dall’altra parte di un processo di valorizzazione del capitale; ma quanto alla forma è dispotica. Questo dispotismo sviluppa poi le sue forme peculiari mano a mano che la cooperazione si sviluppa su scala maggiore“.

(K. Marx)

La satira di Pawel Kuczynski

Job Alt

Napolitano sul Job Act: “è un passo avanti, ma c’è ancora molto da fare”.
Flex:”Eliminare tutti i lavoratori richiede del tempo”.

Se ci sono persone disoccupate involontarie (dovremmo aggiungere e sottoccupate) significa che il disavanzo è troppo basso”. (Randall Wray, economista MMT)

Flex:”Se ci sono persone occupate (in)volontarie a disoccupare (e a sottoccupare) significa che il disavanzo di democrazia è troppo alto”.

Il primo principio della Teoria della Moneta Moderna è che, in un’economia dinamica capitalistica, la moneta è la condizione esistenziale del processo di produzione sequenziale.Essa è regolata dal principio di flusso/reflusso che vincola tutti gli agenti produttivi, sia le imprese che lo Stato.Nella prima fase del processo produttivo, le imprese e lo Stato,determinano il loro livello di spesa desiderato.In una seconda fase devono ottenere credito da parte delle banche, delle banche commerciali, e anche della Banca Centrale in qualità di banca dello Stato.In una terza fase possono spendere la somma di denaro che hanno ottenuto come contropartita del credito. Nel caso delle imprese, la moneta compare nella forma di conto di deposito presso le banche commerciali mentre, nel caso dello Stato, essa si presenta sotto forma di conto di deposito del Tesoro presso la Banca Centrale.Lo Stato deve quindi sempre avere un conto corrente presso la Banca Centrale. Le imprese non possono spendere gli incassi che non hanno ancora ricevuto, e lo Stato non può spendere le tasse che ancora non esistono.“. (Alain Parguez, anno 1998)

La satira di Pawel Kuczynski

Nel frattempp Renzi presiede la Conferenza UE sull’Occupazione.
Flex:”Abusiva di Palazzo Chigi”.

Garanzia Giovane

Napolitano:”Se i giovani non trovano lavoro l’Italia è finita”.
Flex:”Per questo li si delocalizza al
passaporto internazionale”.

Se curiamo la disoccupazione, i deficit che attualmente affrontiamo necessariamente si restringono. Questa è l’esperienza universale di rapida crescita economica: le entrate fiscali aumentano, la spesa sociale pubblica si riduce, e il bilancio si sposta verso l’equilibrio“. (J. Galbraith, R. Skidelsky, P. Davidson)

Vecchie Golpe

Timothy Geithner: “Nel 2011 la Casa Bianca ricevette pressioni da parte di funzionari di paesi europei per far cadere Berlusconi”. (maggio 2014)

Flex:”Da culonia dei Mercati quale siamo ci golpivano, imponendoci riforme e austerità. Da Tremonti si passò a un Monti solo. Poi a Letta(maio) e infine a Renzi(e) il Bomba del Gira la Ruota per i Mercati finanziari…
Napolitano e Draghi furono tra i ‘golpevoli’ che senza sensi di golpe intonavano canti austeri: per ‘golpe’ di chi? Chi chi chi chicchichiricchi ricchi cchi…
Gli italiani festeggiarono osannanti l’arrivo dei golpisti e la defenestrazione dell’uccellino per le allodole, Bisluscus di cosa nostra.

Il Bisluscus interpellato rispose: Gulpe! Gulpe si, ma mi si consenta, dovetti accettare perchè avrebbero depredato tutte le mie aziende ed i miei “poveri” figlioletti.

Oggi, a distanza di anni e in debito di ‘mi consenta’ e di ‘consensi’ dichiara:”Colpo di Stato contro di me“.
Confermando la logica privata del ‘colpo’ solo a lui e non all’intero paese, la logica del ‘tengo famigghia‘ contro la logica della responsabilità costituzionalmente riconosciuta legata al ruolo ricoperto”.

I golpisti finanziari che hanno terminato la democrazia italiana dopo 63 anni di vita sono stati condotti al Palazzo italiano da Mario Draghi e dal Group of Thirty. Ad attenderli dentro il Palazzo vi era Giorgio Napolitano, da 35 anni uomo di punta in Italia del Council on Foreign Relations degli USA e amico delle loro multinazionali, coma da lui stesso dichiarato su Business Week…

(Paolo Barnard, anno 2011)

E che sò Pasquale io?

Pasqua, mi sento felice come un uovo, un pò meno come agnellino.

E che so Pasquale io?” dice l’Agnellino.

Si, mio caro, tu sei Pasquale” replica il macellaio, assieme al macello e a tutta la macelleria pasquale che sta alla tosatura.

Sacrifici, i sacrifici mica sono finiti, bisogna sacrificarsi sempre per i propri figli, per le generazioni future”, precisano i tecnici della macelleria pasquale.

Beeeh, ma io sono il futuro, anzi, non l’ho ancora visto il futuro! Cosa c’entro io, sono un povero Agnellino Pasquale, mica sono un Agnelli?”.

Oh quante storie, diciamoci la verità voi giovani non volete né sacrificarvi, né lavorare, volete vivere beeeati nell’uovo di Pasqua” replicano con autorità gli agnelli santificatori.

Ah, io quanto belano gli Agnelli mi viene una tale indignazione che, dimenticando il perdono, mi viene quasi il desiderio di smetterla di fare il cristiano, il buon Agnellino posato e tosato!

Eh no, cari Agnellini, non possiamo essere cristiani part-time” replica santificando le feste il parroco del paese, Don Pasquale.

E neppure saltuariamente? Vi prego, datemi un pò di flessibilità, perché qui il cristiano Agnellino Pasquale viene tosato bene bene per le feste!

Eh, facile essere cristiano solo a Natale e Pasqua” lo ammonisce il parroco. “Sai quanti cristiani della domenica ci sono in giro?

Ah, mi scusi signor Parroco, ma è la domenica delle palme o delle salme?

Certo, delle Palme, figliolo, è la domenica delle Palme!”, risponde stizzito il parroco.

Io ci credo poco. Oggi, se fosse vivo Gesù Cristo userebbe internet senza limiti, al posto della Domenica delle Palme avrebbe festeggiato la Domenica dei Palmari, ammonendo, però, tutti coloro che credono di avere il “mondo” tra i palmari. E da costoro riceverebbe solo tanti epiteti:

Gesù, What’s up! What’s up!
e lui risponderebbe: “What’s up tu!

Farebbe il programma delle 5Stelle e a Pasqua sarebbe espulso come un MastroPasqua qualsiasi. Pardòn Maestro Pasqua, messo in croce con la scritta INPS. Anzi, INRI. È che con tutti questi sacrifici che ho per la testa, mi confondo sempre con le siglature.

Ma il sacro al profano non ci sta e rimbrotta ancora:“Internet è un dono di Dio!

Certo – gli replica Agnellino – serve a pescare i fedeli nella rete. Dio vede e provider! La Sindonemania dimostra due cose: l’esistenza di Gesù e l’assenza di detersivo. Per i forti tagli alla spesa!

Ma le parole di Agnellino sono fraintese e per nulla ascoltate, tutti impegnati nella metafisica della de-materializzazione virtuale, anzi viene deriso: il sacrificio Pasquale “si deve fare”, è un principio sacro che va al di là del perdono.“Sennò che diavolo di sacro officio è”, cantano all’unisono ed in litania tutti i fedeli della parrocchia: “Beeeh, beeeh, – replicano zelanti – sei un eretico! Che vuoi mettere in discussione i sacri offici? Qua ci si sacrifica e si muore!

Eh, beati i poveri di perdono, perché credono di stare da un’altra parte!

Siamo allo sbandolo della matassa! C’è talmente tanto sacrificio in giro che anche il Presidente della Repubblica l’abbiamo ri-preso usato. E per favorire le Export e le “vuote rosa” autocelebriamo lo yankee Renzierello. C’è talmente tanto sacrificio che le donne si sposano per amore. E poi si lasciano “inginocchianti” per il maxi job!. C’è talmente tanto sacrificio che pagheremo la TASI anche sui prati delle scampagnate. Che le formiche sulla tovaglia quest’anno si mangiano, rovistando nelle discariche delle terremortine. C’è talmente tanto sacrificio che rinunciamo alle partenze, perché siamo già arrivati da un pezzo. Ci godremo il semplice e austero pic-nic, a piedi, fuori casa: ci mangeremo il fegato all’aperto. Ma peserà, come sempre, l’incognita maltempo. Piove, govern… ah, vero.

Una volta ho pregato Dio di regalarmi un ombrello, ma poi ho capito che non è così che lavora. Allora ne ho rubato uno e gli ho chiesto di perdonarmi.

Alla fine ho chiesto all’Agnellino dove ha intenzione di trascorrere la Pasqua e la Pasquetta. Mi ha risposto: “Preferibilmente lontano dai barbecue e dalle patate!

C’è un futuro dopo l’Ultima Cena… la scelta è tra il fegato e l’Agnellino! Auguri Pasquale a tutti. E che so’ Pasquale io?

Il dovere fino in Fondo

Napolitano:”Ridurre il debito è dovere verso i giovani”.

Flex:”…che espatrieranno in Germania e dintorni”.

[…] Chi parlava in tempi non sospetti di un rischio di “mezzogiornificazione” europea aveva visto giusto: nel senso che il dualismo economico che si riteneva essere un mero caso speciale, caratteristico dei soli rapporti tra Nord e Sud Italia, sembra oggi essersi elevato al rango di caso generale, rappresentativo delle relazioni tra i paesi centrali e i paesi periferici dell’intera Europa. Stando dunque alle dinamiche in corso, in un arco di tempo non particolarmente esteso i paesi periferici dell’Unione potrebbero essere ridotti al rango di fornitori di manodopera a buon mercato o, al più, di meri azionisti di minoranza di capitali la cui testa pensante tenderà sempre più spesso a situarsi al centro del continente. Naturalmente, sarebbe un’ingenuità teleologica considerare scontato un simile esito. Esso, infatti, incontra forti resistenze da parte delle rappresentanze politiche dei capitali periferici. Gli sviluppi dello scontro che ne consegue, tutto interno agli assetti capitalistici europei, allo stato dei fatti restano incerti. Coloro i quali tuttora sperano in una ricomposizione degli interessi con i capitali centrali dell’Unione, invocano di continuo una riforma degli assetti istituzionali europei, che riequilibri i rapporti tra i paesi membri o consenta almeno di mitigare i tremendi effetti della mezzogiornificazione delle periferie. Fino a questo momento, tuttavia, si è trattato di vani auspici“. (Emiliano Brancaccio, economista)

Ci metto una croce

Flex:”Riforma Senato, il Colle nega ‘correzzioni’ nel testo”.

Oggi come oggi, tutta la classe politica presente in parlamento, abbraccia senza apparenti dubbi (e senza dar segno di capire) la logica dello smantellamento dell’intevento dello Stato, quale previsto nei principi fondamentali della Costituzione.Il rallentamento al decisionismo – INVARIABILMENTE IN NOME DELL’€UROPA- distruttore del welfare attivo pro-lavoro, proviene, più che da diverse visioni, dalla frequente insinuazione parlamentare di interessi localistici o di categoria, che riescono a trovare una cordata di voto o di emendamento e si tutelano dalla distruzione riservata al resto della comunità nazionale. Insomma, in un’Italia del tutti contro tutti, in cui squallidamente ogni categoria “particulare” si riscopre anti-italiana, attribuendo al resto della collettività le colpe sopra le quali si erge, la riforma attuale ristabilisce l’equilibrio voluto dal vincolo esterno €uropeo: se si vuole essere veramente anti-italiani, facendo assurgere questo atteggiamento a valore supremo ad imposizione €uropea, non ci deve essre scampo per nessuno. Nessun familismo amorale: nessuno può invocare una salvezza speciale dall’ONDA LIVOROSA AUTORAZZISTA.Lo Stato solidale pluriclasse e fondato sulla sovranità e la tutela del lavoro, deve scomparire per tutti, senza eccezioni“. (Luciano Barra Caracciolo)