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Cash da morto!

Sono necessari aumenti dei disavanzi pubblici superiori alla norma e per un periodo prolungato al fine di sostenere la crescita del reddito e permettere al settore privato di salvare e ripristinare la redditività dei loro bilanci“.

(Bill Mitchell, economista mmter’s)

POS, scatta l’obbligo di POS (senza sanzioni, per ora!) per imprese, lavoratori autonomi, artigiani e professionisti per importi superiori ai 30 euro, altrimenti vale ancora il cash.
Flex:”Un piccolo assaggino di futuro, giusto per ribadire il principio neoliberista che i soldi son finiti!
‘Vorrei ma non POS‘, dice la classe delle attività produttive per il temporaneo scampato pericolo.
Nel frattempo i conti della classe elitaria off-shore se la de-cantano così: “So’ cash vostri!
Oh, bit on the bit sott’o POS ‘a moneta brucia, commissioni ancor più su, parapà parapà…

[…]C’è chi sostiene che con la moneta elettronica i cittadini finiscono per cedere alle banche una parte della ricchezza che virtualmente sarebbe in loro possesso. Secondo il movimento Contante libero, ad esempio “la moneta elettronica è assolutamente lecita ed assai utile e comoda ma deve rimanere una “libera scelta”, mentre eliminare o limitare il contante significa affidarsi a canali elettronici tenuti sotto controllo da poche entità che avrebbero in mano il monopolio dei mezzi di transazione finanziaria”.

In pratica, fa notare il movimento, “100 euro in contanti dopo 100 passaggi di mano sono sempre 100 euro. 100 euro elettronici dopo 100 passaggi sono diventati 45 euro, in virtù delle commissioni bancarie”. Ma a sostegno della critica si adducono anche ragioni di lesa privacy, perché “eliminando del tutto il contante saremmo totalmente esposti ad un controllo elettronico totale, in balia alle imprevedibili evoluzioni socio-politiche della Storia. Immaginate se un domani questo potere finisse in mano ad un novello Hitler o Stalin, o peggio, ad un banchiere!“.

(Fonte: Movimento Contante libero)

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