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Priapismo finanziario

La nostra vita comincia a finire il giorno che diventiamo silenziosi sulle cose che contano“. (Martin Luther King)

Draghi:“Per i Paesi dell’Eurozona è arrivato il momento di cedere sovranità all’Europa per quanto riguarda le riforme strutturali”. (ago. 2014)
Flex:”Sono passaggi tecnici necessari, l’eurozona ha bisogno di munizioni per superare la deflazione con il boom della deflagrazione. Ed un intrattenitore barzellettiere prima ed un gelataio dopo come cavalli di troia di questa missione.
Avanti Troika alla riscossa, ai lavoratori spacchiam le ossa…”.

Con la cessione di sovranità, con questa parola d’ordine impostaci da Maastricht ad oggi, passando per l’introduzione della moneta unica, cosa abbiamo ottenuto? Povertà di intere popolazioni, disoccupazione di massa e svendita dei beni pubblici. Ma alle oligarchie finanziarie europee ancora non basta, vogliono ancora di più: la totale distruzione degli Stati nazionali, ultimo ostacolo a un mercato globalizzato.La sfida oggi in Europa è epocale ed è tra chi vuole riappropriarsi di quote importanti di sovranità (alimentare, energetica, valutaria, monetaria, fiscale… ) per poter tornare a incidere positivamente sulle condizioni di vita dei propri cittadini; e chi vuole, attraverso questi organismi sovranazionali continuare l’opera di dissoluzione delle democrazie nazionali con tutte le conquiste sociali realizzate negli ultimi decenni“. (Paolo Becchi)

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peresTroika

Scalfari:”…l’Italia dovrebbe sottoporsi al controllo della Troika“.
Flex:”il diavolo (barbuto) veste Pravda.
Il zelante Renzi lo rassicura: ‘Stai sereno, sono già io un figlio di Troika‘.
Ma il miscredente Scalfari non ci crede:’Figlio ti scarico, ed imploro tuo Padre con le parole di Erodoto: “In pace i figli seppelliscono i padri, in guerra sono invece i padri a seppellire i figli“.

Veniamo alla Troika. Dal colpo di stato del novembre del 2011 che ha portato Mario Monti alla presidenza del Consiglio e che il giornale di Scalfari ha benedetto come il nuovo salvatore della Patria, la Troika è già presente in Italia. Ragioniamo un momento su che cosa è la Troika. Sono dei burocrati del Fondo Monetario Internazionale, della Commissione europea e della Banca centrale europea che si sostituiscono ai governi, dettando un’agenda politica molto chiara: austerità, privatizzazioni selvagge e macelleria sociale per avere manodopera a basso costo da sfruttare per quei grandi complessi industriali di cui fanno gli interessi. Quest’agenda da Mario Monti a Renzi è già in vigore nel nostro Paese, senza che ci sia stato il bisogno delle visite abituali o dei rapporti di controllo come è avvenuto in Grecia, Irlanda, Cipro, Spagna e Portogallo. E’ bastata la zelante sottomissione del governo“. 

(Paolo Becchi, filosofo)

Per me questi sono temi caldi e ne scriverò. Non mi stupisce comunque, perché sappiamo che il partito a cui fa riferimento, che è il partito unico dell’Europa, dell’Euro e della finanza, del Pd euroservo, è ormai il fronte avanzato di questa svendita costante dell’Italia della sua dignità e della sua sovranità alle forze eurocratiche neo-liberiste. Un tempo si sarebbe detto tradimento della patria o anche collaborazionismo, ma non sono più in auge come espressioni. Allora mi sia consentito parlare di tradimento della Costituzione che non prevede la cessione di sovranità della Nazione Italia e sopratutto non prevede la cessione delle chiavi di casa alla Troika e alla dittatura economico-militare del potere eurocratico. E questo tradimento della Costituzione è stato fatto, per ironia della storia, da colui che fino a qualche tempo fa urlava un giorno sì e l’altro pure contro la violazione della Carta da parte dal cavalier Berlusconi. La sua è un’indignazione a giorni alterni. Oggi si è fatto promotore lui di una violazione della Costituzione e in una forma particolarmente volgare.
E’ un figlio di Troika anche Renzi, certo. A parte la battuta, Marx avrebbe detto che gli ex premier sono maschere di carattere del capitale, non hanno una personalità autonoma ma sono emanazioni teocratiche del monoteismo del mercato neo-liberale, sono rappresentanti della finanza europea in Italia e non rappresentanti dell’Italia in Europa. Questo è il punto fondamentale. Sono la continuazione della politica economica europea
”.

(Diego Fusaro)