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E che sò Pasquale io?

Pasqua, mi sento felice come un uovo, un pò meno come agnellino.

E che so Pasquale io?” dice l’Agnellino.

Si, mio caro, tu sei Pasquale” replica il macellaio, assieme al macello e a tutta la macelleria pasquale che sta alla tosatura.

Sacrifici, i sacrifici mica sono finiti, bisogna sacrificarsi sempre per i propri figli, per le generazioni future”, precisano i tecnici della macelleria pasquale.

Beeeh, ma io sono il futuro, anzi, non l’ho ancora visto il futuro! Cosa c’entro io, sono un povero Agnellino Pasquale, mica sono un Agnelli?”.

Oh quante storie, diciamoci la verità voi giovani non volete né sacrificarvi, né lavorare, volete vivere beeeati nell’uovo di Pasqua” replicano con autorità gli agnelli santificatori.

Ah, io quanto belano gli Agnelli mi viene una tale indignazione che, dimenticando il perdono, mi viene quasi il desiderio di smetterla di fare il cristiano, il buon Agnellino posato e tosato!

Eh no, cari Agnellini, non possiamo essere cristiani part-time” replica santificando le feste il parroco del paese, Don Pasquale.

E neppure saltuariamente? Vi prego, datemi un pò di flessibilità, perché qui il cristiano Agnellino Pasquale viene tosato bene bene per le feste!

Eh, facile essere cristiano solo a Natale e Pasqua” lo ammonisce il parroco. “Sai quanti cristiani della domenica ci sono in giro?

Ah, mi scusi signor Parroco, ma è la domenica delle palme o delle salme?

Certo, delle Palme, figliolo, è la domenica delle Palme!”, risponde stizzito il parroco.

Io ci credo poco. Oggi, se fosse vivo Gesù Cristo userebbe internet senza limiti, al posto della Domenica delle Palme avrebbe festeggiato la Domenica dei Palmari, ammonendo, però, tutti coloro che credono di avere il “mondo” tra i palmari. E da costoro riceverebbe solo tanti epiteti:

Gesù, What’s up! What’s up!
e lui risponderebbe: “What’s up tu!

Farebbe il programma delle 5Stelle e a Pasqua sarebbe espulso come un MastroPasqua qualsiasi. Pardòn Maestro Pasqua, messo in croce con la scritta INPS. Anzi, INRI. È che con tutti questi sacrifici che ho per la testa, mi confondo sempre con le siglature.

Ma il sacro al profano non ci sta e rimbrotta ancora:“Internet è un dono di Dio!

Certo – gli replica Agnellino – serve a pescare i fedeli nella rete. Dio vede e provider! La Sindonemania dimostra due cose: l’esistenza di Gesù e l’assenza di detersivo. Per i forti tagli alla spesa!

Ma le parole di Agnellino sono fraintese e per nulla ascoltate, tutti impegnati nella metafisica della de-materializzazione virtuale, anzi viene deriso: il sacrificio Pasquale “si deve fare”, è un principio sacro che va al di là del perdono.“Sennò che diavolo di sacro officio è”, cantano all’unisono ed in litania tutti i fedeli della parrocchia: “Beeeh, beeeh, – replicano zelanti – sei un eretico! Che vuoi mettere in discussione i sacri offici? Qua ci si sacrifica e si muore!

Eh, beati i poveri di perdono, perché credono di stare da un’altra parte!

Siamo allo sbandolo della matassa! C’è talmente tanto sacrificio in giro che anche il Presidente della Repubblica l’abbiamo ri-preso usato. E per favorire le Export e le “vuote rosa” autocelebriamo lo yankee Renzierello. C’è talmente tanto sacrificio che le donne si sposano per amore. E poi si lasciano “inginocchianti” per il maxi job!. C’è talmente tanto sacrificio che pagheremo la TASI anche sui prati delle scampagnate. Che le formiche sulla tovaglia quest’anno si mangiano, rovistando nelle discariche delle terremortine. C’è talmente tanto sacrificio che rinunciamo alle partenze, perché siamo già arrivati da un pezzo. Ci godremo il semplice e austero pic-nic, a piedi, fuori casa: ci mangeremo il fegato all’aperto. Ma peserà, come sempre, l’incognita maltempo. Piove, govern… ah, vero.

Una volta ho pregato Dio di regalarmi un ombrello, ma poi ho capito che non è così che lavora. Allora ne ho rubato uno e gli ho chiesto di perdonarmi.

Alla fine ho chiesto all’Agnellino dove ha intenzione di trascorrere la Pasqua e la Pasquetta. Mi ha risposto: “Preferibilmente lontano dai barbecue e dalle patate!

C’è un futuro dopo l’Ultima Cena… la scelta è tra il fegato e l’Agnellino! Auguri Pasquale a tutti. E che so’ Pasquale io?

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L’abbacchio dei miracoli

Draghi:”A marzo inflazione bassa a causa di Pasqua alta”.

Flex:”Ad aprile carriole populiste, l’abbacchio fa miracoli. A pasquetta gli italiani si mangeranno il fegato all’aperto”.

Dietro la nuova dottrina vi è l’idea che l’intera eurozona si salva solo se i paesi periferici, a colpi di precarizzazione del lavoro, riescono ad abbattere i salari, i costi e i prezzi. In questo modo si dovrebbe colmare il divario di competitività rispetto alla Germania e si dovrebbero quindi riequilibrare i rapporti di credito e debito all’interno dell’Unione. La Storia tuttavia ci insegna che in genere questo meccanismo non funziona. Esso infatti impone ai soli paesi debitori il peso del riequilibrio. In questo modo l’intera Unione viene trascinata in una corsa salariale al ribasso che può determinare una deflazione generalizzata e una nuova crisi del debito“. (Emiliano Brancaccio, economista)