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Kultour

“Un pueblo que se identifica en su cultura es un pueblo invencible”.
Flex:”Siamo nell’UE perché l’italiano si sente invincibilmente tedesco!”

‘Al dio degli inglesi non credere mai…’ (F. De André)

Negare il sentimento di patria è lottare contro una realtà della vita, perchè è inutile contestare la preferenza che tutti abbiamo per il luogo in cui siamo nati, per la lingua che parliamo, ecc… Negare la patria è andare anche a ritroso della storia, perchè anche i nostri più grandi precursori, come Carlo Pisacane, si sacrificarono per la sua difesa…” (Costantino Lazzari)

Sono uno allievo indipendente di Hegel e Marx, Gentile e Gramsci, ma mi considero abbastanza isolato nel panorama culturale italiano, perché la sinistra in Italia è passata dalla lotta al capitale alla lotta per il capitale. I suoi nomi di spicco sono Fabio Fazio e la signora Dandini, Zagrebelsky e Rodotà. In questo senso, non ne faccio mistero, mi sento un dissidente e un ribelle, e propongo un pensiero in rivolta contro l’esistente. La sinistra oggi è contro la borghesia ma non contro il capitalismo globale: ma dal 1968 è il capitalismo stesso che lotta contro la borghesia, cioè contro quel mondo di valori (etica, religione, Stato, valori borghesi, ecc.) per loro stessa natura incompatibili con la mercificazione universale capitalistica. Per ciò, lottando contro la borghesia, dal 1968 ad oggi la sinistra lotta per il capitalismo. Io ritengo che si debba invece lottare contro il capitalismo e che sia ancora valido un ideale di emancipazione del genere umano inteso come un soggetto unitario (la razza umana), che esiste solo nella pluralità delle culture e delle lingue, delle tradizioni e dei costumi, ossia in quella pluralità che – diceva il filosofo Herder – è il modo di manifestarsi di Dio nella storia“.

(Diego Fusaro)

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