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il PILotato

Padoan: “Il Pil italiano sta accelerando”. (ansa.it)
Flex:”in piena curva”.

Vi è tuttavia, un’ipotesi che mi preoccupa ancora di più: quella di una Sinistra subalterna che, per andare o restare al governo, rimette al passo le forze del lavoro senza ottenere sostanziali trasformazioni economiche. Vorrei aggiungere che, se per miracolo qualche risultato si dovesse raggiungere, ma andasse nel senso di un avvicinamento della nostra situazione a quella, poniamo, della Germania, non è questo il destino che augurerei al mio paese. Si tratta, infatti, di una situazione in cui i lavoratori, pur godendo di un certo benessere, sono in una posizione fortemente subalterna. Non credo, in altri termini, che il risanamento della bilancia dei pagamenti e un riassetto dell’economia, senza l’introduzione di veri elementi di socialismo, sia qualcosa che vale, un traguardo degno di essere indicato alla società italiana. Se ci mettessimo su questa strada, tradiremmo per la seconda volta gli ideali della Resistenza. Non vorrei apparire retorico. Ma tradiremmo l’ideale di costruire un mondo in cui il progresso sociale e civile non rappresenti un sottoprodotto dello sviluppo economico, ma un obiettivo coscientemente perseguito“. (Federico Caffè)

Flex:”Ah che bellu Caffè”.

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Padoan Petròl

Renzi:”Le regioni hanno hanno modo di non aumentare le tasse”.
Flex:”Basta farle aumentare ai comuni”.

Padoan:”E’ possibile che le Regioni aumentino le tasse”.
Flex:”È lo scaricabarile fiscale”.

Renzi agli imprenditori: “Tolto articolo 18 e contributi per i primi tre anni. Adesso non avete scuse”. 
Flex;”Potete licenziare al quarto”.

CNEL:”In sette anni persi un milione di posti di lavoro”.
Flex:”Sette anni fa nasceva il PD. Dal Monte dei Pegni di Siena”.

Flex:”Job Act, il costo dei lavoratori sarà così basso che la Cina protesterà per concorrenza sleale”.

Questa idea influenzò Keynes e venne inclusa nell’approccio della “finanza funzionale” proposto dall’influente Post-Keynesiano Abba Lerner (1930-1982). Dal momento che il governo può emettere moneta a suo piacimento, il livello della tassazione e il livello dei suoi prestiti sono strumenti che possono influenzare l’economia. Perciò tutte le analisi economiche di bilancio basate sulle famiglie applicate allo stato sono un non senso, a meno che non venga perduta la capacità di creare moneta (come è avvenuto nell’Eurozona). Secondo Lerner “il governo dovrebbe aggiustare il suo tasso di spesa e di tassazione affinché la sua spesa totale sia necessaria né più né meno a perseguire l’obiettivo del pieno impiego di tutti i fattori al livello corrente dei prezzi. Se ciò vuol dire che deve esserci un deficit, prestiti più ampi, emissione di moneta, ecc.., allora vuol dire che tutto questo non è né bene né male in sé, si tratta semplicemente di modi per assicurare il pieno impiego e la stabilità dei prezzi”. Finché queste politiche non determineranno un eccesso di domanda, non c’è ragione di temere gli effetti inflazionistici. Questo non significa che non ci siano vincoli alla politica monetaria, ma questi vengono dall’inflazione e dal rischio associato di un brusco declino nel valore della moneta rispetto ad altre valute“. (Martin Wolf)

La satira di Pawel Kcuzynski

Visco rotto

Draghi:”Evitare la deflazione in Europa è una fatica erculea”…
Flex:”…tutti bravi co’ erculeo degli altri”.

Visco:”Errori sulla crisi, trascurata economia Reale”.
Flex:”per salvaguardare l’€urozona dei Valori Monarchici”.

L’attuale debito pubblico italiano si formò tra gli anni ’80 e ’90, passando dal 57,7% sul Pil nel 1980 al 124,3% nel 1994 (oggi è pari al 134,2%). Tale crescita non fu dovuta ad una impennata della spesa dello Stato, che è rimasta sempre al di sotto della media della Ue e dell’eurozona e, tra 1991 e 2005, sempre al di sotto di quella tedesca.

[…] Ci si potrebbe chiedere a questo punto quale fu la ragione del divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro. Ce lo spiega il suo autore, l’allora ministro del Tesoro Beniamino Andreatta. Uno degli obiettivi era quello di ‘ABBATTERE I SALARI’, imponendo una deflazione che desse la possibilità di annullare “il demenziale rafforzamento della scala mobile, prodotto dall’accordo tra Confindustria e sindacati”. Infatti, nel 1984 con gli accordi di San Valentino la scala mobile fu indebolita e nel 1992 definitivamente eliminata. Anche oggi, come allora, le presunte “necessità” di bilancio pubblico sono la leva attraverso cui ridurre il salario, in Italia e in Europa. Con la differenza che oggi l’attacco si estende al salario indiretto, cioè anche al Welfare“.

(Fonte Keynes Blog)

Visco (Bankitalia):”L’Italia ha avuto una storia di aiuti europei straordinaria”.
Flex:”Oramai è un visco rotto!”.

tirami PIL uno ad uno

Flex:”Eurozona, la macchina della DePILazione profonda e permanente: perché ti Pelo il Peloponneso. E non solo…”

Per una volta riportiamo il dato dei paesi virtuosi in relazione al debito pubblico.

Algeria 8,6% su pil
Angola 27% su pil
Azerbaigian 11,41% su pil
Botswana 14,99% su pil
Guinea Equatoriale 9,12% sul pil
Haiti 16,59% su pil
Lesotho 5,24% su pil
Namibia 27,15% sul pil
Niger 20,40% sul pil
Nigeria 14,68% sul pil
Arabia Saudita 5,49% sul pil
Zambia 27,98% sul pil

Tutti esempi di stati modello ovviamente. (Fabio Di Lenola, Alza il Pugno)

L’euro non è una moneta, ma un sistema di governo il cui fine è la distruzione del vecchio modello europeo, sostituito da quello della privatizzazione selvaggia e dalla soppressione di ogni residuo welfare state“.

(Diego Fusaro)

Pilocàl

Crisi, Ocse: “Nel 2014 il Pil italiano in calo dello 0,4%”.
Flex:”L’alopecia economica. La dePILazione più lunga di tutti i tempi. Evidentemente quest’Europa non e poi così tanto sexy.
Dopo prostituzione e droga per far crescere il PIL si pensa all’allevamento intensivo di galline Padoan”.

“Al termine dei mille giorni il diritto del lavoro non potrà essere quello di oggi. Non c’è cosa più iniqua che dividere i cittadini tra quelli di serie A e quelli di serie B” (Matteo Renzi)
Flex:”Tutti serie C”.

Perché la produzione è tanto bassa e l’occupazione così scarsa? La risposta semplice è l’inadeguatezza della domanda, e tutti i dati che abbiamo sono coerenti con questa risposta. Ma le persone tanto coscienziose si rifiutano di accettare questa risposta semplice: … […]…. La ragione di tutto questo in larga parte è politica: dire che è un problema di domanda va contro gli interessi di chi vuole usare la recessione come scusa per smantellare le protezioni sociali“.

(Paul Krugman)

Chiù PIL pè tutti

Renzi e l’UE chiedono aiuto alle prostitute per tenere in piedi l’eurozona.
Flex:”Siamo nell’Unione Euronatica. Il PIL finalmente risulterà chiavabile. Nonostante la Merkel. Per un’Europa più ricca di cazzari.
E dal cazzaro abbraccio Renzi-Berlusconi il cchiù PIL pè tutti non è più soltanto un film. La realtà ‘euronatica’ supera la fantasia”.

«Tutti i Paesi Ue, compresa l’Italia, inseriranno «una stima nei conti (e quindi nel Pil)» delle attività illegali, come «traffico di sostanze stupefacenti, serviz i della prostituzione e contrabbando (di sigarette o alcol)». La novità sarà inserita a partire dal 2014 nei conti, in coerenza con le linee Eurostat, rileva l’Istat. Modifiche condivise a livello europeo e connesse, evidenzia l’Istat, al «necessario superamento di riserve relative all’applicazione omogenea tra paesi Ue degli standard già esistenti».

(Fonte Sole 24ore)

Noi controlliamo la vita a tutti i suoi livelli. Tu ti sei messo in testa che esista qualcosa come una natura umana che verrebbe talmente oltraggiata da ciò che noi stiamo facendo da ribellarsi contro di noi. Ma siamo noi a creare la natura umana. Gli uomini sono infinitamente manipolabili”.

(George Orwell, 1984)

Silk e PIL

Il PIL Italiano torna negativo.
Flex:”È la fotografia del Paese”.

Parlare di ripresa è «per molti versi improprio»; suona «derisorio». Il «Paese ha subito un grave arretramento ed è diventato più fragile, anche sul fronte sociale. I danni sono paragonabili «solo con quelli di una guerra».Raddoppiati i poveri, con crisi persi 1,8 milioni di posti di lavoro «Le persone a cui manca il lavoro, totalmente o parzialmente, sono 7,3 milioni, due volte la cifra di sei anni fa. Anche i poveri sono raddoppiati a 4,8 milioni». È il bilancio di sei anni di crisi del centro studi di Confindustria. «Le famiglie hanno tagliato sette settimane di consumi, ossia 5.037 euro in media l’anno. Non solo. Rispetto al 2007 il Pil totale è diminuito del 9,1% e quello pro-capite dell’11,5%, cioè di 2.900 euro a testa, tornando ai valori del 1996. La produzione industriale è scesa in termini fisici del 24,6%, ai livelli del 1986. E dall’inizio della crisi (fine 2007) si sono persi 1 milione e 810 mila Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno).

Fonte: Sole 24ore