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Give UE a change!

Flex:”In anticipo le raccomandazioni dall’UE: “Arrendetevi”!
I pugni sul tavolo ed il cambiare verso all’Europa hanno prodotto i primi risultati: anticipato al 2015 il pareggio di bilancio”.

La novità passata sottotraccia nel vertice appena concluso è che la proposta del governo di rinviare il pareggio di bilancio per ora è stata respinta. Addirittura i leader, incluso il premier Matteo Renzi, hanno dato il loro “endorsement” (appoggio, approvazione) a un documento ufficiale che raccomanda all’Italia di fare l’opposto di ciò che aveva chiesto: il pareggio già l’anno prossimo, non nel 2016. Si tratta del testo della “raccomandazione del Consiglio” (cioè dei governi) su proposta della Commissione europea riguardo al programma di stabilità italiano.
(fonte La Repubblica)

Jean-Claude Juncker nuovo presidente della UE. Il criminale regime eurocratico e le oscene politiche neoliberali gettano la maschera e si mostrano apertamente per quello che sono. Emerge finalmente in modo nitido e incontrovertibile come l’Europa sia oggi solo un nobile nome che occulta, legittima e glorifica i crimini delle politiche neoliberali e del capitalismo trionfante; ossia quelle politiche in nome delle quali – sempre complice il teologumeno “ce lo chiede l’Europa!”– ci toglieranno fino all’ultimo diritto sociale. L’obiettivo è quello di americanizzare l’Europa, ossia di imporre al vecchio continente il capitalismo di tipo americano, senza diritti, con privatizzazione integrale e concorrenza selvaggia. Ecco il fondamento della politica di Juncker: “prendiamo una decisione, poi la mettiamo sul tavolo e aspettiamo un po’ per vedere che cosa succede. Se non provoca proteste né rivolte, perché la maggior parte della gente non capisce niente di cosa è stato deciso, andiamo avanti passo dopo passo fino al punto di non ritorno”. Et voilà, il gioco è fatto. Come dire: noi proviamo a compiere i peggiori crimini, e se nessuno reagisce, va benissimo! Del resto, si compendia così l’andamento generale di questi ultimi anni di recessione socio-politica e di decrescita infelice, nonché di addomesticamento forzato del conflitto e di trionfo del capitale su tutto il giro d’orizzonte. Il capitale incarnato dall’eurocrazia sta vincendo, con lacrime e sangue per i più deboli. Ma la storia è aperta, con buona pace degli alfieri del teorema della “fine della storia”: e il conflitto può rinascere. Gli schiavi possono tornare a lottare per riprendersi tutto. Occorre risvegliare la loro coscienza e le passioni politiche oggi mutile. Nel clima di generale ottundimento, vi sono Italiani che non si arrendono. Vi sono Italiani che tengono alta la testa, che sono pronti a lottare per difendere ciò che hanno ricevuto dai padri e per salvare la dignità del lavoro e i diritti conquistati sul campo. Chi lotta può perdere sul campo: però chi non lotta ha già perso in partenza. Sono fiero di appartenere alla cerchia di quegli Italiani che non si arrendono. Signor Juncker, nulla di personale, ma faremo di tutto per contrastarla e per reagire alle sue politiche criminali.

(Diego Fusaro)

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