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Grasso che Koala

Riforme costituzionali.
Il Senato dichiara legittimo il “canguro
Flex:”E che è il nipote di Mubarak”.

Il M5S protesta per l’utilizzo del canguro al Senato.
Flex:”Ci sono già i portaborse”.

Si torna a parlare di referendum… “L’ultima parola spetta ai cittadini”.
Flex:”Come tutti i condannati”.

Lobbytomizzato. Dicesi di parlamentare che approva una legge senza necessariamente condividerla e, frequentemente, senza comprenderne la portata, al limite senza capirne affatto il significato, ma suggerita da convincente lobbista.

(Guido Rossi)

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Piatto Atlantico

Confindustria:”Quest’anno PIL piatto“.
Flex:”servito freddo. Inforchettati come PIGS“.

Marchionne: “Spero che Renzi tenga duro” .
Flex:”e continui a optare per le opere di pene!
A Mirafiori c’era la neveee…”

L’Italia è per l’Ocse il paese che ha maggiormente flessibilizzato il mercato del lavoro tra i paesi industriali, riducendo le tutele senza conseguire alcun incremento di produttività, anzi accompagnando la riduzione di tutele a dinamiche della produttività sempre peggiori“. (fonte: Keynes blog)

In un regime di piena occupazione permanente, il licenziamento cesserebbe di svolgere la sua funzione disciplinare. La posizione sociale del capo sarebbe indebolita, e la fiducia in se stessa e la coscienza di classe della classe lavoratrice crescerebbero. Gli scioperi per gli aumenti salariali e per i miglioramenti delle condizioni di lavoro creerebbero tensioni politiche. E’ vero che i profitti sarebbero maggiori in condizioni di piena occupazione di quanto non siano in media in condizioni di laisser-faire: ed è anche poco probabile che l’aumento dei salari risultante dal più forte potere contrattuale dei lavoratori riduca i profitti: esso aumenterà piuttosto i prezzi e perciò avrà effetti negativi soltanto sugli interessi dei rentiers. Tuttavia la “disciplina nei luoghi di lavoro” e la “stabilità politica” sono apprezzate più dei profitti dai dirigenti industriali. L’istinto di classe li avverte che la piena occupazione duratura non è salutare dal loro punto di vista e che la disoccupazione è parte integrante dei sistemi capitalistici“.

(Michael Kalecki, 1943a; trad. it. in 19ì5b, pp. 165-168).

Vieni avanti Fassina!

Fassina, Cuperlo, Civati: «Via il Pareggio di Bilancio dalla Costituzione»
Flex:”Disturbi di personalità“.

Prima li chiacchierano, e poi dicono che sono chiacchierati”.
(Leonardo Sciascia)

Invero, l’intero processo della tassazione e della spesa deve, per una questione di logica, essere iniziato in primo luogo con la creazione (e la spesa) di nuova moneta governativa. Dopotutto, come potrebbe una popolazione estinguere le proprie passività fiscali utilizzando la moneta del governo prima che il governo abbia reso disponibile tale moneta?

(Stephanie Kelton, economista MMT)

Ci metto una croce

Flex:”Riforma Senato, il Colle nega ‘correzzioni’ nel testo”.

Oggi come oggi, tutta la classe politica presente in parlamento, abbraccia senza apparenti dubbi (e senza dar segno di capire) la logica dello smantellamento dell’intevento dello Stato, quale previsto nei principi fondamentali della Costituzione.Il rallentamento al decisionismo – INVARIABILMENTE IN NOME DELL’€UROPA- distruttore del welfare attivo pro-lavoro, proviene, più che da diverse visioni, dalla frequente insinuazione parlamentare di interessi localistici o di categoria, che riescono a trovare una cordata di voto o di emendamento e si tutelano dalla distruzione riservata al resto della comunità nazionale. Insomma, in un’Italia del tutti contro tutti, in cui squallidamente ogni categoria “particulare” si riscopre anti-italiana, attribuendo al resto della collettività le colpe sopra le quali si erge, la riforma attuale ristabilisce l’equilibrio voluto dal vincolo esterno €uropeo: se si vuole essere veramente anti-italiani, facendo assurgere questo atteggiamento a valore supremo ad imposizione €uropea, non ci deve essre scampo per nessuno. Nessun familismo amorale: nessuno può invocare una salvezza speciale dall’ONDA LIVOROSA AUTORAZZISTA.Lo Stato solidale pluriclasse e fondato sulla sovranità e la tutela del lavoro, deve scomparire per tutti, senza eccezioni“. (Luciano Barra Caracciolo)

Il Senatore avvita

Un italiano su tre rinuncerebbe volentieri alla democrazia rappresentativa.(Demos)

Flex:”Preferendo la democrazia eterodiretta 5SS. Il Parlamentare sarà sostituito dal delegato del delegato dei sondaggi”.

Dunque, L’ANTIPARLAMENTARISMO che è fenomeno direttamente connesso al preventivo condizionamento mediatico ed al conseguente forteconsenso sondaggistico di cui gode la riforma stessa. Una connessione che è una progressione: a) si individua uno pseudo-rimedio – cioè la possibilità “monocameralista” di fare leggi, tante leggi “veloci”, e possibilmente di taglio alla spesa pubblica- come risposta alla crisi; b) la gente lo ingurgita come un veleno (che infatti porterà a soffrirne, senza più antidoti democratici); c) quindi vota (solo) mediaticamente a sostegno di ciò che gli si abbatterà addosso, senza averne veramente compreso il significato.Insomma il SONDAGGISMO arriva a sostituirsi al Potere Costituente primigenio, nato dalla Resistenza, rafforzando un “potere costituito”- cioè di revisione in via solo derivata della Costituzione, fortemente condizionato dall’attenersi necessariamente a interventi “puntuali”- il cui unico scopo è agevolare I TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA. E quindi quello di ACCELERARE LO SMANTELLAMENTO DELLA CAPACITA’ DI INTERVENTO DELLO STATO A PROTEZIONE DEI DIRITTI FONDAMENTALI SOCIALI, QUELLI NON REVISIONABILI E PREVISTI NELLA PRIMA PARTE DELLA COSTITUZIONE”. (Luciano Barra Caracciolo, blog)

È perplesso anche Stefano Rodotà: “Non ho mai letto un testo più sgrammaticato ed espressione di incultura della cosiddetta riforma del Senato.”

Non donna di province, ma bordello

Abolite le Province per le Città Metropolitane.
Flex:”Già in vendita i primi vagoni”.

“Le vere risorse sono le utilities, lì ci sono tanti, tanti miliardi. Il problema è che non sono nostre, dello Stato. Esse sono dei Comuni, delle Regioni. E quindi bisogna cambiare il Titolo V della Costituzione per espropriarle ai Comuni e alle Regioni”. (Lorenzo Codogno, Direttore Generale Dipartimento Tesoro)

Le modifiche del Titolo V della Costituzione hanno un solo scopo, quello di ESPROPRIARE dalle competenze di Comuni e Regioni LA GESTIONE DELLE UTILITIES, ovvero la gestione dei servizi di ACQUA, LUCE E GAS. Verranno PRIVATIZZATE e così, dalle mani pubbliche passeranno in quelle degli speculatori ed investitori privati. Vi diranno che migliorerà il servizio, si abbasseranno i costi, si taglieranno le spese pubbliche. La storia delle privatizzazioni, invece, ci insegna tutt’altro.

Riforme, Grasso che cola

Renzi:”Il nostro pacchetto di riforme ha impressionato i partner internazionali.”
Flex:”Soprattutto la Troika”.

E poi aggiunge: “Il Senato sarà composto da non eletti“.
Flex:”…come il Presidente del Consiglio”.

“In Italia la democrazia è scomparsa quando è andato al governo Mario Monti designato dai burocrati seduti a Bruxelles, non dagli elettori. E questo vale in generale per le democrazie europee che sono al collasso totale, indipendentemente dal colore politico dei governi che si succedono al potere, perchè sono decise da banchieri e dirigenti di Bruxelles. Una rotta che porta alla distruzione delle democrazie e le conseguenze sono le dittature”. (Noam Chomsky)

Le appaRenzi ingannano

Renzi(e):”nel 2018 PD al 40% e disoccupazione al 10%”.
Flex:”Poi si è accorto che il foglio era sottosopra”.

Renzi(e):”La disoccupazione giovanile grida vendetta“.
Flex:”A quelli che hanno il posto di lavoro”.

Renzi(e):”Con le riforme avremo 3000 politici a casa”.
Flex:”L’obiettivo di lungo periodo è di lasciarla fare solo a lui”.

“Il gioco non è tuttavia senza difetto perché, mentre la periferia (PIGS) si deindustrializza per l’invasione delle merci straniere, il centro (Germania) si fa partecipe della sua progressiva instabilità finanziaria per quell’indebitamento crescente di cui è creditore. E così quando, e ai primi casi d’insolvibilità periferica (in Grecia, ma soprattutto a Cipro), il centro ha temuto che i propri crediti potessero venire “ripudiati”, è corso ai ripari richiedendone alla periferia il rientro, almeno in parte, coatto. Sta in questo il senso del Trattato per la stabilità, il coordinamento e la governance, sinteticamente noto come “Fiscal Compact”, approvato il 23 luglio 2012 dal Parlamento italiano. Con esso si sono a tal punto irrigiditi i vincoli di bilancio pubblico e di debito sovrano da poter essere giudicato, dopo il Trattato di Maastricht (1991) ed il Trattato di Lisbona (1999), come «il terzo atto della storia dell’euro che radicalizza in maniera inedita i principi neoliberisti che hanno caratterizzato fin dall’inizio la costruzione della moneta unica», anche a rischio di realizzare una forma di austerità perpetua che potrebbe fare esplodere l’Unione Monetaria Europea”. (Giorgio Gattei, professore di Storia del Pensiero Economico Università di Bologna)