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valori congelati…

Istat:”Chi vive con il nonno è meno povero”. Soprattutto se se ne sta come uno ‘stock fisso’ nel freezer. (Flex)

«Il regime abbattuto da una rivoluzione vale, quasi sempre, meglio di quello che lo ha immediatamente preceduto, e l’esperienza ci insegna che il momento più pericoloso per un cattivo governo è, di solito, quello in cui esso comincia a riformarsi. Occorre un altissimo genio per salvare un sovrano che si propone di alleviare la condizione dei sudditi dopo una lunga oppressione. Il male, che pazientemente si tollerava come inevitabile, sembra impossibile a sopportarsi dal momento che s’affaccia l’idea di sottrarvisi». tratto da ‘L’antico regime e la Rivoluzione’ di Alexis De Tocqueville

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Avanti popolo…

Flex:”Alle volte tornare indietro é l’unico modo per andare avanti”.

«Ogni crisi rigetta tutto ciò che è convenzionale, strappa gli involucri esterni, spazza via ciò che è sorpassato, scopre le molle e le forze più profonde. (…) Credere che la rivoluzione sociale sia immaginabile senza le insurrezioni e le esplosioni rivoluzionarie della piccola borghesia, con tutti i suoi pregiudizi, senza il movimento delle masse proletarie e semiproletarie arretrate … non la vedrà mai. Egli è un rivoluzionario a parole che non capisce la vera rivoluzione. La rivoluzione russa del 1905 è stata una rivoluzione democratica borghese. Essa è consistita in una serie di lotte di tutte le classi, i gruppi e gli elementi scontenti della popolazione. V’erano tra di essi masse con i pregiudizi più strani, con i più oscuri e fantastici scopi di lotta, v’erano gruppi che prendevano denaro dai giapponesi, speculatori e avventurieri, ecc. Obiettivamente, il movimento delle masse colpiva lo zarismo e apriva la strada alla democrazia, e per questo gli operai coscienti lo hanno diretto.La rivoluzione socialista in Europa non può essere nient’altro che l’esplosione della lotta di massa di tutti gli oppressi e di tutti gli scontenti. Una parte della piccola borghesia e degli operai arretrati vi parteciperanno inevitabilmente —senza una tale partecipazione non è possibile una lotta di massa, non è possibile nessuna rivoluzione— e porteranno nel movimento, non meno inevitabilmente, i loro pregiudizi, le loro fantasie reazionarie, le loro debolezze e i loro errori. Ma oggettivamente essi attaccheranno il capitale».  [V. I. Lenin, Luglio 1916]