Archivi tag: schiavitù

fiocchi di cotone….

Alfano propone di far lavorare gratis i migranti.
Flex:”regolarizzando il Lavoro Nero”.

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma. (Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, Articolo 4, anno 1948)

Speed Job

Agro Pontino: anfetamine agli immigrati per lavorare di più.
Flex:”Speed Capitalism, si avviCina il traguardo delle 24 ore su 24 di raccolti per terra. Col cucchiaino”.

Per la raccolta delle zucchine stiamo piegati tutto il giorno in ginocchio. Troppo lavoro, troppo dolore alle mani. Prendiamo una piccola sostanza per non sentire dolore”. (K. Singh)

Il confronto sulla produttività tra governo e parti sociali, che entra nel vivo in questi giorni, è un imbroglio a partire dal suo nome. Non molto tempo fa il Cnel ha annunciato una ricerca che proprio per i suoi risultati sorprendenti è stata subito rimossa. Sulla base di essa il decennio più produttivo degli ultimi quaranta anni è stato quello tra il 1970 e il 79. Sì proprio il decennio delle conquiste sindacali, sociali, civili, della scala mobile, del posto fisso, degli orari e dei contratti rigidi, dello stato sociale e della grande industria pubblica, proprio quel decennio ha visto il nostro paese raggiungere il tasso di produttività più alto di tutto l’occidente industriale. Da allora quel tasso è progressivamente diminuito, con un andamento parallelo alla regressione delle condizioni del mondo del lavoro. Fino agli anni duemila, che con l’Euro e le privatizzazioni hanno visto un vero e proprio tracollo sia del salario sia della produttività. Onestà vorrebbe che un governo fatto di tecnici partisse dai dati raccolti nella realtà e non dalla ideologia e dagli interessi dominanti. Che ci si domandasse se questi risultati clamorosi non dimostrano che tutte le politiche economiche liberiste di questi decenni hanno sì fatto star peggio i lavoratori, ma hanno anche colpito la produttività“.

(Giorgio Cremaschi)

Le élite europee stanno realizzando tutti gli scopi individuati. Soltanto che gli scopi perseguiti per davvero nel buio sono l’esatto contrario di quelli declamati per finta alla luce. Il modello di sviluppo inclusivo impostosi nel dopoguerra, sintetizzabile nella formula “produzione di massa per consumo di massa” (Bruno Amoroso, cit.), è ora nel mirino dei nazisti tecnocratici che controllano l’Europa. Fino a quando non avranno ricreato le stesse condizioni sociali tipiche del capitalismo ottocentesco descritto da Hugo ne “I Miserabili” non si fermeranno“.

(Francesco Maria Toscano, Il Moralista)