Archivi tag: scuola

squola itagliani

Scuola, Giannini: “Finalmente si attua l’autonomia”. 
Flex:”…nell’assumere chi dicono loro, a chiamata diretta”.

Renzi ha mandato una lettera ai professori. 
Flex:”Anche l’affrancatura è a carico del destinatario”.

Anche la CEI su crisi Scuola:”Non serve il muro contro muro”.
Flex:”ma semplici aperture favorevoli alle scuole private”.

I partiti comunisti, che godono di una struttura, dove gerarchia e disciplina non sono in discussione, come nelle altre strutture politiche o religiose; titolari inoltre di autorevolezza sui lavoratori, potrebbero venir utili nei momenti più acuti di crisi e di tendenza al disordine, dal momento che in buona sostanza quella rivoluzionaria è diventata una maschera di mera facciata“. (J. Croizier, anno 1974)

FacebookTwitterGoogle+Condividi

…trovando l’invasor

5 Maggio, sciopero generale della scuola.
Flex:”Ella fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro…”.

Renzi:”Non capisco i docenti”.
Flex:”La sua insegnante di inglese conferma”.

Camera, i partigiani in aula cantano Bella CIAO.
Flex:”Come saluto finale alla Costituzione Italiana”.

Non si avverte la propria catena quando si segue spontaneamente colui che trascina; ma quando si comincia a resistere e a camminare allontanandosi, si soffre molto. (André Gide, La porta stretta, 1909)

Buona Squola

La scuola che cambia

Il ministro Giannini: “Vogliamo portare la scuola dal ‘900 al terzo millennio”.
Flex:”Avanti Cristo”.

Salta il decreto “Buona squola”, ma Renzi assicura che le assunzioni dei precari non slitteranno.
Flex:”Il contratto prevede l’obbligo di catene”.

Renzi:”Ora lanciamo la palla al Parlamento”.
Flex:”Secondo il gioco delle finestre rotte”

Intanto Il boss Raffaele Cutolo:”Se apro bocca, crolla il Parlamento”.
Flex:”Signor Cutolo, forse lei è un pò indietro con i tempi… il parlamento è in demolizione/rottamazione da più di quarant’anni”.

Flex:”Con quel che costa la scuola pubblica neoliberal conviene comprarsi privatamente diploma e laurea”.

La riforma della coscienza consiste solo nel far sì che il mondo si renda conto della sua stessa coscienza, nel risvegliarlo dal sogno che sogna su sé stesso, nello spiegargli le sue proprie azioni. (Karl Marx, Lettera a Ruge, 1843)

Rettore Capitale

Renzi: “Ci sono università di serie A e di serie B”.
Flex:”La legge del Rettore Capitale decide le assegnazioni. E i Mercati di riferimento i ruoli e le posizioni in campo”.

Renzi:”Si deve pensare ad un paese in cui tutto è possibile”.
Flex:”Tipo avere un governo di dilettanti che continua a portare in retrocessione la stragrande maggioranza dei cittadini del paese”.

Nelle università di Gentile non si può parlare, perché è fascista. Di Heidegger non si può parlare perché è nazista. Di Gramsci non si può parlare, perché è comunista. Praticamente si può parlare solo dei filosofi liberali. Ecco, questo è il pensiero unico“. (Diego Fusaro, filosofo)

10917271_10205914648486966_4721600391013371206_n

Schoolonizzazione

A giugno maturità in inglese. Una materia sarà insegnata in lingua.
Flex:”Hello PIIGS, do you speck english?
Con la riforma renziana la SSIS diventerà Shish“.

La grande novità è che dal prossimo anno vogliono fare sì che la maturità per i liceali italiani sia in inglese. O tempora, o mores! La peccaminosità è compiuta, e pure il rincoglionimento generalizzato. La vergognosa coazione all’adattamento all’inglese come sola lingua consentita è il prodotto dell’orrida globalizzazione promossa da banchieri apolidi, politici cinici e dall’Internazionale liberal-finanziaria. La globalizzazione uccide i popoli e le culture, le identità e il diritto alla differenza. Produce solo livellamento e omogeneizzazione, conformismo e cretinismo generalizzato. Chi non si oppone è connivente con l’insensatezza in atto. Occorre ribellarsi e continuare ostinatamente a parlare la lingua di Dante e di Croce, di Gentile e di Gramsci, contro i criminali che ci vogliono imporre l’inglese! Non neghiamo l’evidente: un italiano che in Italia tra Italiani parla inglese è un coglione, ancor prima che un criminale.

(Diego Fusaro)