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Dal Padellaro al Macero

L’Unità non c’è più.
Flex:”Al suo posto un centro (sinistra) commerciale”.

Le conseguenze dell’amore. 
Gramsci ha aperto l’Unità. 
L’Unità ha chiuso a Gramsci
e aperto al dio Mercato. 
Il dio Mercato ha chiuso l’Unità
.

(Manfredi Varricchio, attivista mmt)

A valle tutti confermano quello che a monte mi vanto di aver visto: Berlusconi è stato deposto. Lo ha detto Geithner, lo ha detto Zapatero, lo ha detto Bini Smaghi, lo ha detto Sinn. Loro lo hanno detto dopo, naturalmente, ma con cognizione di causa, io prima, e il mio era solo un educated guess, ma non parliamo di me, non ne vale la pena. I miei lettori sanno già che quello che dico poi succede, e anche la vostra fine era da noi attesa con trepidazione. Ecco: parliamo di voi…

Avete acclamato l’avvento di un governo di sociopatici, espressione diretta di quelle élite europee criminali che, come dice il mio amico Alberto Montero Soler, hanno dichiarato guerra non tanto alle classi subalterne (questa non sarebbe una novità), ma alle stesse leggi della logica economica. Avete legittimato come vittoria della sinistra, come necessario snodo “tecnico”, la sconfitta politica più grave mai subita dalle classi subalterne in questo paese, avete cinto queste macchine di distruzione, i Monti, le Fornero, del peplo rosso che li legittimava come “de sinistra”, voi, lo avete fatto, voi, per Dio, scrivendo dal giornale di Gramsci! Avete, per odio ideologico, trascurato di soffermarvi su un piccolo “dettaglio”: che se anche quello che veniva tolto di mezzo era un vostro nemico, il modo in cui egli veniva eliminato era incompatibile con la sovranità democratica del nostro paese, era espressione non della volontà popolare, alla quale veniva accuratamente impedito di esprimersi, ma della volontà di élite che voi non potevate non vedere all’opera, a meno di essere dei completi idioti, e delle quali vi facevate ossequenti e proattivi zerbini, nella consapevolezza che vi avrebbero sempre protetto, che per voi un tozzo di pane ci sarebbe sempre stato. Avete acclamato come “liberazione”, infangando il nome e la memoria della guerra partigiana, l’avvento di un regime pinochettiano, che si era fatta vanto e bandiera di restringere il perimetro dello Stato, cioè di riportare indietro le lancette della Storia, cancellando qualsiasi traccia di quel minimo di socialdemocrazia europea che si era riusciti a importare nel nostro martoriato paese“.

(Alberto Bagnai, economista)

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Il Jeans con le Tod’s

Della Valle: su 5 ministri incontrati, 3 erano deficienti.

Flex:”Non male, rispetto agli imprenditori. Ma se vedesse il Primo…”.

Pillole piddine..:
“Se i politici rubano è perche hanno preso il cattivo esempio dai cittadini italiani, che chiedono la raccomandazione e pagano l’idraulico in nero per risparmiare” (Livia Turco)

Tradotto:”Se i gli insegnanti sono ignoranti è perche hanno preso il cattivo esempio dagli studenti, che chiedono la promozione gratuita e sono disposti a pagare le scuole private per essere promossi”.
“Se i giudici sono corrotti è perche hanno preso il cattivo esempio dai delinquenti, che chiedono l’assoluzione e pagano i politici per non finire in galera”… e così via.. in un loop infinito di cazzate irresponsabili.
La signora Turco dimentica che i politici stanno in parlamento non per seguire le proprie ambizioni o quelle del loro gruppo di appartenenza, ma anche per rispettare lo Stato e dare il buon esempio. E questa è stata pure ministro
“.

(Francisco La Manna)

Sinistra Emorragia e Liberismo

Flex:”Il lavoro è di sinistra, il lavoro manca”.

Dietro la nuova dottrina vi è l’idea che l’intera eurozona si salva solo se i paesi periferici, a colpi di precarizzazione del lavoro, riescono ad abbattere i salari, i costi e i prezzi. In questo modo si dovrebbe colmare il divario di competitività rispetto alla Germania e si dovrebbero quindi riequilibrare i rapporti di credito e debito all’interno dell’Unione. La Storia tuttavia ci insegna che in genere questo meccanismo non funziona. Esso infatti impone ai soli paesi debitori il peso del riequilibrio. In questo modo l’intera Unione viene trascinata in una corsa salariale al ribasso che può determinare una deflazione generalizzata e una nuova crisi del debito. E’ la vecchia lezione di Keynes, ma ieri a Berlino sembravano averla dimenticata“.

(Emiliano Brancaccio, economista)

I tentativi di sottomissione delle nazioni in corso nell’UE rappresentano una forma di oppressione di classe che viene esercitata sui lavoratori e i popoli, oltre che un inquietante e pericoloso attacco alla democrazia. Chi, pur dicendosi di sinistra, non lo percepisce, o non lo vuole percepire, non comprenderà un elemento decisivo per intervenire sulla realtà del nostro tempo, trasformandola nel senso del progresso sociale. Se l’evoluzione del capitalismo ha portato le classi dominanti a sacrificare gli interessi nazionali ai propri interessi di classe, allora, al contrario, ciò conduce all’identificazione crescente degli interessi dei lavoratori e del popolo con gli interessi nazionali

(João Ferreira, capolista alla elezioni europee per la CDU (verdi+comunisti) in Portogallo, vicepresidente uscente del gruppo Gue/NGL al parlamento europeo

logo-Sel variato

(Logo by Loredana Signorile)

Non sono di SEL, partito tra quelli che peraltro ritengo tra i peggiori oggi esistenti: SEL e Vendola pensano che il massimo di emancipazione possibile sia il matrimonio gay. Il comunismo, per costoro, non è più Marx, ma Vladimir Luxuria. Si tratta, ovviamente, dell’ennesima presa in giro ai danni dei giovani precari, disoccupati e senza diritti sociali: al danno della miseria cui sono costretti dalla struttura capitalistica si aggiunge la beffa della sovrastruttura della sinistra, che ripete loro che l’emancipazione non è la lotta per il lavoro e per i diritti sociali, ma il matrimonio gay, l’eutanasia e magari anche la possibilità di cambiare chirurgicamente sesso. Ad ogni modo, precisato il mio disgusto per SEL (momento culminante del serpentone metamorfico PCI-PDS-DS-PD), do la mia piena solidarietà a Marco Furfaro, volgarmente preso in giro da Barbara Spinelli e dall’orrenda generazione dei Sessantottini, la più sciagurata dal tempo dei Sumeri ad oggi. E’ l’orribile generazione passata dall’universalismo proletario all’universalismo imperialistico con bombardamento etico incorporato. Sto esagerando? Non credo. Si consideri la biografia di Massimo D’Alema e se ne avrà una triste conferma: sì, la biografia di colui che nel 1968 si agitava scompostamente per il proletariato e che nel 1999, altrettanto scompostamente, si agitava in nome del bombardamento del Kossovo. Si tratta di una generazione di falliti e di ‘ultimi uomini’ (Nietzsche) che, non di meno, continua a ipotecare – chissà per quanto tempo ancora – il futuro delle nuove generazioni. L’odierna sinistra sta a Marx e al suo progetto di emancipazione come il banchiere Marcinkus sta al ‘discorso alla montagna’ di Cristo“.

(Diego Fusaro)

Hotel Gramsci

La casa di Gramsci diventa un hotel di lusso…

Flex:”I Quaderni dalla Hall. Meglio non poteva riassumersi la storia della sinistra italiana. Le 5Stelle sono per sfregio”.

I diversamente rossi…
L’hotel di lusso a cinque piani sorgerà nel centro di Torino, in Piazza Carlo Emanuele: si chiamerà Hotel Gramsci. Sorgerà sulle ceneri della casa in cui Antonio Gramsci abitò dal 1919 al 1921, fondando “L’Ordine Nuovo” e gettando le basi del futuro Pci. Non conosco, personalmente, miglior modo di descrivere la storia della sinistra italiana: il passaggio dalla nobile figura di Antonio Gramsci all’hotel di lusso a lui dedicato, con il pieno sostegno della sinistra cittadina. È l’emblema dell’involuzione indecente della sinistra, la tragicomica vicenda del “serpentone metamorfico Pci-Pds-Ds-Pd” (la definizione è di Costanzo Preve): in essa è possibile leggere, in filigrana, una dialettica di progressivo abbandono dell’anticapitalismo e di graduale integrazione, oggi divenuta totale, alle logiche illogiche del mercato divinizzato da parte delle forze di sinistra. L’Hotel Gramsci presenta una sinistra (!) analogia con il Grand Hotel Abisso di cui diceva Lukács nella Distruzione della ragione.

Il paradosso sta nel fatto che la sinistra oggi, per un verso, ha ereditato il giacimento di consensi inerziali di legittimazione proprio della valenza oppositiva del’ormai defunto Partito Comunista e, per un altro verso, li impiega puntualmente in vista del traghettamento della generazione comunista degli anni Sessanta e Settanta verso una graduale “acculturazione” (laicista, relativista, individualista e sempre pronta a difendere la teologia interventistica dei diritti umani) funzionale alla sovranità irresponsabile dell’economia. I molteplici rinnegati, pentiti e ultimi uomini che popolano le fila della sinistra si trovano improvvisamente privi di ogni sorta di legittimazione storica e politica, ma ancora dotati di un seguito identitario inerziale da sfruttare come risorsa di mobilitazione conservatrice.

Per questo, la sinistra continua inflessibilmente a coltivare forme liturgiche ereditate dalla fede ideologica precedente nell’atto stesso con cui abdica completamente rispetto al proprio originario spirito di scissione, aderendo alle logiche del capitale in forme sempre più volgari. Si tratta del tradizionale zelo dei neofiti, a cui peraltro – accanto ai riti di espiazione – si aggiunge il fatto che, sulla testa dei pentiti, pende sempre la spada di Damocle del loro passato comunista, che, ancorché rinnegato, può sempre essere riesumato all’occasione.

Lungo il piano inclinato che dalla nobile figura di Antonio Gramsci porta a Massimo D’Alema, si è venuto consumando il tragicomico transito dalla passione trasformatrice di matrice marxiana al disincanto weberiano fondato sulla consapevolezza della morte di Dio, con annessa riconciliazione con l’ordo capitalistico. Con i versi di Shakespeare, lilies that fester smell far worse than weeds: “orribile più di quello delle erbacce è l’odore dei gigli sfioriti“.

(Diego Fusaro, filosofo)

Monologhi precari 3

Non ho letto il “Job Act“, la fiction mi annoia. (Tomatis)

Renzi:”Sul Job Act nessun passo indietro”.
Flex:”Tutt’al più un altro passo a destra“.

Come riconosciuto anche dal capo economista del Fondo Monetario Internazionale, stando alle evidenze empiriche disponibili non è possibile stabilire correlazioni tra maggiore precarietà e minore disoccupazione. E’ vero invece che i contratti precari riducono il potere rivendicativo dei lavoratori e consentono quindi di ridurre i salari. Per la BCE e per la Commissione UE è in fondo questo il motivo per cui le riforme del lavoro sono auspicabili: esse dovrebbero consentire all’Italia e agli altri paesi periferici di ridurre lo scarto di competitività rispetto alla Germania e agli altri paesi centrali dell’eurozona. Il problema è che quel divario è enorme. Il differenziale di crescita tra i costi unitari del lavoro italiani e tedeschi dalla nascita dell’euro ad oggi ammonta a circa 25 punti percentuali. Pensare di colmarlo a colpi di flessibilità dei contratti e conseguente schiacciamento dei salari è un’illusione pericolosa, che in realtà alimenta una gara al ribasso in grado di deprimere ulteriormente i redditi e l’occupazione“. (Emiliano Brancaccio, economista)

Busta piaga, retta ad U

“La retribuzione di una lavoratore non deve essere per forza una retta dritta che sale, ma può anche essere una ‘U’ rovesciata. Se la retribuzione cala, non è un colpo letale alla dignità dei lavoratori”. (Poletti, ministro per il lavoro)

“La vera destra è arrivata al potere”. (Fabio Di Lenola, eurotruffa)

Flex:”È la nota politica dell’inversione ad U, taglia e scuci del governo e del ministro del lavoro cooperativista, che evidenzia ancora una volta l’inversione ad U, la svolta ad U della rotta sinistra per i diritti dei lavoratori. Il salario, detto anche ‘retta’, si percepirà inchinandosi ad U. E alla Coop si chiamerà Busta Piaga. Peraltro i salariati è da più di 30 anni che invece prendono, grazie all’inversione ad U della sinistra, una retta che scende, da quando alla Coop si è rotta la Scala Mobile! Anche Altan sarà costretto a disegnare l’ombrello capovolto nella mano del cooperativista, con la punta in versione ad U”.

“La nostra Costituzione è molto più dettagliata, operativa, e lineare da applicare, di testi pre-democrazia sociale del lavoro quali Magna Charta o Costituzione USA. La nostra Costituzione deve solo essere fatta osservare nelle forme da essa previste e rimanendo fedeli al giuramento di fedeltà ad essa che oggi viene calpestato per ignoranza e sudditanza all’internazionalismo. Quest’ultimo non è un fatto naturale inevitabile, ma una creazione istituzionale umana. Sbagliata e antiumanitaria.Tornare alla Costituzione è un fatto di reazione umanitaria e civile che ripristina la più importante delle legalità. Le baggianate sui mercati e sulla “forza lavoro” sono inventate dagli ordoliberisti per affermare l’inevitabilità delle loro scelte pro-padroni(loro) finanziari”(Luciano Barra Caracciolo, blog)