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cliente avvisato…

banchiere parassita

Visco (Bankitalia):”I clienti pagheranno i salvataggi delle banche, vanno avvisati”.
Flex:”Gentile Bail-In assieme faremo il BOT! Siamo alla resa dei conti. Correnti, passati e futuri. Firmato Sanguisuga UE
P.S. Tutte le indicazioni le troverà leggendo il regolamento UE 806/2014″.

Articolo 47 Costituzione
La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.

Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese

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Visco rotto

Draghi:”Evitare la deflazione in Europa è una fatica erculea”…
Flex:”…tutti bravi co’ erculeo degli altri”.

Visco:”Errori sulla crisi, trascurata economia Reale”.
Flex:”per salvaguardare l’€urozona dei Valori Monarchici”.

L’attuale debito pubblico italiano si formò tra gli anni ’80 e ’90, passando dal 57,7% sul Pil nel 1980 al 124,3% nel 1994 (oggi è pari al 134,2%). Tale crescita non fu dovuta ad una impennata della spesa dello Stato, che è rimasta sempre al di sotto della media della Ue e dell’eurozona e, tra 1991 e 2005, sempre al di sotto di quella tedesca.

[…] Ci si potrebbe chiedere a questo punto quale fu la ragione del divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro. Ce lo spiega il suo autore, l’allora ministro del Tesoro Beniamino Andreatta. Uno degli obiettivi era quello di ‘ABBATTERE I SALARI’, imponendo una deflazione che desse la possibilità di annullare “il demenziale rafforzamento della scala mobile, prodotto dall’accordo tra Confindustria e sindacati”. Infatti, nel 1984 con gli accordi di San Valentino la scala mobile fu indebolita e nel 1992 definitivamente eliminata. Anche oggi, come allora, le presunte “necessità” di bilancio pubblico sono la leva attraverso cui ridurre il salario, in Italia e in Europa. Con la differenza che oggi l’attacco si estende al salario indiretto, cioè anche al Welfare“.

(Fonte Keynes Blog)

Visco (Bankitalia):”L’Italia ha avuto una storia di aiuti europei straordinaria”.
Flex:”Oramai è un visco rotto!”.

Girava la ruota…

Visco: “Gli 80 euro non bastano, non sono la soluzione”.
Renzi:”Allora compro una vocale”.
Flex:”E la ruota non gira, è sgonfia. Il criceto medio rischia l’estinzione”.

C’è stata un’epoca in cui in Italia i giovani della classe media e una parte dei giovani della classe operaia riuscivano a trovare lavoro, e coi redditi combinati a comprare casa, crescere in media due figli, risparmiare, e lasciargli un’eredità. E in aggregato riuscirono a formare uno dei Paesi col minor debito privato del mondo, e il maggior risparmio privato del mondo.

Oggi la stessa classe media e parte di classe operaia sogna il lavoro, e se lo trova, coi redditi combinati può solo sognare di comprarsi casa, crescere figli e risparmiare. Al massimo può fare una di queste tre cose, ma deve escludere le altre due.

Sono sparite quantità di ricchezza nell’ordine di milioni di miliardi in vecchie lire, o decine di migliaia di miliardi in euro. Non se li sono rubati Craxi, Forlani, e Berlusconi. Non se li è rubati lo Stato, perché poi dove li hanno messi? No, sul serio, impariamo a essere ragionanti se possibile. Dove li hanno messi? No.

Allora sono spariti per un altro motivo. E i casi sono due: o noi italiani di colpo a un certo punto abbiamo scordato del tutto come produrre la ricchezza nazionale (PIL). Oppure qualcosa ci ha impedito di produrla come facevamo prima. Allora…

Il primo caso è da escludere. Nella clinica neurologica, e tanto meno in materia economica, non esiste una malattia chiamata Alzheimer produttivo di un Paese.

Rimane il secondo caso. Qualcosa è intervenuto che non c’era prima. E cos’è che dal 1948 a oggi non abbiamo mai avuto in economia? Guardate che le abbiamo avute tutte, fra inflazione, crisi, svalutazioni, ministri incapaci, ladri, ladroni, mazzette, mafie, globalizzazione… No, dai, solo una cosa non ci era mai capitata prima, è evidente. L’Eurozona.

Avete capito. E’ sempre semplice“.

(Paolo Barnard)